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lunedì 4 novembre 2013

MINIFRICO DI GRUYÈRE, CECI E CUMINO CON SALSA AGRODOLCE ALLO YOGURT, CAROTE E LIME

 



Prima ancora di ricevere il pacco con i formaggi dalla Svizzera già avevo in mente più o meno quale sarebbe stata la mia proposta per il contest sui formaggi svizzeri, ovvero Swiss Cheese Parade di Tery del blog Peperoni e Patate.

Credo che tutti sappiano ormai che cosa sia il frico, uno dei piatti della tradizione friulana che meglio riesce ad  esaltare le caratteristiche e il sapore di un notissimo formaggio prodotto nelle stesse zone, il Montasio.
Ci tengo a fare questa premessa, perché sono molto attenta alla tipicità dei prodotti e delle ricette e portare il frico in Svizzera potrebbe innervosire qualcuno :)

lunedì 7 ottobre 2013

L'HUMMUS DELLO CHEF GEORGES EL KIK


Tutto ebbe inizio da qui. Da questo mare nostrum che diede la vita a tutti noi e nel quale mi sono tuffata non appena approdata sul suolo sardo. Un’immersione che ha fatto da preludio a due giornate fantastiche a Cagliari, dedicate al cibo, inteso come vita, cultura, storia, legame tra popoli diversi tra loro ma che attraverso il cibo si ritrovano e si scoprono appartenere alla stessa famiglia.

mercoledì 1 maggio 2013

I FALAFEL DI YOTAM OTTOLENGHI PER LO STARBOOKS REDONE



La cucina italiana secondo me è in assoluto la migliore del mondo.

Però a volte è bello fare un tuffo nella cucina di altri paesi. Ogni tanto mi piace preparare una cenetta a tema, per esempio a base di mezés greche, disponendo in ciascun piatto qualche cubetto di feta, delle fettine di pomodoro con un po’ d’olio extravergine d’oliva e una spolverata di origano, delle immancabili olive kalamata e poi, perché no, un po’ di tzatziki, taramosalata e melintzanosalata e per terminare un paio di dolmades. Così si può far finta di starsene seduti al tavolino di una tipica taverna greca in riva al mare e viaggiare, anche solo con la fantasia.

venerdì 22 febbraio 2013

ZUPPA DI CECI E SPINACI CON AGLIO E PAPRIKA DOLCE


 
Vorrei farvi una domanda. Ma a voi, quando vi capita di fare le tagliatelle secche - sì, lo so che siete tutti bravissimi e di solito ve le fate in casa, ma vi sarà pur capitato di comprare qualche volta quelle confezionate del super – e siete sul punto di gettarle nell’acqua bollente, che fate? Le spezzettate tutte bene bene prima di metterle a cuocere per poi ritrovarvi a fine cottura delle cortissime e sfuggenti taglia telline, oppure immergete nell’acqua bollente i nidi così come stanno?

domenica 13 gennaio 2013

PICI AL GUANCIALE SU PASSATINA DI CECI E OLIVE NERE E OLIO AL ROSMARINO



Quando ormai poco più di un anno fa intrapresi l’avventura di questo blog, perché di vera e propria avventura trattasi, per descrivere me stessa e il tipo di cucina che mi rappresenta, senza pensarci troppo scrissi in poche parole che, essendo originaria di varie parti d’Italia, essendo nata nell’estremo occidente italiano, vivendo nell’estremo oriente e avendo sposato un salentino, la mia cucina poteva essere definita come italianfusion. Probabilmente chi non mi conosce avrà pensato che mi stavo prendendo un po' troppo sul serio. In realtà mi piace giocare (anche se non sempre si capisce e questo è forse un po’ un mio problema) e la mia definizione voleva scimmiottare in maniera scherzosa la moda attuale di appioppare a qualsiasi tipo di cucina l’appellativo di fusion.

Tutto ciò per dire che quella definizione, messa là un po’ per gioco, voleva solo significare l’importanza che la cucina ha per me nella ricerca delle mie radici.

Ci sono regioni e posti in Italia che conosco molto bene, perché ci ho vissuto, perché ci vivo, perché ci vivevano i miei nonni, o i miei genitori, o mio marito. E cucinare per me significa unire tutti questi posti l’uno all’altro per ricercare forse un po’ me stessa, quale prodotto di tutte queste terre, vicine geograficamente ma culturalmente e storicamente a volte tra loro lontanissime. Perché la cucina è forse un po’ anche autoanalisi, non credo di dire una cosa nuova, ma considerandola un’arte, come tutte le forme di arte credo che sia un mezzo attraverso il quale esprimersi e quindi conoscere più a fondo se stessi.

Da quando sono entrata nel magico mondo dell’emmetichallenge, ideato dalle amiche Alessandra e Daniela di Menu Turistico, mi è stato fornito uno strumento in più per cercare di unire "le mie terre" e attraverso il gioco trovare un po’ me stessa.
Perché l’emmetichallenge non è un semplice contest. E non ci sono imitazioni che tengano.
Qui non si tratta di affibbiare un premio a una ricetta carina, magari colorata e trendy, rappresentata da una bella foto e dall'elegante mise en place.
Qui si tratta di cucinare, cucinare veramente, di andare a fondo nella ricerca delle nostre tradizioni culinarie.
Qui, quando si fa una cosa, la si fa per bene, con tutti i crismi. E se si fa il gelato, gelato sia, ma quello vero. Stesso discorso vale per la Pasqualina, per le arancine, etc. etc..
Certo si gioca anche, però non troppo, perché la cucina è anche cosa seria, molto più di quanto tanti pensano.