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venerdì 28 giugno 2013

DI CIBO, DI LIBRI, MA SOPRATTUTTO DI OLIO





Quando ho aperto il mio blog di cucina non sapevo dove mi avrebbe portato questa nuova avventura. Per dir la verità non me lo sono nemmeno chiesta. Mi serviva semplicemente un taccuino un po’ più grande e colorato dove poter appuntare i miei esperimenti culinari in maniera tale da poterli non solo leggere ma anche vedere, ricordare e condividere con amici e parenti. A questo pensavo dovesse servire questo spazio virtuale. E a questo in effetti è servito, ma solo in parte, una piccolissima parte. Perché ciò che non mi aspettavo è che questo blog diventasse, quasi senza che me ne accorgessi, un trampolino dal quale tuffarsi verso nuove amicizie, belle e sincere perché strette con persone animate dalla mia stessa passione e che per questo parlano il mio stesso linguaggio. Ci si conosce tramite il web, si incomincia a parlarsi e poi capita l’occasione di vedersi e di dare finalmente un volto e una voce (e questa, come l’ha definita una delle mie nuove amiche è una magia) a chi fino a quel momento era rimasto nascosto dietro un monitor e una tastiera.

L’occasione ci è stata data dall’AssociazioneNazionale Città dell’Olio, che colgo l’occasione di ringraziare, che ha organizzato in maniera egregia un intero fine settimana denso di eventi. Se solo penso a che cosa siamo riusciti a fare in solo ventiquattr’ore non posso non elogiare il modo assolutamente perfetto in cui tutto è stato organizzato. Un grazie particolare al Presidente dott. Lupi. E un grazie pure alla nostra accompagnatrice silenziosa ma presente Natascia.

Città dell’olio ci ha portato alla fiera di Genova e precisamente alla prima edizione di Sapori da sfogliare, il Salone del Libro e delle Eccellenze Enogastronomiche, incentrato su un’idea nuova, la presentazione di prodotti agroalimentari di eccellenza unitamente all’editoria enogastronomica.

E se si parla di editoria enogastronomica ecco che spuntano loro, la mitica squadra dello Starbooks, quasi al completo, a spiegare e presentare il loro splendido e ormai avviatissimo progetto attraverso il quale sono riuscite nel difficile intento di unire il web e la cucina al mondo dell’editoria. E siccome le seguo già da un po’, non vi posso dire che piacere mi abbia fatto conoscerle di persona e sentirle parlare di questo loro lavoro.
Con l’occasione è stato presentato dal suo autore, Sergio Rossi, un libro veramente affascinante, La cucina dei Tabarchini, che non è solo un libro di cucina in quanto racconta, attraverso fotografie e ricette, come la cucina ligure approdata grazie a un gruppo di genovesi (per la precisione Pegliesi) sull’isola di Tabarca in Tunisia nel 1500, abbia non solo conservato, al riparo dalle contaminazioni che invece subì la cucina genovese sul suo territorio, le caratteristiche di un tempo, ma anche abbia subito le influenze di altre cucine mediterranee come quella nordafricana. Come dicevo un libro affascinante che ovviamente non potevo non comprare :)


Quindi abbiamo fatto un giro tra gli stand enogastronomici assaggiando prodotti di mezza Italia, dalle burrate di Andria, agli agnolotti piemontesi, passando per le salsicce piccantissime calabresi e per i formaggi siciliani e degustando anche un liquore pazzesco fatto con l’olio d’oliva. Non è mancato nemmeno il pestoshow, ossia la dimostrazione in diretta di come si fa il vero pesto genovese.





E poi via, destinazione Imperia. 


E dopo una sosta brevissima nell’hotel che ci ha ospitato siamo giunti nello stabilimento della Raineri, nota azienda del ponente ligure in attività nel commercio dell’olio extra vergine d’oliva da più di cent’anni, orgogliosa di utilizzare per la produzione del suo olio esclusivamente olive italiane. Là abbiamo visto e ci è stato spiegato tutto il processo che subisce l’olio fino al suo imbottigliamento e confezionamento prima di raggiungere gli scaffali di tutto il mondo. La Raineri da una decina d’anni ha trovato casa in questa nuova struttura poiché aveva bisogno di spazi più ampi e accanto allo stabilimento è stato ricostruito l’antico frantoio che funzionava grazie alle acque del torrente che scorre nelle vicinanze e che mentre d’inverno veniva utilizzato appunto per la spremitura delle olive, d’estate veniva usato come mulino.











Quindi un’ottima cena al ristorante Le Mignole dove abbiamo cenato a base di specialità locali e abbiamo avuto modo di passare una piacevolissima serata.


Per alcuni (tra cui io) la serata è continuata nell’hotel dove abbiamo alloggiato, dove, complice una simpaticissima Forno Star dotata altresì insospettabilmente di particolari doti canore, abbiamo riso a crepapelle fino a notte inoltrata.


L’indomani mattina ci attendeva (nonostante il sonno) un’esperienza bellissima. Ospiti della Camera di Commercio di Imperia abbiamo avuto modo di seguire un corso intensissimo di assaggio dell’olio d’oliva tenuto dall’ O.N.A.O.O., Organizzazione Nazionale Assaggiatori Olio di Oliva, organizzazione nata ad Imperia nel 1983 quando ancora parlare di assaggio dell’olio d’oliva non era di moda come lo è adesso.


Il corso è stato tenuto dal bravissimo e iper professionale Marcello Scoccia, vice presidente dell'organizzazione, il quale in solo due ore ha avuto la capacità di introdurci nel mondo degli assaggiatori dell’olio d’oliva riuscendo a darci un’infarinatura molto completa in materia in proporzione al poco tempo che avevamo a disposizione.

Questo mondo mi ha talmente appassionato che credo proprio che approfondirò. D'altra parte come farei ad utilizzare altrimenti quel fantastico bicchierino dalla forma particolare e dal colore blu (il colore dell'olio non deve condizionare l'assaggiatore) adatto per l’assaggio e che è stato regalato a ciascuno di noi?
 




E voi avevate mai pensato all’olio extravergine d’oliva come a un succo di frutta? Ebbene è proprio così e questa è soltanto una delle interessantissime informazioni che ci sono state fornite. Abbiamo poi assaggiato diversi olii, i primi due che presentavano dei “difetti” e che quindi non erano buoni e gli altri invece molto buoni senza difetti e quindi classificabili come olio extravergine d’oliva e prodotti da cultivar diverse. Mai e poi mai avrei pensato che si potesse percepire così nettamente la differenza tra un olio e l’altro.

In fin dei conti mi rendo conto che in due ore ho immagazzinato talmente tante informazioni che mi piacerebbe dedicare un post a parte a questo argomento e questo è proprio quello che farò.


Finito il corso siamo rientrati alla fiera di Genova dove ci è stato consegnato l’attestato di partecipazione al corso di assaggio e dove abbiamo pranzato sul molo fuori dalla fiera insieme ai nostri nuovi amici che non posso non ringraziare per la bella esperienza vissuta insieme. E quindi grazie a PattyAle&Dani, MapiAlessandra, Mai, Fabiana,  Stefania, Roberta, Cristina, Fabio e Annalù, Aurelia, Annarita, Simona, Roberta, Sabina, LauraAnna Maria, Sandra.