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mercoledì 10 agosto 2016

TORTA ALLE ALBICOCCHE




La triste storia della frutta di stagione, l’aspetti tutto l’anno e poi finisce in marmellata. Perché ce n’è troppa, tutta in una volta. A meno che non finisca in una torta, giusto per variare. Che poi, non fai in tempo a stancartene ed è già passato il periodo. E ci si ritrova ad aspettare un’altra estate.

Questa torta alle albicocche ha la particolarità di avere la frutta, tanta frutta, non solo sulla superficie ma anche nell’impasto, cosa che la rende particolarmente morbida e saporita.



TORTA ALLE ALBICOCCHE

Ingredienti
700 g di albicocche
300 g di farina 00
120 g di zucchero + 2 cucchiai per le albicocche
100 g di burro
3 uova
½ bicchiere di latte
2 cucchiaini di lievito per dolci
1 pizzico di sale

Lavate le albicocche e tagliatene una metà a pezzetti e l’altra metà a fettine. Cospargete quelle tagliate a pezzetti con un cucchiaio di zucchero.
Preriscaldate il forno a 180° C. Fate sciogliere il burro. In una ciotola mescolate la farina con il lievito e il sale. In un altro recipiente montate le uova con lo zucchero e poi aggiungete alternativamente la farina, il latte e il burro al composto. Aggiungete infine le albicocche a pezzetti e versate il composto in uno stampo precedentemente imburrato. Disponete sulla superficie le albicocche a fettine e cospargetele con il restante cucchiaio di zucchero. Infornate per circa 40 minuti.
 

martedì 9 febbraio 2016

TORTA AL FARRO CON CONFETTURA DI PRUGNE





Deresponsabilizzazione. Parola molto lunga che indica un comportamento amato dalla stragrande maggioranza delle persone.
Non assumersi responsabilità davanti agli altri, né delle proprie azioni, né delle proprie parole, né delle proprie idee, agire come se fosse sempre il prossimo a doverci qualcosa, precostituirsi costantemente le prove per potersi discolpare da qualsiasi critica che possa esserci mossa.
Dire tutto e il contrario di tutto, a seconda del proprio tornaconto. Parlare e ritrattare le proprie parole perché prima convenienti e ora sconvenienti. Cambiare bandiera a seconda di quello che è per noi vantaggioso. Non metterci mai la faccia, non osare, non parlare, non essere sinceri, vivere nell’omertà, il tutto pur di non scuotere mai se stessi e gli altri. Mandare avanti sempre il prossimo, sperando che con la sua lotta possa ottenere diritti anche per noi. Evitare la polemica, non quella fine a se stessa, ma quella indispensabile per confrontarsi con chi la pensa diversamente.
Treccani alla parola deresponsabilizzazione: “comportamento diffuso nella società contemporanea che porta a evitare l’assunzione di responsabilità e a tutelare solo la propria convenienza e il proprio interesse come se fossero un diritto, senza tener conto di un bene collettivo. Si vanno perdendo i punti di riferimento, il senso della storia e del passato, in una società dove ognuno rivendica solo i propri diritti dimenticando i doveri che il vivere sociale prevede, in una sorta di totale irresponsabilità. Si propugna un modello di interesse individuale rispetto a quello collettivo, un predominio del presente piuttosto che una preoccupazione del futuro, uno smarrimento di valori che vadano al di là dell’appagamento degli interessi individuali. Quel che sembra avere importanza è la tutela di sé e dei privilegi raggiunti, non importa con quali mezzi, né se a scapito della comunità, della crescita sociale e di un bene condiviso.” 

Mi faccio una torta và, che è meglio.
E me la faccio al farro, con poco burro (o anche niente) e poi ci metto la confettura di prugne fatta in casa.
Veloce tanto quanto il tempo che ci vuole finché il forno si riscaldi, morbida e buona, adatta per la colazione o per il tè pomeridiano.

P.S. Sembrerà incredibile ma questo post aspettava pronto già da cinque giorni...

TORTA AL FARRO CON CONFETTURA DI PRUGNE

Ingredienti per uno stampo del diametro 24 cm

200 g di farina di farro
75 g di zucchero di canna
100 ml di latte
85 g di burro oppure 40 g di olio di semi
1 uovo
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di lievito per dolci
confettura di prugne (o altro) a piacere

Preriscaldate il forno a 180° C.
In una ciotola mescolate la farina con il lievito, lo zucchero e il sale. In un’altra ciotola sbattete leggermente l’uovo con il latte e il burro fuso (o l’olio). Unite i due composti senza mescolarli troppo, non è necessario che l’impasto sia perfettamente liscio. Versate l’impasto in una tortiera precedentemente unta. Adagiate la confettura sulla superficie dell’impasto e infornate per circa 30/40 minuti.

martedì 28 aprile 2015

TORTA BIANCA CON CROCCANTINO DI NOCCIOLE E GELÈE DI MOSCATO D’ASTI




Ogni tanto la vita reclama per sé tutto il tempo che ci rimane e a pagarne le spese sono sempre le cose più belle. Come lo spazio che dedico a questo blog e alla passione che lo sorregge, quella per la cucina. Se non ho postato nulla per più di un mese è perché non ho cucinato nulla per più di un mese, troppo assorbita da un impegno che mi ha letteralmente estraniata da tutto. E chi mi conosce lo sa, star lontana per così tanto tempo dai fornelli per me è quasi un record. Tanto è vero che non vedevo l’ora di tornare a casa solo per ficcarmi in cucina per passarci ore ed ore, dimenticandomi del mondo intero.

E quale migliore occasione se non quella dell’MTC n. 47? Quella che ci propone la bravissima Caris, che il mese scorso ha vinto con una torta salata da urlo. E da una torta salata a una torta dolce il passo è breve :) (chissà quanti altri hanno fatto questa scontatissima battuta). Insomma, temevo di non riuscire ad arrivare in tempo e invece ce l’ho fatta. Non solo mi sono riappropriata della mia cucina, ma ci ho passato praticamente un giorno intero, il primo giorno davvero libero degli ultimi mesi. E devo dire che ne è valsa la pena.



TORTA BIANCA CON CROCCANTINO DI NOCCIOLE E GELÈE DI MOSCATO D’ASTI

Ingredienti per una torta di 22 cm di diametro
per il pan di Spagna tradizionale a freddo (da una ricetta di Iginio Massari su proposta e spiegazione di Caris)
150 g di uova
100 g di zucchero semolato
un pizzico di sale
scorza di limone grattugiata
75 g di farina 00
25 g di fecola di patate
Moscato d’Asti a piacere per la bagna

per la copertura e la farcitura
500 g di ricotta vaccina
150 g di mascarpone
100 g di zucchero a velo
1 tazzina di Moscato d’Asti
un pizzico di estratto di vaniglia

per il croccantino alle nocciole
250 g di zucchero semolato
225 ml di acqua
50 g di nocciole tonde del Piemonte
un pizzico di sale

per la gelèe al Moscato d’Asti
½ l di Moscato d’Asti
15 g di colla di pesce

Preparate il pan di Spagna.
Montate in planetaria con una frusta fine: uova intere, zucchero, sale limone per circa 20 minuti a media velocità. Setacciate due volte la farina bianca e la fecola e incorporate delicatamente a pioggia. Mettete l’impasto nello stampo e cuocete a 170°-180° per circa 20-25 minuti. Una volta cotto toglietelo dal forno e fatelo raffreddare. Quando sarà freddo tagliatelo in due dischi. Vi consiglio comunque di passare da Caris, che nel suo post spiega molto bene tutti i dettagli necessari per la riuscita di un perfetto pan di Spagna.

Preparate la crema alla ricotta
La ricotta andrebbe setacciata per renderla morbida e liscia. Però si può anche mettere, insieme a tutti gli altri ingredienti (mascarpone, zucchero a velo, vaniglia e Moscato) in un mixer e il risultato sarà comunque ottimo, la crema risulterà liscissima e compatta. Mettetela a riposare in frigo.

Preparate il croccantino alle nocciole.
Sbucciate le nocciole e tostatele leggermente in forno. Tagliatele grossolanamente con un coltello. Preparate il caramello, facendo scaldare sul fuoco in un pentolino uno sciroppo denso preparato facendo sciogliere lo zucchero nell’acqua. Dopo qualche minuto, la maggior parte dell’acqua sarà evaporata e il caramello comincerà a imbrunire, controllate la temperatura, non dovrebbe superare i 145° C. A questo punto spegnete il fuoco, fate raffreddare il pentolino mettendolo a contatto con dell’acqua fredda, versate quasi tutto il caramello nel recipiente con le nocciole (tenetene da parte solo un po’ per le decorazioni di caramello), mescolate e rovesciate il caramello su un piano preferibilmente in marmo, altrimenti, come ho fatto io, su della carta da forno leggermente unta d’olio. Fate raffreddare un po’ il caramello (nel frattempo preparate le decorazioni facendo cadere con un cucchiaio il caramello rimasto su della carta forno disegnando dei ghirigori). Quando il caramello con le nocciole si sarà raffreddato, stendetelo con un mattarello bagnato e caldo fino ad ottenere una sfoglia il più possibile sottile e della superficie più o meno della grandezza della torta. Aiutandovi con lo stampo, quando il croccante sarà ancora un po’ morbido, tagliatelo in maniera da ricavarne un disco.

Assemblate la torta.
Ponete l’anello (che deve essere leggermente più largo del diametro del pan di Spagna) su un foglio di acetato sopra un vassoio piatto e ricoprite i bordi interni con una striscia di acetato. Versate quasi metà della crema all’interno dell’anello, livellate leggermente, coprite con un disco di pan di Spagna precedentemente bagnato con il Moscato. Fate un altro strato con la crema (lasciandovene da parte soltanto un po’), livellate nuovamente e ricoprite con il secondo disco di pan di Spagna bagnato di Moscato. Coprite con la crema restante e terminate adagiando il croccantino alle nocciole. Mettete la torta nel congelatore per un paio d’ore.



Togliete la torta dal congelatore, riponetela in frigo e preparate la gelèe. Mettete i fogli di colla di pesce ad ammorbidire in un recipiente con dell’acqua fredda. Scaldate in un pentolino mezzo bicchiere di Moscato, spegnete il fuoco e scioglietevi la colla di pesce. Aggiungete il Moscato restante, fate leggermente raffreddare e quando vedrete che la gelatina comincerà a prendere consistenza versatela sulla torta in più riprese.
Sistemate la torta sul piatto da portata e decoratela con i ciuffi di caramello.


Con questa ricetta partecipo all'MTC n. 47 con il Pan di Spagna di Caris.


domenica 19 ottobre 2014

LA TORTA DI MELE PERFETTA, PERFETTA DAVVERO, DI UN'AMICA SPECIALE




La Francy ha vinto il The Recipe-tionist, bellissimo contest ideato da Flavia del blog Cuocicucidici, il suo rustico leccese stratosferico, talmente perfetto che me lo sogno di notte con la sua pasta sfoglia home made.

E quindi le ho passato il testimone, questo mese siamo andati tutti da lei, ci ha aperto le porte di casa sua e siamo entrati in un mondo fantastico, già lo conoscevo ma sbirciare nuovamente negli scaffali della sua cucina e assaporare tutti in una volta i piatti che ho trovato sulla sua tavola imbandita è stato emozionante.

La cucina della Francy, infatti, è ricca di personalità, è una cucina che non riesce ad essere mai banale, anzi… perché lei si fa guidare dalla fantasia e dall’amore per la sua famiglia - che ho avuto il piacere di conoscere l’estate scorsa in Salento -, visto che per i suoi piatti è sempre alla ricerca di ingredienti genuini e salutari. E se qualcuno crede ancora che la cucina salutare voglia dire piatti poco appetitosi basta che faccia un giro sul suo blog, Burro e Zucchero, per rendersi conto che in cucina amore+ fantasia=piatti ottimi sia per il palato che per  la salute.

E poi, come spesso succede e in questo caso particolarmente, la cucina rispecchia molto la personalità del cuoco. Le ricette della Francy sono ricette che sanno di casa, di pranzi in famiglia, di cose buone e semplici ma cucinate sempre con ricercatezza e dalle quali emerge quella vena di simpatica follia, quella follia capace di far prendere la vita con verve e di renderla interessante qualunque cosa si faccia e in qualsiasi posto ci si trovi, che secondo me lei cerca di tenere inutilmente a bada e che la rende così simpatica. E così, quando sembra di aver capito una sua ricetta, lei riesce sempre a stupire, con un ingrediente segreto che salta fuori all’ultimo momento e che nessuno mai avrebbe potuto immaginare.

Dovendo replicare una sua ricetta avevo solo l’imbarazzo della scelta, ma poi non ho avuto dubbi. Volevo fare qualcosa che riuscisse al meglio a sintetizzare la sua cucina e quindi è saltata fuori lei, la torta di mele perfetta. Sì, perché dovete sapere che la Francy nutre una vera ossessione per i dolci con le mele, non so quanti ce ne siano nel suo blog. Ma questa l’ha definita lei stessa perfetta, anche se io so che non si fermerà e continuerà nella sua ricerca di una perfezione ancor più perfetta e che quindi sfornerà ancora migliaia di torte di mele :)

E comunque adesso che l’ho provata anch’io non posso che essere d’accordo con lei, è veramente perfetta. Mi aveva incuriosito fin dall’inizio, nell’impasto c’è una mela frullata che rende ancora più morbida la torta e poi ci sono altre quattro mele a pezzetti. La farina di farro e la farina integrale danno carattere a questa torta che è perfetta sia per la colazione che per essere consumata accompagnandola a una tazza di tè in un freddo pomeriggio invernale.

Grazie Francy, sei una persona veramente speciale e io sono molto contenta di averti conosciuto e di averti come amica.

LA TORTA DI MELE PERFETTA



Ingredienti per uno stampo del diametro di 24 centimetri
 200 g farina 00
50 g farina di farro
50 g farina integrale
5 mele golden medio-piccole
3 uova
120 zucchero
1/2 bicchiere di latte
125 g di yogurt bianco
50 g di burro
1 bustina lievito per dolci
1/2 limone
un pizzico di sale
 
Preriscaldate il forno a 180° statico.
Sbucciate e tagliate a tocchetti 3 mele, mettetele in una ciotola con 10 g dello zucchero indicato e il succo del mezzo limone. Tenete da parte.
Lavate la quarta mela, tagliatela a metà poi in quarti. Togliete la parte del torsolo e tagliatela a pezzettoni, senza togliere la buccia. Mettetela in una padellina con un pò d'acqua e un cucchiaio di zucchero. Coprite e cuocete a fuoco basso fino a che non sarà cotta. Mettete i pezzi di mela cotta con tutto il sughetto che si sarà formato in un bicchiere del frullatore ad immersione e riducete in purea. Tenete da parte.
Sbattete le uova con  100 g di zucchero fino a che diventino ben gonfie, aggiungete il latte e lo yogurt e continuate a frullare. Unite le farine setacciate col lievito e un pizzico di sale.
Unite il burro fuso frullare ancora per incorporarlo bene.
Con una spatola unire al composto le mele a tocchetti.
In ultimo unire la mela cotta frullata.
Trasferite l'impasto in una teglia tonda diametro 24 cm, pelate e tagliate a fettine verticali la quinta mela, disponete le fettine a raggiera formando un decoro, cospargere la superficie con poco zucchero semolato e cuocere per 40 minuti.
 
 
Con questa ricetta partecipo al the Recipe-tionist di ottobre 2014 della mitica Flavia.