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domenica 10 maggio 2015

RHUBARB MERINGUE PIE


Visto che si avvicina la prova costume, io mi dedico ai dolci. Cosa che peraltro non faccio quasi mai (i dolci). Furba no?

E tutto grazie allo scorso week-end trascorso a Graz. Perché non bastavano le prelibatezze stiriane a contribuire all’accumulo di calorie (leggasi pollo fritto e asparagi, anch’essi, ahimè, fritti) nonché una delle più sontuose colazioni che mi sia mai capitato consumare in un’hotel (che mi dite delle zolle di germogli da tagliare sul momento?).

Dicevo, non bastava tutto ciò. Il fatto è che la mia fissa sono i mercati. Adoro viaggiare, mi piace visitare la città in cui mi trovo, perdermi nelle sue vie, visitare i suoi musei, le sue chiese, meravigliarmi davanti alle sue bellezze architettoniche e ai suoi paesaggi. Come ho fatto anche questa volta, camminando per chilometri e arrivando addirittura a perdere la testa, da tanto girava, salendo e scendendo questa antichissima scala a chiocciola doppia.


Ma viaggiare per me significa soprattutto vivere la vita di qualcun altro. Non che la mia non mi piaccia… anzi. È che mi rendo conto che vorrei essere mille persone e vivere in mille posti diversi, ma se anche fosse possibile (cosa che purtroppo non è) il tempo di una vita intera non sarebbe sufficiente. E allora, quando mi trovo in un posto che non conosco o che conosco poco, smetto i panni del turista e indosso quelli degli abitanti del luogo. Li osservo, sbircio nelle loro case attraverso le finestre illuminate, o all’interno dei portoni, li studio attentamente, guardo come si muovono, cerco di coglierne i sorrisi o gli affanni. Spero di capirli, illudendomi di afferrare del posto quel qualcosa di speciale che solo chi vi abita riesce a vedere e appropriarmi così un po’ della sua anima.
E allora vado nei mercati. E faccio la spesa. Come se abitassi al secondo piano della casa là di fronte. Perché per me non c’è nulla, assolutamente nulla che dia maggiormente l’illusione di far parte di un posto quanto far la spesa al suo mercato.
Questo è il mercato dei contadini di Graz, dove ogni mattina a partire dalla sei è possibile trovare frutta e verdura appena raccolta, ma anche fiori e piante.


Tra le varie cose me ne sono tornata a casa con un chilo di rabarbaro, che qui da me faccio molta fatica a trovare. Insomma, l’ho presa un po’ alla larga ma è questo il collegamento tra Graz e questa rhubarb meringue pie, una torta meringata al rabarbaro assolutamente deliziosa.



Pensavo di replicare la ricetta di Martha Stewart, ma non mi convinceva perché del rabarbaro lei dice di usare solo il succo mentre io volevo assolutamente usarne anche la polpa, quindi ho preso un po’ di qua, un po’ di là, e alla fine ne è uscita una versione tutta mia. Vi assicuro che è fantastica, il sapore particolarissimo del rabarbaro si sposa meravigliosamente con la dolcezza della meringa.


RHUBARB MERINGUE PIE

Ingredienti per una tortiera di 22 cm di diametro
per la pasta frolla
200 g di farina
100 g di burro
100 g di zucchero
2 tuorli d'uovo
scorza di limone grattugiata
un pizzico di sale

per il ripieno di rabarbaro
500 g di rabarbaro
150 g di zucchero
15 g di amido di mais
scorza di limone grattugiata

per la meringa italiana (ricetta di Montersino)
200 g di zucchero
50 ml di acqua
125 g di albumi d'uovo
50 g di zucchero

Preparate la pasta frolla.
Mescolate la farina, la scorza di limone  lo zucchero, aggiungete il burro tagliato a pezzetti, formate delle briciole con la punta delle dita, aggiungete i tuorli, impastate velocemente e riponete la frolla in frigo a riposare.

Preparate il ripieno.
Pulite e talgiate il rabarbaro a pezzetti e mettetelo in una pentola insieme allo zucchero e alla scorza di limone grattugiata a cuocere a fuoco lento fino a quando si sarà completamente spappolato, ci vorrà circa mezz'ora. Frullatelo, rimettete sul fuoco, aggiungete l'amido di mais e mescolate fino a quando il composto si addenserà. Fatelo raffreddare.

Preparate la meringa italiana.
Fate sciogliere in una pentola i 200 g di zucchero nell'acqua a fiamma alta fino a raggiungere la temperatura di 121° C. Nel frattempo sbattete gli albumi insieme allo zucchero restante. Quando lo sciroppo avrà raggiunto la temperatura di 121° C versatelo a filo nel composto di albumi continuando a montare senza interrompersi e sino a che il composto si sarà raffreddato. Mettetelo in frigo.

Cuocete la frolla. Preriscaldate il forno a 190 °C. Stendete la frolla e rivestite la tortiera coprendo pure il bordo. Tagliate la pasta in eccesso, bucherellate il fondo con una forchetta, rivestitelo con carta forno, copritelo con fagioli secchi e mettete a cuocere per circa 20 minuti. Togliete i fagioli e la carta forno e cuocete ancora per circa cinque minuti. Togliete dal forno e fate raffreddare.

Versate la crema di rabarbaro sulla frolla, livellatela e coprite con la meringa. Con un cucchiaio formate delle onde sulla meringa. Dorate la superficie con un cannello oppure mettendo la torta in forno caldissimo sotto al grill per qualche minuto.


 
 



mercoledì 23 maggio 2012

ASPARAGI FRITTI CON PANATURA AL SESAMO E PANNA ACIDA ALL'ERBA CIPOLLINA



Durante il nostro ultimo viaggio in Austria, diretti a Vienna, abbiamo fatto tappa a Graz.

Graz è una cittadina veramente carina, un piccolo gioiellino ed è stato bello tornarvi dopo qualche anno e fare una passeggiata per il suo centro pedonale.


Ci siamo fermati a cenare in una tipica trattoria che propone cucina stiriana, una delle più buone della cucina austriaca.
Lì mi è capitato di mangiare per la prima volta degli asparagi fritti. Erano coperti da una panatura mista a semi di sesamo e accompagnati da una salsa a base di panna acida ed erba cipollina.
Veramente sorprendenti. Al punto tale che ho voluto provare a farli, utilizzando gli asparagi verdi al posto di quelli bianchi tipici di quelle zone.

ASPARAGI FRITTI CON PANATURA AL SESAMO
E SALSA ALL’ERBA CIPOLLINA



Ingredienti per quattro persone 

per gli asparagi
500 g di asparagi
2 uova
farina
pane grattugiato
4 cucchiai di sesamo
sale
olio

per la salsa
1 confezione di panna acida
1 mazzetto di erba cipollina
sale







Preparate la salsa semplicemente mescolando la panna acida con l’erba cipollina tagliata finemente e un pizzico di sale.

Preparate gli asparagi. Puliteli e lessatateli velocemente in acqua salata e scolateli ancora croccanti.


Fateli raffreddare e asciugateli. Passateli nella farina, quindi nell’uovo e nel pane grattugiato mischiato con il sesamo, quindi di nuovo nell’uovo e nella panatura.

Friggeteli nell’olio caldo per un paio di minuti, fino a che si sarà formata una bella crosticina croccante.
Serviteli accompagnati dalla salsa.