La verità, come si sa, a volte è relativa.
Se vi è capitato di vedere il
film Rashomon di Akira Kurosawa ne avete avuto un chiaro esempio. La trama del
film è molto semplice ed è incentrata sul racconto da parte di persone diverse di
un unico fatto, un omicidio. Il film, del 1950, mette in luce la relatività
della verità e vuole far riflettere sulle mille sfaccettature che può assumere
la realtà, a seconda del punto di vista di chi la analizza. Verità oggettiva e
verità soggettiva. Realtà oggettiva e realtà soggettiva. Cos’è la verità?
Quello che realmente accade o quello che ciascuno di noi vede nell’accadimento?
Nel film ciascuno narra la propria versione dell’omicidio e alla fine, anziché
riuscire a capire ciò che realmente è accaduto, la verità sfugge sempre più.
Ogni racconto è plausibile. Ciascuno ha colto nell’accadimento dei fatti ciò
che voleva o poteva cogliere, non ha più importanza ciò che è oggettivamente
successo, perché la soggettività ha preso il sopravvento e la verità non è più
una sola ma tante quante sono gli occhi di chi ha visto.