
Quando ho aperto il mio blog di
cucina non sapevo dove mi avrebbe portato questa nuova avventura. Per dir la
verità non me lo sono nemmeno chiesta. Mi serviva semplicemente un taccuino un
po’ più grande e colorato dove poter appuntare i miei esperimenti culinari in
maniera tale da poterli non solo leggere ma anche vedere, ricordare e condividere
con amici e parenti. A questo pensavo dovesse servire questo spazio virtuale. E
a questo in effetti è servito, ma solo in parte, una piccolissima parte. Perché
ciò che non mi aspettavo è che questo blog diventasse, quasi senza che me ne
accorgessi, un trampolino dal quale tuffarsi verso nuove amicizie, belle e
sincere perché strette con persone animate dalla mia stessa passione e che per
questo parlano il mio stesso linguaggio. Ci si conosce tramite il web, si incomincia a parlarsi e poi capita l’occasione di vedersi e di dare finalmente un
volto e una voce (e questa, come l’ha definita una delle mie nuove amiche è una
magia) a chi fino a quel momento era rimasto nascosto dietro un monitor e una tastiera.
L’occasione ci è stata data dall’
AssociazioneNazionale Città dell’Olio, che colgo l’occasione di ringraziare, che ha
organizzato in maniera egregia un intero fine settimana denso di eventi. Se
solo penso a che cosa siamo riusciti a fare in solo ventiquattr’ore non posso non elogiare il modo assolutamente perfetto in cui tutto è stato organizzato.
Un grazie particolare al Presidente dott. Lupi. E un grazie pure alla nostra accompagnatrice silenziosa ma presente Natascia.
Città dell’olio ci ha portato
alla fiera di Genova e precisamente alla prima edizione di
Sapori da sfogliare,
il Salone del Libro e delle Eccellenze Enogastronomiche, incentrato su un’idea
nuova, la presentazione di
prodotti agroalimentari di
eccellenza unitamente all’editoria enogastronomica.
E se si parla di editoria enogastronomica
ecco che spuntano loro, la mitica squadra dello
Starbooks, quasi al completo, a
spiegare e presentare il loro splendido e ormai avviatissimo progetto attraverso il quale sono
riuscite nel difficile intento di unire il web e la cucina al mondo
dell’editoria. E siccome le seguo già da un po’, non vi posso dire che piacere
mi abbia fatto conoscerle di persona e sentirle parlare di questo loro lavoro.
Con
l’occasione è stato presentato dal suo autore, Sergio Rossi, un libro veramente
affascinante,
La cucina dei Tabarchini,
che non è solo un libro di cucina in quanto racconta, attraverso fotografie e
ricette, come la cucina ligure approdata grazie a un gruppo di genovesi (per
la precisione Pegliesi) sull’isola di Tabarca in Tunisia nel 1500, abbia non
solo conservato, al riparo dalle contaminazioni che invece subì la cucina
genovese sul suo territorio, le caratteristiche di un tempo, ma anche abbia
subito le influenze di altre cucine mediterranee come quella nordafricana. Come
dicevo un libro affascinante che ovviamente non potevo non comprare
:)
Quindi abbiamo fatto un giro tra
gli stand enogastronomici assaggiando prodotti di mezza Italia, dalle burrate
di Andria, agli agnolotti piemontesi, passando per le salsicce piccantissime
calabresi e per i formaggi siciliani e degustando anche un liquore pazzesco
fatto con l’olio d’oliva. Non è mancato nemmeno il pestoshow, ossia la
dimostrazione in diretta di come si fa il vero pesto genovese.
E poi
via, destinazione Imperia.
E dopo una sosta brevissima nell’hotel
che ci ha ospitato siamo giunti nello stabilimento della
Raineri, nota azienda
del ponente ligure in attività nel commercio dell’olio extra vergine d’oliva da
più di cent’anni, orgogliosa di utilizzare per la produzione del suo olio esclusivamente
olive italiane. Là abbiamo visto e ci è stato spiegato tutto il processo che
subisce l’olio fino al suo imbottigliamento e confezionamento prima di
raggiungere gli scaffali di tutto il mondo. La Raineri da una decina d’anni ha
trovato casa in questa nuova struttura poiché aveva bisogno di spazi più ampi e
accanto allo stabilimento è stato ricostruito l’antico frantoio che funzionava
grazie alle acque del torrente che scorre nelle vicinanze e che mentre d’inverno
veniva utilizzato appunto per la spremitura delle olive, d’estate veniva usato come
mulino.
Quindi un’ottima
cena al ristorante
Le Mignole dove abbiamo cenato a base di specialità locali e
abbiamo avuto modo di passare una piacevolissima serata.
Per alcuni (tra
cui io) la serata è continuata nell’hotel dove abbiamo alloggiato, dove, complice una
simpaticissima
Forno Star dotata altresì insospettabilmente di particolari doti
canore, abbiamo riso a crepapelle fino a notte inoltrata.
L’indomani
mattina ci attendeva (nonostante il sonno) un’esperienza bellissima. Ospiti
della Camera di Commercio di Imperia abbiamo avuto modo di seguire un corso
intensissimo di assaggio dell’olio d’oliva tenuto dall’
O.N.A.O.O.,
Organizzazione Nazionale Assaggiatori Olio di Oliva, organizzazione nata ad
Imperia nel 1983 quando ancora parlare di assaggio dell’olio d’oliva non era di
moda come lo è adesso.
Il corso è stato tenuto dal bravissimo e iper
professionale Marcello Scoccia, vice presidente dell'organizzazione, il quale in solo due ore ha avuto la capacità
di introdurci nel mondo degli assaggiatori dell’olio d’oliva riuscendo a darci
un’infarinatura molto completa in materia in proporzione al poco tempo che
avevamo a disposizione.
Questo mondo mi ha talmente appassionato che credo
proprio che approfondirò. D'altra parte come farei ad utilizzare altrimenti quel fantastico bicchierino dalla forma particolare e dal colore blu (il colore dell'olio non deve condizionare l'assaggiatore) adatto
per l’assaggio e che è stato regalato a ciascuno di noi?
E voi avevate mai
pensato all’olio extravergine d’oliva come a un succo di frutta? Ebbene è
proprio così e questa è soltanto una delle interessantissime informazioni che
ci sono state fornite. Abbiamo poi assaggiato diversi olii, i primi due che
presentavano dei “difetti” e che quindi non erano buoni e gli altri invece
molto buoni senza difetti e quindi classificabili come olio extravergine d’oliva
e prodotti da cultivar diverse. Mai e poi mai avrei pensato che si potesse
percepire così nettamente la differenza tra un olio e l’altro.
In fin dei
conti mi rendo conto che in due ore ho immagazzinato talmente tante
informazioni che mi piacerebbe dedicare un post a parte a questo argomento e questo è proprio quello che farò.
Finito il corso siamo rientrati
alla fiera di Genova dove ci è stato consegnato l’attestato di partecipazione
al corso di assaggio e dove abbiamo pranzato sul molo fuori dalla fiera insieme
ai nostri nuovi amici che non posso non ringraziare per la bella esperienza
vissuta insieme. E quindi grazie a
Patty,
Ale&Dani,
Mapi,
Alessandra,
Mai,
Fabiana,
Stefania,
Roberta,
Cristina,
Fabio e Annalù, Aurelia,
Annarita,
Simona,
Roberta,
Sabina,
Laura,
Anna Maria,
Sandra.