Visualizzazione post con etichetta cucina austriaca. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cucina austriaca. Mostra tutti i post

mercoledì 19 marzo 2014

GERMKNÖDEL (ovvero gli gnocchi dolci più buoni del mondo)


E finalmente mi sono decisa a consumare il powidl che giaceva in dispensa dall’ultima volta che siamo stati in Austria. Quando vado ne compro sempre un bel barattolone; d'altronde non l’ho mai visto in piccoli barattoli ma sempre in confezioni da minimo mezzo chilo e quindi, anche se non riesco a rinunciare a portarmene un po’ in Italia, va a finire che ho sempre un po’ di difficoltà a terminarlo.
Il powidl è una composta di prugne che si consuma in Austria, non è una confettura perchè non contiene zuccheri aggiunti ma si ottiene dalla cottura prolungata delle prugne. E' molto densa, densissima ed è un concentrato pazzesco di sapore.


Così mi sono decisa - era una vita che volevo farlo - a preparare i Germknödel (letteralmente gnocco lievitato) che sono degli gnocchi preparati con il Germteig, ovvero con un impasto lievitato, a base di farina, zucchero, uova, burro e lievito di birra. All’interno dell'impasto viene messo il powidl e vengono formati gli gnocchi che poi vanno bolliti in acqua salata e conditi con un po’ di burro fuso e una mistura di semi di papavero e zucchero a velo.
 
E mi basta chiudere gli occhi per ritrovarmi in un rifugio sulle piste da sci in un posto semisperduto del salisburghese, seduta a un microscopico tavolino di legno massiccio a gustarmi il più fantasmagorico e pazzesco Germknödel che abbia mai mangiato in vita mia, dopo una lunghissima sciata a dieci gradi sottozero.

Una di quelle piccole cose per cui vale la pena vivere.


GERMKNÖDEL
 
 
Ingredienti

per circa quindici gnocchi
 500 g di farina 00
225 ml di latte
60 g di zucchero
1 baccello di vaniglia
1 cucchiaino e ½ di sale
1 tuorlo d’uovo
la scorza di ½ limone grattugiata
25 g di lievito di birra
75 g di burro
250 g di powidl *

per condire
90 g di semi di papavero
60 g di zucchero a velo
50 g di burro

Scaldate il latte fino a farlo intiepidire e mescolatene metà con lo zucchero, il sale, i semini della vaniglia, i tuorli e la scorza del limone grattugiata.
Sciogliete il lievito di birra sbriciolato nell’altra metà del latte.
Aggiungete alla farina il latte con il lievito, mescolate e poi aggiungete l’altra parte di latte mescolata agli altri ingredienti. Lavorate l’impasto per qualche minuto fino a farlo diventare liscio e morbido. Fate lievitare per circa un paio d’ore.
Stendete l’impasto ad uno spessore di circa un centimetro e ricavatene dei quadrati di circa 7 centimetri per lato. Mettete nel centro di ciascun quadrato un po’ di powidl e richiudetelo formando uno gnocco rotondo.


Mettete gli gnocchi così ottenuti su una spianatoia infarinata, copriteli con un panno umido o della pellicola per non farli seccare e fateli lievitare per circa trenta minuti, fino a farli raddoppiare di volume.
Fateli cuocere in acqua bollente salata in un ampia casseruola per circa quindici minuti, i primi dieci minuti da un lato e poi, voltandoli, i restanti cinque minuti sull’altro lato.
Scolate gli gnocchi e punzecchiateli con uno stuzzicadenti.
Serviteli con burro fuso e ricopriteli con la mistura preparata con i semi di papavero e lo zucchero. Se volete renderli ancora più ricchi, potete servirli con una salsa alla vaniglia.

*Nel caso non fosse possibile trovare il powidl, si può sostituire con della confettura a piacere, magari un po' acidina, anche se non sarà proprio la stessa cosa, vale la pena provare questo tipo di impasto.


lunedì 4 marzo 2013

RAVIOLI CARINZIANI AL FORMAGGIO - KASNUDELN



Bastano trecento chilometri per cambiare mondo.

Paesaggi bianchi di neve accecante, fumo che esce dai camini, campane che suonano a festa e sovrastano le parole dei vecchi all’uscita dalla chiesa, mentre lo sguardo finalmente si perde all’orizzonte.



Le vacanze che piacciono a me sono quelle che mi regalano per qualche giorno una vita che non è la mia, non perché la mia non mi piaccia, anzi, ma solo perché è bello perdersi a volte in quella di qualcun altro, per cercare di afferrare quel qualcosa che solo chi ha vissuto in un certo luogo ha dentro di sé.

Ci sono tanti tipi di vacanza. E se certamente mi piace la vacanza culturale, che inevitabilmente mi porta nei luoghi più frequentati, devo dire che la vacanza perfetta per me è quella al riparo dalla folla, dove posso calarmi fino in fondo in una realtà diversa, per capire persone, luoghi e culture che non mi appartengono.
Perché, se ci si pensa bene, tutti i luoghi del mondo frequentati dai turisti si assomigliano. È difficile coglierne l’essenza, è impossibile far finta di essere uno del posto, forse gli stessi abitanti del luogo non si sentono più tali, e alla fin fine, nonostante ci si trovi in un ambiente nuovo, niente è veramente cambiato.

E allora anche questa volta, lontani dalla ressa e dalle località alla moda, in una quasi sperduta tra le tante e bellissime valli austriache.

Certo, c’è anche il tempo di farsi una sciata. E c’è anche il tempo di fermarsi in un piccolo rifugio con pochi tavoli all’aperto per mangiare, scaldati dal sole, dei piatti semplici ma squisiti preparati con prodotti biologici.


Come questi fantastici kasnudeln carinziani, che altro non sono che dei grossi ravioli ripieni al formaggio, che ci sono stati serviti ricoperti di erbe e di fiori.

RAVIOLI CARINZIANI  – KASNUDELN


Ingredienti per quattro persone

per la pasta
250 g di farina 00
1 uovo
1 pizzico di sale
acqua tiepida q.b.

per il ripieno
250 g di formaggio tipo quark*
250 g di patate lesse
½ cipolla
1 spicchio d’aglio
1 mazzetto di cerfoglio
1 mazzetto di prezzemolo
tre o quattro foglie di menta
una noce di burro
2 pizzichi di sale sale

per il condimento
burro a piacere

*Il quark è un formaggio molto comune in Germania e in Austria (dove si chiama Topfen) e spesso viene utilizzato per la preparazione dei dolci; se non lo si trova si può sostituire con della ricotta addizionata con un cucchiaino di yogurt greco

Preparate la pasta amalgamando l’uovo alla farina e al sale e aggiungendo man mano tanta acqua quanto ne basterà per ottenere una pasta elastica, morbida ma che non appiccichi.
Fate riposare la pasta per un’ora circa e nel frattempo preparate il ripieno.
Tritate la cipolla e l’aglio finemente e fateli appassire nel burro.
Passate le patate nello schiacciapatate e amalgamatele al formaggio sbriciolato, all’insieme di aglio e cipolla, alle erbe tritate finemente e al sale.
Stendete la pasta non troppo sottile e ricavatene dei cerchi di circa otto centimetri di diametro. Posizionate in mezzo alla metà dei cerchi ottenuti una pallina formata con il ripieno e richiudete con gli altri cerchi premendo bene le estremità, facendo uscire l’aria per evitare che si aprano in cottura e formando sul bordo un cordoncino.
Cuocete in abbondante acqua salata per alcuni minuti a fuoco dolce.
Condite con burro fuso a piacere.

lunedì 11 febbraio 2013

GULASCH CON CANEDERLI - GULASCH MIT KNÖDEL



Non so se capita anche a voi… quando arriva una nuova stagione a me viene subito voglia di cucinare e di mangiare pietanze tipiche di quel periodo, anche perché mi piace utilizzare alimenti di stagione e quindi certe volte passa quasi un anno prima che ci sia la possibilità di riproporre certi piatti.

lunedì 10 dicembre 2012

CREMA ALL'AGLIO - KNOBLAUCHCREMESUPPE

 


Adoro la neve, perchè quando nevica tutto si trasforma, i rumori diventano ovattati e la vita pare rallentare.

Il punto è che qui a Trieste nevica raramente e quando succede spesso insieme alla neve fa la sua comparsa anche la bora. Avete mai visto la neve che invece di scendere verticale cade orizzontalmente?   E lo fa apposta così ti arriva dritta dritta dentro agli occhi e te la senti pizzicare come tanti piccoli spilli sulle guance.

mercoledì 23 maggio 2012

ASPARAGI FRITTI CON PANATURA AL SESAMO E PANNA ACIDA ALL'ERBA CIPOLLINA



Durante il nostro ultimo viaggio in Austria, diretti a Vienna, abbiamo fatto tappa a Graz.

Graz è una cittadina veramente carina, un piccolo gioiellino ed è stato bello tornarvi dopo qualche anno e fare una passeggiata per il suo centro pedonale.


Ci siamo fermati a cenare in una tipica trattoria che propone cucina stiriana, una delle più buone della cucina austriaca.
Lì mi è capitato di mangiare per la prima volta degli asparagi fritti. Erano coperti da una panatura mista a semi di sesamo e accompagnati da una salsa a base di panna acida ed erba cipollina.
Veramente sorprendenti. Al punto tale che ho voluto provare a farli, utilizzando gli asparagi verdi al posto di quelli bianchi tipici di quelle zone.

ASPARAGI FRITTI CON PANATURA AL SESAMO
E SALSA ALL’ERBA CIPOLLINA



Ingredienti per quattro persone 

per gli asparagi
500 g di asparagi
2 uova
farina
pane grattugiato
4 cucchiai di sesamo
sale
olio

per la salsa
1 confezione di panna acida
1 mazzetto di erba cipollina
sale







Preparate la salsa semplicemente mescolando la panna acida con l’erba cipollina tagliata finemente e un pizzico di sale.

Preparate gli asparagi. Puliteli e lessatateli velocemente in acqua salata e scolateli ancora croccanti.


Fateli raffreddare e asciugateli. Passateli nella farina, quindi nell’uovo e nel pane grattugiato mischiato con il sesamo, quindi di nuovo nell’uovo e nella panatura.

Friggeteli nell’olio caldo per un paio di minuti, fino a che si sarà formata una bella crosticina croccante.
Serviteli accompagnati dalla salsa.

domenica 6 maggio 2012

VIENNA

Una persona sensata che si reca a Vienna a fine Aprile cosa mai metterà nella valigia?
Facciamo prima ad invertire la domanda.
Una persona sensata che si reca a Vienna a fine Aprile che cosa mai NON metterà nella valigia?
Sicuramente non metterà una crema solare.
Che cosa potrà mai servire una crema solare a Vienna a fine aprile?
Ebbene serviva, serviva eccome! Così come servivano dei sandali, delle magliette (che ho dovuto comprare) e tante altre belle cosine leggere leggere. Perché sembrava di essere in agosto, c’erano trenta gradi e camminare per ore in una città infuocata dal sole con la carnagione ancora pallida dell’inverno porta inesorabilmente ad una sola cosa: una bella scottatura. Che già normalmente aborro (crema protezione totale quando si va al mare) e figuriamoci poi se presa con la maglietta a mo' di abbronz scottatura del muratore.
Pensate che stia esagerando?
Guardate i viennesi dove se ne stavano durante il ponte del primo maggio. Sulle sponde di un canale del Danubio in costume da bagno sulle sdraio con tanto di sabbietta.


O a bersi una bibita ghiacciata in un locale tipo bar da spiaggia.


Non è la prima volta che andiamo a Vienna, così in questa occasione abbiamo deciso di fare un giro un po’ diverso dai soliti e, approfittando delle belle giornate, non abbiamo voluto chiuderci nei soliti musei (a parte un giro al Belvedere a vedere Schiele e Klimt).



Questo è un Heuriger, uno dei locali tipici di Vienna che si trovano in particolar modo nel quartiere di Grinzing, una zona collinare alla periferia della città dove ci sono ancora posti in cui si coltivano le viti. E gli Heurigen sono proprio nati come locali dove si assaggia il vino novello quando è periodo per poi diventare caratteristiche trattorie dove si trova sempre qualcosa di locale e genuino da mettere sotto i denti in qualsiasi periodo dell’anno, ed è particolarmente piacevole farvi una sosta nella bella stagione sedendosi nei tavoli all’aperto all’ombra di alberi frondosi.

E poi un salto al Naschmarkt, un mercato antichissimo (risale al XIII secolo) situato nel cuore della città, dove si trova veramente qualsiasi cosa proveniente da ogni angolo del mondo, tanto che sembra di trovarsi altrove.







E questa è la pasticceria Demel.


Per recarsi alla sala del secondo piano si passa davanti al laboratorio e attraverso un vetro si può vedere qualche fase della preparazione delle Sacher e di altri dolci tipici.


E infine Plachutta, uno dei ristoranti più rinomati di Vienna, che ha fatto la sua fortuna su uno dei piatti tipici della capitale austriaca, il Tafelspitz, ovvero il bollito di carne. Dove uno stuolo di camerieri, che si muovono pericolosamente tra i tavoli portando vassoi pesantissimi, ti fanno scegliere quale parte di carne desideri. Sul menu c'è addirittura il disegnino del manzo con la spiegazione delle caratteristiche di ogni taglio di carne. Una volta scelto, ti portano direttamente un pentolino di rame, che ti viene appoggiato sul tavolo su una piastra che mantiene il calore, in cui si trova la carne con il brodo, che ti viene versato in una scodella con le verdure.


Una volta consumato il brodo ti viene servita la carne con due tipi di contorno e due tipi di salse di accompagnamento.
Se vi trovate a Vienna e volete provare questa particolare esperienza, mi raccomando, prenotate con largo anticipo (lo potete fare anche attraverso il loro sito, funziona perfettamente) perchè è sempre pienissimo.