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lunedì 5 ottobre 2015

RISOTTO MANTECATO AI FIORI DI ZUCCA, PANCETTINA DI MAIALE A BASSA TEMPERATURA E CRUMBLE DI FAVE SECCHE DI AL FORNELLO DA RICCI



Ad agosto cadeva il nostro anniversario. Appena un mese e mezzo fa eppure sembra passato un secolo. Quante cose in questo ultimo periodo, quanti cambiamenti insieme al mutare repentino del clima, il passaggio dal caldo secco dell’estate salentina al freddo umido e intenso quasi invernale dell’autunno triestino.
Nel piatto che vi propongo oggi rivedo la nostra estate, il nostro anniversario, la nostra consueta cena Al Fornello da Ricci a Ceglie Messapica, in un’atmosfera magica, che solo un ambiente al tempo stesso raffinato, familiare e rilassato può regalare. Un veloce aperitivo sorseggiando un piacevolissimo vino rosato molto fresco e poi via, un viaggio tra i sapori e le emozioni. Antonella Ricci era in cucina e la gentilissima e sorridente sorella Rossella accoglieva come sempre gli ospiti come se stesse ricevendo degli amici invitati a cena a casa propria. Più di una cena, molto più di una cena…
E al termine una bellissima e inaspettata sorpresa. Un preziosissimo regalo da parte della Signora Rossella, di quelli che per una come me valgono più dell’oro. Una raccolta di 101 risotti dei migliori ristoranti del mondo, la Guida Gallo, tra i quali anche un meraviglioso risotto di Antonella Ricci e Vinod Sookar. Che io ho voluto rifare per ringraziarli e per rendere loro omaggio.
Grazie ancora a tutta la famiglia Ricci e alla prossima estate.



RISOTTO MANTECATO AI FIORI DI ZUCCA, PANCETTINA DI MAIALE A BASSA TEMPERATURA E CRUMBLE DI FAVE SECCHE

Ingredienti per 4 persone
280 g di riso (io ho usato un carnaroli)
150 g di pancetta in un unico pezzo
30 fiori di zucca
1 zucchina bianca
80 g di stracciatella
brodo vegetale bollente
finocchietto selvatico
fave secche ammollate per 24 ore
olio extravergine d’oliva
1 cipolla cotta al forno
1 noce di burro

Mettere la pancetta in un sacchetto sottovuoto e cuocere in forno per circa 5 ore a bassa temperatura. Appena pronta raffreddare in abbattitore e tagliare a julienne sottile, tenere da parte.
Asciugare le fave ammollate e friggerle in abbondante olio extravergine, sgocciolare su carta assorbente. Tritarle grossolanamente e unirle alla pancetta, sistemarle su carta forno in una placchetta.
Privare dei pistilli i fiori di zucca, lavarli accuratamente e riporli su un canovaccio per farli asciugare.
Tagliare finemente la cipolla cotta in forno e lasciarla stufare in poco olio extravergine.
Unire la zucchina a rondelle e cuocere per dieci minuti a fuoco lento.
Trasferire il composto freddo in un cutter insieme ai fiori di zucca e alla stracciatella, frullare e aggiustare di sale e pepe.
Tostare il riso in pochissimo burro e continuare la cottura aggiungendo il brodo bollente. Tostare la pancetta con le fave in forno a 180°C per 10 minuti.
Cinque minuti prima di terminare la cottura del risotto unire il composto di fiori e stracciatella, aggiustare di sale.
Mantecare con un filo d’olio e servire con il crumble di fave e il finocchietto selvatico (che io non avevo e che ho sostituito con una spolverata di fiori di finocchio secchi).



mercoledì 20 maggio 2015

RISO ERMES INTEGRALE SU PURE’ DI FAVE FRESCHE CON FETA AL CARTOCCIO


Se solo avessi tutto il tempo che vorrei… quante cose riuscirei a fare!
La mattina vado in ufficio sempre a piedi, ci metto una mezzoretta più o meno, a seconda della stagione (quando è inverno e c’è la bora ci metto molto poco :)). Bene, non vi dico in quella mezzora di camminata mattutina quante e quali cose la mia testa bacata sia capace di partorire. Dicono che camminare faccia bene perché ossigena il cervello. Ecco, io me lo sento talmente ossigenato che ci sono momenti in cui i pensieri si accavallano l’uno all’altro in maniera incontrollata. Cosa penso? A tutto quello che vorrei fare. Il mio cammino si snoda per il tratto maggiore lungo un viale alberato pedonale (lo so, sono una privilegiata per questo, niente mezzi di trasporto, metrò, autobus, treni) e lungo il mio percorso incontro vari ristoranti (molti dei quali etnici, un cinese, un indiano, un arabo), bar, punti di ristoro, una piadineria, una rosticceria, una pizzeria, varie caffetterie, tante gelaterie (con i tavolini all’aperto nella bella stagione) e poi ben quattro o cinque cinema e un teatro. Questo viale nella mia città è sempre stato considerato come il luogo deputato al divertimento e allo svago e lo è tuttora. Per me è sempre fonte di grande ispirazione. Quando lo percorro mi vengono in mente mille cose da fare, quasi sempre (che strano) legate alla cucina e penso a quanto sarebbe bello un giorno far finta di essere una turista e sedermi a uno dei suoi tavolini per fare colazione.
Di Ecorì mi era già capitato di parlarvi. Anche loro sono una fonte di ispirazione, perché producono un ottimo riso :) Ecorì è una bella realtà, una società costituita in maggioranza da imprenditori agricoli che coltivano il riso da generazioni in Piemonte, per la precisione nelle zone del Novarese e del Vercellese.
Lo scopo che si prefiggono è quello di attuare una coltivazione eco-compatibile e quindi a minor impatto ambientale possibile. Quindi il riso è prodotto in modo "pulito" nel pieno rispetto dell'ambiente e con tecniche tradizionali. La coltivazione avviene sotto il diretto controllo dei tecnici della Regione Piemonte e il riso viene lavorato e conservato senza l’uso di conservanti e antiparassitari. Inoltre Ecorì garantisce la rintracciabilità della filiera, questo perché possiede l’intera catena di filiera dato che i suoi soci sono allo stesso tempo coltivatori, coloro che producono il riso, trasformatori e infine distributori dello stesso e quindi hanno la tracciabilità certificata, il che significa che c’è la identificazione documentata di tutte le aziende che appunto hanno contribuito a ciascun passaggio, dalla produzione alla commercializzazione del riso. Infine, il riso Ecorì è caratterizzato da una purezza varietale del 100% e perciò è un riso di alta qualità. Oltre ad essere un riso 100% italiano.
Avevo già ideato una ricetta per il riso Ermes, un fantastico riso integrale dal colore rosso con un sapore e un profumo davvero interessanti. Secondo me si presta per essere utilizzato in vari modi, dal più classico, come contorno ad altri piatti, ma anche in insalata (perfetto nel periodo estivo).




L’ultima volta ne ho addirittura fatto una crema. Questa volta invece avevo voglia di sentire sotto ai denti la sua piacevolissima consistenza.


RISO ERMES INTEGRALE SU PURE’ DI FAVE FRESCHE CON FETA AL CARTOCCIO
Ingredienti per quattro persone
240 g di riso Ermes
150 g di fave fresche sgusciate
150 g di formaggio feta
½ cipolla piccola
5 pomodorini ciliegino
3 rametti di timo
olio extravergine d’oliva
sale

Versate il riso in una pentola con dell’acqua fredda, portate ad ebollizione e fate cuocere per circa 40/45 minuti.
Nel frattempo preparate il purè di fave. Tritate la cipolla, fatela leggermente stufare a fuoco dolce in un tegame, aggiungete le fave, copritele con dell’acqua (giusto un dito che le ricopra) e fatele cuocere per circa un quarto d’ora e comunque fino a quando sono diventate morbide. Fatele raffreddare leggermente, aggiustatele di sale, conditele con un giro di olio extravergine d’oliva e frullatele fino ad ottenere un purè abbastanza fluido.
Mettete il feta in un cartoccio, aggiungete i pomodorini tagliati in due, i rametti di timo e condite con dell’olio extravergine d’oliva. Chiudete il cartoccio e mettete in forno molto caldo per una decina di minuti.
 

Preparate il piatto. Mettete al centro di ciascun piatto il riso aiutandovi con un coppapasta, aggiungete un po’ di purè di fave e disponete in cima una fettina di feta con i pomodorini.

lunedì 24 novembre 2014

MUFFIN DI FAVE ALLA BIRRA, CON SALSICCIA AFFUMICATA, MOSTARDA DI FRUTTA E CRUMBLE DI FAVE

 



AUTUNNO

Autunno. Già lo sentimmo venire
nel vento d'agosto,
nelle pioggie di settembre
torrenziali e piangenti
e un brivido percorse la terra
che ora, nuda e triste,
accoglie un sole smarrito.
Ora che passa e declina,
in quest'autunno che incede
con lentezza indicibile,
il miglior tempo della nostra vita
e lungamente ci dice addio.
 Vincenzo Cardarelli
 


Una poesia per introdurre dei muffin. No, non sono impazzita, è l’MTC. L’MTC di Francy, del blog Burro e Zucchero, che questo mese prevede il collegamento di un testo letterario alla ricetta proposta.
Avrei avuto mille idee in mente, canzoni, racconti, romanzi, poesie… Alla fine ha prevalso un sentimento autunnale. La poesia è di Vincenzo Cardarelli, un poeta che ho amato molto durante gli anni del liceo, per la sua ossessione (che è anche un po’ la mia) per il tempo.

I miei muffin vorrebbero esprimere l’autunno, un autunno della terra, del cibo, delle persone, del letargo, degli alimenti raccolti durante la bella stagione e sapientemente conservati in vista dell’inverno che sta per arrivare. E anche se la metafora, fin troppo evidente, è quella della vita che scorre, il testo rimanda anche al ripetersi ciclico delle stagioni, al tempo che gira su se stesso e girando continua ad avanzare.

E allora fave raccolte in primavera e fatte essiccare al sole, ridotte in farina. Così come il grano. E la frutta, raccolta e conservata per la mostarda. E poi la salsiccia, perché del maiale, si sa, non si butta via niente, che in questo caso è una salsiccia di cranio, una specialità slovena, leggermente affumicata.

Grazie Francy, la tua ricetta è fantastica, seguendo le tue istruzioni sembra di fare una magia.


MUFFIN DI FAVE ALLA BIRRA
CON SALSICCIA AFFUMICATA, MOSTARDA DI FRUTTA E CRUMBLE DI FAVE






Ingredienti per 6 muffin

100 g di farina di fave integrale macinata a pietra
50 g di farina di frumento 0
4 g di lievito
1 pizzico di bicarbonato
½ cucchiaino di sale
1 pizzico di pimento
1 cucchiaio di senape
20 g di olio extravergine d’oliva
1 uovo
100 ml di birra
1 salsiccia di Cranio o 1 salsiccia affumicata
50 g di mostarda di frutta
1 cucchiaio di fave secche decorticate

Preriscaldate il forno a 190° C.
Mettete a bagno le fave secche.
In un recipiente setacciate le due farine, il lievito, il bicarbonato, il sale e il pimento. Tagliate a piccoli cubetti la salsiccia e la mostarda di frutta e aggiungeteli al composto.
In un altro recipiente sbattete l’uovo con l’olio, aggiungete la senape, mescolate bene per amalgamare, quindi aggiungete la birra.
Aggiungete il composto liquido in quello solido, date qualche rimescolata, non più di dieci volte. Mettete il composto nei pirottini. Scolate le fave secche e asciugatele dall’acqua, tritatele grossolanamente e spolverizzatele sulla cima dei muffin.
Mettete i muffin in forno, portate la temperatura a 180° C e fate cuocere per 25 minuti.



Con questa ricetta, partecipo con immenso piacere all'MTChallenge n. 43, con i muffin della Francy Burro e Zucchero.