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venerdì 22 gennaio 2016

MINESTRA MAGIARA CON PASTA PIZZICATA




Non mi piace il termine comfort food, così come non mi piace qualsiasi tentativo di definire e catalogare il cibo, soprattutto se con termini anglosassoni. Per carattere rifuggo dall’omologazione, con tutto ciò che di positivo, ma anche di negativo, questo comporta e questa tendenza anche nel campo del cibo mi dà particolarmente fastidio. Ho come la sensazione che il tentativo di ridurre in categorie un mondo così vasto, cercando di dare una definizione a tutto, non possa far altro che impoverirlo.
E quindi chiamiamola minestra, come abbiamo sempre fatto, perché anche così ci risulta ben chiaro il suo ruolo, quello di rendere particolarmente piacevole la fine di una giornata invernale, regalandoci sapore, colore e calore.
Non potevo fermarmi alla jota. Il desiderio di elaborare una ricetta tutta mia per la sfida dell’MTC n. 53, proposta dalla Vitto, era troppo forte. Quindi, ecco una mia personale interpretazione con una zuppa di ispirazione ungherese.
Le basi sono quelle del gulasch ungherese (la zuppa, non lo spezzatino come siamo abituati ad intenderlo noi riferendoci ad altre varianti). C’è la carne di manzo e ci sono le ossa che possono essere utilizzate sia per preparare il brodo con cui cuocere la zuppa ma che possono anche essere cotte direttamente insieme agli altri ingredienti per insaporire – ho utilizzato del biancostato, ripulendolo dal grasso, taglio usato soprattutto per i bolliti, dal costo bassissimo, ma che rende molto bene anche in questo tipo di preparazioni che richiedono una lunga cottura attraverso la quale la carne riesce ad ammorbidirsi -. E poi c’è la paprica, ingrediente immancabile nel gulasch, e il peperone. Ma poi ho aggiunto anche altre verdure, per cercare di ingentilirla un po’, rendendone il sapore un po’ più complesso, e la pasta pizzicata (csipetke), che in Ungheria viene spesso aggiunta alle zuppe.


ZUPPA MAGIARA CON PASTA PIZZICATA

Ingredienti per quattro persone
300 g di carne di manzo (cappello del prete o biancostato con l’osso)
100 g di cipolla
½ peperone rosso (circa 100 g)
1 carota grande (circa 100 g)
1 rapa piccola (circa 70 g)
½ pomodoro (circa 50 g)
50 g di crauti
2 peperoncini piccanti (si possono omettere)
1 spicchio d’aglio
1 cucchiaino di semi di kümmel
2 cucchiai di panna acida
2 cucchiai di strutto
1 cucchiaio e ½ di paprica dolce
sale

per la pasta pizzicata
1 uovo
100 g di farina circa

Tritate la cipolla e mettetela a rosolare in una pentola insieme allo strutto. Quando comincerà a dorarsi , abbassate il fuoco e versate la paprica, mescolate velocemente e aggiungete la carne tagliata a dadini di circa 2 cm per lato ed eventualmente le ossa. Fate rosolare la carne, nel frattempo tritate finemente l’aglio e i semi di kümmel (se prima li bagnate con un po’ d’acqua l’operazione sarà più agevole) e aggiungeteli alla carne. Salate e coprite con un po’ d’acqua la carne, abbassate il fuoco e fate cuocere, aggiungendo, quando si è consumata, altra acqua. Dopo un ‘ora di cottura aggiungete la carota tagliata a rondelle e i crauti e cuocete per un'altra mezz’ora. Quindi aggiungete il pomodoro tritato, la rapa pulita e tagliata a cubetti, il peperone pulito e tagliato anch'esso a cubetti e i peperoncini e fate cuocere ancora mezz’ora. In totale la zuppa dovrà cuocere almeno due ore.
Nel frattempo preparate la pasta pizzicata. Mescolate la farina insieme all’uovo fino ad ottenere un impasto liscio e sodo, fatelo riposare per circa mezz’ora e poi ricavatene dei rotolini dai quali pizzicare dei piccoli pezzetti della grandezza dell’unghia di un mignolo. La pasta va aggiunta alla zuppa che bolle negli ultimi minuti di cottura in quanto si cuoce in pochi minuti.



Spegnete il fuoco, aggiustate di sale se necessario, aggiungete la panna acida e servite.


 Con questa ricetta partecipo all'MTC n. 53minestroni e zuppe di Vitto.


domenica 8 dicembre 2013

JUDIONES DE LA GRANJA



Una delle cose belle di avere un blog, che sia di food o altro, credo che sia quella di avere la possibilità di confrontarti con altre persone che hanno la tua stessa passione. Si creano così legami inaspettati sulla base di scambi costanti di idee, esperienze, pareri. In quest’ottica mi ha fatto un piacere enorme che Francy, del blog Burro e Zucchero abbia fatto affidamento su di me per proporre la ricetta della paella nell’ambito dell’Abbecedario europeo. Si è fidata di me e della mia ricetta e questo mi ha fatto un piacere enorme.

Non potevo quindi non partecipare anch'io, a maggior ragione in quanto si parla di cucina spagnola, che io adoro. E anche se, causa periodo incasinatissimo, arrivo in extremis, eccomi qui a proporre una ricetta particolarissima, che mi ricorda il nostro ultimo viaggio in Spagna, nel luglio dell’estate scorsa, che da Barcellona ci ha portati sino alla Castilla y León, per poi scendere nella Castilla la Mancha dove abbiamo soggiornato nel paese di Dulcinea, l’amore di Don Chisciotte, per poi giungere a Valencia dove ci siamo fermati un paio di giorni.

Come sa bene chi come me è appassionato di cibo e alimentazione, è facile che alla fine di un viaggio si ritorni a casa con qualche prodotto tipico dei luoghi visitati. Lo so, può sembrare strano, alla fine di questo ultimo viaggio, uno dei pacchi più preziosi portati a casa è stato un sacchetto di fagioli :)

venerdì 22 febbraio 2013

ZUPPA DI CECI E SPINACI CON AGLIO E PAPRIKA DOLCE


 
Vorrei farvi una domanda. Ma a voi, quando vi capita di fare le tagliatelle secche - sì, lo so che siete tutti bravissimi e di solito ve le fate in casa, ma vi sarà pur capitato di comprare qualche volta quelle confezionate del super – e siete sul punto di gettarle nell’acqua bollente, che fate? Le spezzettate tutte bene bene prima di metterle a cuocere per poi ritrovarvi a fine cottura delle cortissime e sfuggenti taglia telline, oppure immergete nell’acqua bollente i nidi così come stanno?

lunedì 11 febbraio 2013

GULASCH CON CANEDERLI - GULASCH MIT KNÖDEL



Non so se capita anche a voi… quando arriva una nuova stagione a me viene subito voglia di cucinare e di mangiare pietanze tipiche di quel periodo, anche perché mi piace utilizzare alimenti di stagione e quindi certe volte passa quasi un anno prima che ci sia la possibilità di riproporre certi piatti.