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lunedì 13 ottobre 2014

LASAGNA DI GRANO ARSO CON RAGU' DI MAIALE AL FORNO, BESCIAMELLA AL LIMONE, ALBICOCCHE E BRA

 



Prima o poi doveva arrivare pure lei. L’aspettavo, speravo che qualcuno la proponesse e finalmente eccola qui, Sua Maestà la Lasagna. Un grazie immenso dunque a Sabrina per questo grande regalo, la sua ricetta della lasagna al forno per l'MTC n. 42.

Questa sfida, oltre ad un piatto molto amato da tutti, ci ha offerto anche spunto per una riflessione sulla fotografia nel mondo dei foodblog. Perché, diciamocelo, fotografare una lasagna non è cosa facilissima. E' arduo metterla a fuoco, la besciamella cola lungo i lati e una volta tagliata la lasagna inevitabilmente e inesorabilmente si spatascia. La soluzione al problema sarebbe quella di aspettare che si raffreddi, tagliarla, imbellettarla e fotografarla. Di piatti così fotografati se ne vedono in giro molti, sono belli ma trasmettono tristezza.

Tempo fa scrissi un post in cui riflettevo come sia difficile al giorno d’oggi, epoca caratterizzata dalla velocità e dalla mancanza di tempo, soffermarsi su ogni cosa per cercare di afferrarne l’essenza. Generalmente la prima scrematura è fatta dagli occhi. Ci si sofferma (forse) su qualcosa se innanzi tutto lo si vede bello, altrimenti si passa immediatamente oltre. Non c’è tempo di fare quello sforzo in più per cercare di capire se alla forma corrisponda una sostanza o se ci sia sostanza nonostante la forma. Ma siamo sicuri che tutto ciò che è bello sia anche buono? E che tutto ciò che bello non sembra sia poi cattivo? Abbiamo perso tutti la capacità di fermarci, di approfondire, di capire? E che cos’è il bello? Quello che è piacevole da un punto di vista estetico o quello che riesce a comunicarci qualcosa, che riesce a parlare al nostro essere, che riesce a toccare in noi delle corde profonde? È ancora valido, il concetto antico καλóς και αγαθóς, la fusione dell’etica e dell’estetica, per cui ciò che è bello deve necessariamente essere anche buono?

Certo, qui si parla di cibo e non si discute sui massimi sistemi. E oggi si parla di lasagna. Che cosa reputiamo più importante? Che la lasagna sia buona o che sia bella? In altri termini, può una lasagna brutta essere buona? Anzi, può una lasagna essere bella nonostante così non sembri? Ovvero, se una lasagna è buona può essere bella anche se la foto non le rende giustizia? Noi appassionati di cibo, che abbiamo un blog che di cibo vuol parlare, che ci teniamo ad offrire un’immagine che renda al meglio l’idea dei nostri piatti, che ci siamo tutti armati di reflex, che ci siamo documentati sulla fotografia, che magari abbiamo fatto pure un corso di foodphotography, che solo per questo ci illudiamo di essere dei fotografi ma che fotografi non siamo, siamo ancora in grado di emozionarci davanti alla bellezza di un piatto se non è accompagnato da una bella immagine?
Il cibo deve parlare, deve arrivare al cuore. Secondo me ci sono foto brutte che fanno parlare il cibo e gli fanno raccontare delle storie bellissime e viceversa ci sono foto belle (tecnicamente belle) che il cibo lo sviliscono, gli attribuiscono un ruolo da comparsa, laddove protagonista è solo l’estetica e lo fanno così diventare grottesco.

Se fatta bene, se fatta soprattutto per essere mangiata e non per essere fotografata, la lasagna parla da sola e ci racconta di pranzi della domenica in famiglia, di convivialità, di amore per il cibo e per coloro ai quali lo si offre.

La lasagna è bella a prescindere (e a volte è pure pazza :)).

Ma passiamo alla ricetta. Per la mia versione ho pensato di utilizzare della carne di maiale, un taglio poco utillizzato e abbastanza economico, la spalla, e di cuocerla intera al forno a bassa temperatura per fare in modo che diventasse tenera e rimanesse succosa. Per quanto riguarda il formaggio, ho utilizzato un Bra tenero dop, formaggio fresco e un po' acidulo. e ho legato il tutto con una besciamella aromatizzata al limone e con un po' di curcuma.

LASAGNA DI GRANO ARSO CON RAGU' DI MAIALE AL FORNO,
BESCIAMELLA AL LIMONE, ALBICOCCHE SECCHE E BRA




Ingredienti per 4 persone
per la sfoglia
100 g di farina 0 di grano tenero
100 g di farina di semola di grano duro
50 g di farina di grano arso
2 uova intere
1 rosso d’uovo

per la besciamella
750 ml di latte parzialmente scremato
75 g di farina 0 di grano tenero
50 g di burro
1 cucchiaino di curcuma
2 cucchiaini di scorza di limone non trattato grattugiata
sale
noce moscata

per la farcia
350 g di spalla di maiale in un pezzo solo
2 cucchiaini di melassa
1 cucchiaino di senape
1 cucchiaino di pepe verde
1 cucchiaino di sale grosso
1 rametto di rosmarino
1 foglia di salvia
½ spicchio d’aglio
2 cucchiai di birra

per completare
200 g di Bra DOP tenero
50 g di Parmigiano reggiano
30 g di albicocche secche

Preparate la carne.
Pestate al mortaio o tritate molto finemente l’aglio, il sale, il pepe verde, il rosmarino e la salvia. Mescolateli insieme alla senape, alla melassa e alla birra. Massaggiate la carne di maiale con il composto ottenuto e mettetela a cuocere in forno preriscaldato a 120° per 2 ore e ½. Così è come risulterà dopo la lunga cottura.
 

Nel frattempo preparate la sfoglia.
Mescolate le farine e mettetele a fontana sulla spianatoia, fate un buco in centro e rompetevi le due uova intere e il rosso d’uovo. Cominciate a mescolare le uova con una forchetta facendo assorbire la farina, quindi cominciate a lavorare la pasta energicamente con le mani fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico. Mettetelo a riposare per mezz’ora.

Tirate la sfoglia.
Riporto le preziosi indicazioni di Sabrina. Riprendere l'impasto e stenderlo sottile con il matterello. Impugnare il matterello tenendo le mani vicine e facendo pressione con il pollice e il palmo appena sotto. Partire dal cento e ruotare spesso la sfoglia. Man mano che cresce la ruoto arrotolandola sul matterello. I fianchi devo ondeggiare. Per farla tonda, far scorrere le mani su e giù per il matterello. Una volta stesa, lasciare la sfoglia ad asciugare.

Nel frattempo preparate la besciamella.
Fate sciogliere il burro a fuoco dolce, aggiungete la farina e fatela cuocere per circa un minuto, togliete dal fuoco, aggiungete il latte, all’inizio poco per volta e mescolando continuamente con una frusta, rimettete sul fuoco, aggiungete il latte restante, tenendone da parte una tazzina che vi servirà per sciogliere la curcuma, aggiungete anche il latte con la curcuma e fate cuocere sempre mescolando per circa dieci minuti.
Alla fine spegnete il fuoco e aggiungete il sale, la scorza del limone e una grattugiata di noce moscata.

Cuocete le lasagne.
Riporto il procedimento indicato da Sabrina. Mettere a bollire abbondante acqua salata. Preparare una ciotola di acqua ghiacciata e uno scolapasta.
Tagliare la sfoglia in grandi rettangoli (io ho fatto dei pezzi quadrati perché ho usato una pirofila quadrata). Buttarne un paio per volta nell'acqua bollente e quando riprende il bollore scolarli con l'aiuto di una schiumarola, raffreddarli nell'acqua gelida e metterli a scolare bene stesi nello scolapasta.
Continuare in questo modo fino a cuocere tutti i rettangoli.

Preparate gli altri ingredienti e componete la lasagna.
Tagliate a cubetti molto piccoli le albicocche secche, a pezzettini il formaggio Bra e grattugiate il Parmigiano.
Togliete la carne dal forno e tagliatela a cubetti. Mescolatela alla glassa che si sarà formata durante la cottura.
Prendete una pirofila e versate sul fondo un mestolo di besciamella. Disponete sulla besciamella una sfoglia di pasta, fate un altro strato con la besciamella, mettete un po’ di carne, il formaggio Bra, una spolverata di parmigiano, una manciata di albicocche secche e coprite con uno strato di pasta. Procedete così fino ad esaurimento degli ingredienti. Terminate con uno strato di besciamella e una spolverata di parmigiano.




Cuocete le lasagne in forno preriscaldato a 180° per una ventina di minuti, fino a che si saranno dorate in superficie. Fate raffreddare qualche minuto prima di servire.


Con questa ricetta partecipo all'MTC n. 42 con la lasagna al forno di Sabrina del blog Les Madeleines di Proust





giovedì 21 giugno 2012

SCALOPPINE ALLE ACCIUGHE IN FARINA DI CAPPERI ESSICCATI E CIPOLLOTTI CARAMELLATI


Quando ho letto sul blog di Elisa “scaloppine” ho tirato un sospiro di sollievo…

“Amooooreeee, tesooooroooo, prossimamente scaloppine sai?” con la vocina tenera, tipica di chi si vuol fare perdonare qualcosa di terribile.

Eh sì…dopo budini salati alle verdure e giorni e giorni a base di ricette fiorite, eccola là, la salvezza a portata di mano. Finalmente carne!

Ma con un colpo di coda…all’esclamazione del consorte “WOOOOWWWW”, l’ultimo subdolo (ebbene sì) tentativo da parte mia: “Che ne dici delle scaloppine di maiale – maiale sai, quell’animale ricco di carne e grasso a quattro zampe – sì, proprio lui, quello con cui si fanno quei buonissimi prosciutti che ti piacciono tanto! quindi… dicevo, scaloppine, SCALOPPINEEEEEEEE DI MAIALEEEEEE… uhm uhm….(aiuto ci provo?), sì…dicevo, allora, SCAAAAALOOOOPPPIIINEEE DI MAIAAAALLLLEEEE….(e tutto d’un fiato) alle ciliegie?

Ecco. L’ho detto. Trattengo il respiro, chiudo gli occhi, aspetto…

È troppo buono mio marito. Troppo paziente con me e con questa mia malsana passione per la cucina.
E così, pacato, risponde: “Tesoro mio, quante scaloppine abbiamo? che le tue te le puoi fare alle ciliegie…e alle mie ci penso io!”

No, veramente no, non potevo osare ancora così tanto...

Ed ecco allora i capperi, raccolti con le nostre stesse mani dalle piante salentine della sua terra tanto amata, e le acciughe saporite. Il tutto accompagnato da dei teneri cipollotti caramellati.

SCALOPPINE ALLE ACCIUGHE IN FARINA DI CAPPERI ESSICCATI
CON CIPOLLOTTI CARAMELLATI


 
Ingredienti per quattro persone

per le scaloppine
8 fettine di lonza di maiale piccole
4 cucchiai di farina 00
1 cucchiaio di capperi sotto sale
3 acciughe sott'olio
1 noce di burro
1 tazzina di brandy
una tazza di brodo vegetale preparato con carota, sedano, pomodoro, cipolla e prezzemolo

per i cipollotti
10 cipollotti piccoli
4 cucchiaini di zucchero
sale


Preparate la farina di capperi. Dissalate i capperi e poneteli in forno a 70° per un paio d'ore circa fino a che si saranno seccati. Quindi tritateli finemente e mischiateli alla farina.

Nel frattempo preparate i cipollotti. Lavateli e mondateli, tagliate i gambi (che userete per la guarnizione) e metteteli in un tegame a rosolare con un goccio d'olio. Aggiungete quindi lo zucchero e quando si sarà caramellato coprite i cipollotti con uno strato d'acqua e fate cuocere fino a che si sarà consumata.
 
Preparate le scaloppine. Battete con il batticarne le fettine di lonza tra due fogli di pellicola fino a renderle molto sottili.

Passate le fettine nel composto di farina e capperi scuotendole bene per togliere la farina in eccesso.

Fate sciogliere il burro in un tegame e rosolatevi le fettine di carne a fuoco vivace su entrambi i lati,  quindi toglietele dal tegame e tenetele da parte al caldo. Non salatele perché i capperi e le acciughe riusciranno a dare alla carne la sapidità necessaria.

Mettete le acciughe nel tegame e fatele cuocere fino a che si saranno sciolte.

Deglassate il fondo di cottura con il brandy e fatelo evaporare.

Unite il fondo di cucina (il brodo vegetale), fate sobbollire qualche minuto, aggiungete un po' di burro e  emulsionate per legare la salsa.

Filtrate la salsa ottenuta e versatela sulle scaloppine, di nuovo nella padella per amalgamare il tutto.

Servite le scaloppine insieme ai cipollotti.

Con questa ricetta partecipo all'emmetichallenge di giugno.




sabato 14 aprile 2012

PINK PORK CON SALSA DI MELE AL RAFANO



Che il maiale fosse tendenzialmente rosa già lo si sapeva.
Ma che potesse diventare così rosa chi poteva mai pensarlo?
Tutto grazie al contest colors and food di Cinzia e Valentina.

Il colore è stato dato dalla marinatura della carne per quattro ore in un composto di barbabietole rosse frullate e mescolate insieme a dello yogurt bianco. La carne in questo modo è venuta, oltre che colorata, sorprendentemente morbida e succosa.

 PINK PORK CON SALSA DI MELE AL RAFANO


Ingredienti per quattro persone

per la carne
600 g di lonza di maiale
2 barbabietole rosse cotte al vapore
½ vasetto di yogurt bianco naturale
burro, olio, sale, pepe, rosmarino

per la salsa di mele al rafano
2 mele
il succo di ½ limone
2 cucchiaini di zucchero
3 cucchiai di rafano grattuggiato
½ vasetto di yogurt bianco naturale
sale

Preparate il composto che servirà a marinare la carne. Frullate le barbabietole e mescolatele allo yogurt. Tagliate la lonza in quattro fette (dovrebbero risultare abbastanza spesse, circa 2 o 3 centimentri), mettetele in un recipiente insieme al composto di barbabietole e lasciatele in frigo coperte per almeno quattro ore.

Preparate la salsa di mele al rafano. Sbucciate e tagliate le mele a pezzetti. Mettetele in un pentolino insieme al succo di limone, allo zucchero e a un po’ d’acqua e fatele cuocere fino a che diventeranno morbide. Lasciate raffreddare quindi frullatele insieme al rafano, un pizzico di sale e allo yogurt.

Cuocete la carne. Togliete le fette di lonza dalla marinata e pulitele dai residui di barbabietola.
Mettete una noce di burro e un po’ d’olio in un tegame e fateli riscaldare. Fate dorare a fuoco vivo la carne su entrambi i lati quindi abbassate un po’ il fuoco, aggiungete due rametti di rosmarino e portatela a cottura. Ci vorranno circa una decina di minuti in totale.
Salate e pepate la carne. Disponete nei piatti la salsa di mele al rafano e ponetevi sopra le fette di carne.