
Ho pensato tanto a cosa scrivere in questo post ma come sempre succede, quando c’è così tanto da dire, le parole vengono a mancare.
Che l’MTC sia ormai parte integrante della mia vita ormai è
chiaro. Da quando ho partecipato la prima volta non ho più potuto smettere. Una
specie di droga.
Perché l’MTC non è solo una competizione in cui ci si sfida
a suon di padelle. Non è solo un voler mettersi in gioco dando sfogo a una
passione comune, quella per la cucina.
L’MTC è soprattutto un insieme di
persone fantastiche. Entusiasmo, voglia di giocare come se si fosse ancora
bambini, intelligenza, spirito di gruppo, mancanza di invidia, necessità di
andare sempre oltre all’apparenza, sincerità, umiltà, desiderio di imparare
sempre di più, giocando, solo per giocare e non per vincere, che tanto nulla si
vince se non la grandissima soddisfazione di poter fare entrare nella propria
cucina tutti quanti. Gli emmeticini sono questo. Oltre ad essere la community
più longeva del web, quella che nel corso degli anni si è guadagnata un posto
importante in questo strano mondo del cibo virtuale, quella che ha sempre ben
presente che cos’è e cosa vuole essere e che per questo non cambia mai nei suoi
aspetti essenziali, quelli che la distinguono da qualsiasi altra community di
questo genere, grazie soprattutto alla credibilità dei suoi contenuti e
all’affidabilità delle ricette che vengono proposte.
Ho cominciato da spettatrice, affascinata da ciò che
leggevo, da ciò che imparavo. Poi mi sono buttata nella mischia anch’io. Mi
sono detta “proviamoci”. Ed è stata la mia rovina :)
UNA MERAVIGLIOSA OSSESSIONE MENSILE
Ho cominciato a cucinare come se non ci
fosse un domani, come chi balla la pizzica dopo essere stato punto da una
tarantola. Sfida dopo sfida, ricetta dopo ricetta. E dopo innumerevoli sfide ho
dovuto subire l’umiliazione di vedere vincere alla sua prima partecipazione mio marito, che fino al mese prima mi aveva guardato dall’alto in basso come se
fossi una demente. Salvo poi prendermi la soddisfazione di vedere anche lui
attratto inesorabilmente dal vortice, senza possibilità d’uscita, dell’MTC. E
poi finalmente ho vinto anch’io. Pensavo finalmente di potermi abbandonare a un
riposo senza fine… ma niente, la voglia di giocare è diventata ancora più
forte. Sono arrivata al numero 37 di sfide giocate senza mai un'interruzione.
E giocando e scherzando siamo arrivati alla sfida numero 50.
E siccome ci piace giocare, abbiamo deciso che nell’anno del giubileo non
potevamo non giubilare anche noi. Siamo partiti dalla tortilla più di cinque
anni fa (era il giugno del 2010) e siamo ancora qui. Ci sono state tante sfide
nel frattempo e chissà quante altre ce ne saranno.
Io mi vedo curva per l’età
sopra al mattarello, con i capelli grigi, la voce flebile, ancora a pensare a
cosa preparare per l’mtc.
Un grazie di cuore a tutti quelli che fino ad ora hanno
concorso a formare la storia di questo gioco e alle mie colleghe della
redazione (in particolar modo a lei), di cui sono orgogliosissima di far parte e con cui si è instaurato
un rapporto che ha bucato prepotentemente il virtuale per divenire una
incredibile e bellissima realtà, di quelle che ti fanno restare col fiato
sospeso per vedere che cosa di bello potrà ancora accadere.