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martedì 10 dicembre 2013

BRANZINO AL SALE SU PURÈ NERO CON TARTUFO BIANCO

 



Ultimamente mi capita sempre più spesso di chiedermi quanto sia ancora rilevante la sostanza rispetto alla forma. E quanto incida la velocità dei giorni nostri sull’importanza che si dà alla forma a discapito di quella che si riserva alla sostanza. In tutti i campi. Un discorso, un film, un libro, un oggetto. Ma anche una ricetta. O addirittura una persona.

C’è ancora qualcuno che ha voglia o tempo o capacità per andare al di là di quello che vede? Per andare più a fondo e capire se quello che ha davanti o tra le mani vale di più o di meno di quello che sembra?

Perché è più facile, immensamente più facile, soprattutto al giorno d’oggi, in cui manca sempre il tempo per tutto e si tende a privilegiare la quantità rispetto alla qualità, fermarsi al primo sguardo per giudicare qualcosa o qualcuno. Invece, per capire se al di là della forma c’è anche una sostanza è necessario avere più tempo, fare più fatica, esercitare uno sforzo decisamente maggiore rispetto a quello che richiede un semplice sguardo. E si finisce con il non saper più distinguere il bello dal buono. Ciò che è bello sarà per forza anche buono. E si ritorna a un concetto antico, καλóς και αγαθóς, la fusione dell’etica e dell’estetica per cui ciò che è bello deve necessariamente essere anche buono.

martedì 9 luglio 2013

CARAMELLE ALL'ASTICE PER I PIATTI DELLE STARS


Immergersi nella musica dei Baustelle è come fare un viaggio in treno scrutando dal finestrino appannato la vita degli altri, che in fondo è sempre anche un po’ la nostra.

Case dopo case, campi dopo campi, strade, macchine, trattori, mucche, alberi, treni, stazioni, persone, chi si alza e se ne va e chi arriva, valigie. E fuori è autunno e una leggera nebbia ricopre ogni cosa. Panni stesi ad asciugare, giocattoli in giardino, barbecue. E immaginare una vita che non è la propria, cercare di capire cosa si nasconde dietro a una finestra illuminata.