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lunedì 23 febbraio 2015

IL PERFETTO BURGER BUN HOME MADE – PANINI PER HAMBURGER

A volte vorrei essere meno ostinata. Che essere ostinati è tremendamente stancante. Praticamente non ci si arrende mai. Di fronte a un insuccesso è impossibile fare spallucce e dire “ma chi se ne frega!”. Di fronte a un insuccesso, infatti, nell’ostinato nasce e cresce un fuoco interno che sale alla testa e che non dà tregua. Bisogna riprovarci finché quello che doveva essere fatto riesca finalmente nel migliore dei modi. Che poi non sarà mai perfetto, la perfezione non è di questo mondo, quindi rimarrà sempre quel qualcosa in sospeso che lascerà un po’ di amaro in bocca. Perché l’ostinato in fin dei conti è un perfezionista.
A volte mi chiedo se non sarebbe meglio accontentarsi di fare le cose così come vengono, senza troppa preoccupazione. Ma poi penso che a certi risultati non ci si potrebbe mai arrivare.
La vogliamo mettere la soddisfazione di infilare un hamburger in un panino praticamente perfetto? :)
Di ricette per fare i panini per hamburger ne girano parecchie (anche di alcune care e bravissime amiche) ma dovevo sperimentarne una per conto mio, per adattarla ai miei gusti. Avrei potuto arrendermi subito e comprare quei panini di cartone che si trovano al super o semplicemente farmi andare bene il primo tentativo. Che poi, di tentativi non ce ne sono voluti molti per arrivare alla Ricetta, quella con la R maiuscola. Credetemi, sono semplicissimi da fare, se ne possono fare tanti e poi congelarli e saranno subito pronti (basterà toglierli dal freezer mezzora prima dell’utilizzo e saranno come appena sfornati) per essere farciti con quello che più ci piace. Per oggi la ricetta dei panini, prima o poi seguirà quella completa di farcitura.
Un’ultima cosa, non scandalizzatevi per l’utilizzo della margarina. Io sono la prima che cerca di utilizzare sempre ingredienti genuini e di primissima qualità e che come condimento uso esclusivamente olio extravergine d’oliva (tra l’altro prodotto in famiglia) o del buon burro, quando necessario. Ci sono però delle preparazioni per le quali è necessario fare delle eccezioni. La margarina in casa mia praticamente non entra nemmeno dipinta in quanto vige la regola per cui sono assolutamente banditi i prodotti industriali. Ma in questo caso è l’unico grasso che può per i miei gusti essere utilizzato per consentire di ottenere un sapore il più possibile neutro e che si avvicini a quello originale. Senza considerare che già la quantità per panino è comunque irrisoria (meno di 4 grammi) e che in ogni caso non si mangiano hamburger tutti i giorni. Certo, avrei potuto usare il nostro ottimo olio extravergine d’oliva o del burro, ma sarebbe stata un’altra cosa. Se poi pensiamo a quale sarebbe l’alternativa (un prodotto industriale zeppo di additivi) alla fine, secondo me, il gioco vale la candela. Per quanto riguarda il lievito, il discorso è sempre lo stesso, si possono ridurre le quantità aumentando il tempo di lievitazione.



PANINI PER HAMBURGER
Ingredienti per 8 panini

500 g di farina 0
200 ml di acqua
50 ml di latte per l’impasto più un po’ per spennellare la superficie
1 uovo
45 g di zucchero
30 g di margarina
10 g di sale fino
1 bustina di lievito di birra disidratato
semi di sesamo per la superficie

Mettete la farina in un recipiente, aggiungete il lievito, mescolate e poi aggiungete tutti gli altri ingredienti eccetto il sale. Cominciate a impastare,aggiungete il sale, continuate a impastare fino ad ottenere un impasto liscio e piuttosto morbido. Fate lievitare fino a quando l’impasto sarà raddoppiato di volume.
Dividete l’impasto in otto parti uguali (del peso di circa 110 g l’una) e formate delle palline tirando la pasta con le dita tutta verso uno stesso punto. Mettete le palline sulla teglia che servirà per la cottura ricoperta di carta da forno, in maniera tale che il punto verso cui avete tirato la pasta sia quello che poggia sulla teglia e facendo attenzione a distanziarle tra loro. Fate lievitare ancora per circa un'ora, preriscaldate il forno a 190°C. Prima di infornare spennellate la superficie di ciascun panino con un po’ di latte tiepido facendo attenzione a non rovinare la lievitazione e fate cadere a pioggia sopra i panini i semi di sesamo.
Fate cuocere in forno, a metà altezza, per circa 20/30 minuti.


 

domenica 23 marzo 2014

SODA BREAD

Appena l’ho visto fatto dalla bravissima Cristina ho pensato che dovevo assolutamente provare a prepararlo anch’io. E poi ho riflettuto sul fatto che nonostante mi piaccia fare il pane, che praticamente ogni fine settimana faccia la pizza e che in genere mi diverta molto a preparare i lievitati, non ho praticamente mai postato nessuna ricetta che li riguardi. Curioso che quindi posti per la prima volta un pane che un vero e proprio lievitato non si possa considerare, per lo meno non come lo intendiamo noi.

Il soda bread è infatti un pane tipico della tradizione irlandese, la cui caratteristica è quella di essere preparato usando come agente lievitante il bicarbonato di sodio che, abbinato al latticello (sottoprodotto della trasformazione in burro della panna, per intenderci quel liquido che rimane quando la panna si trasforma in burro) il quale è ricco di acido lattico, produce una reazione formando delle piccole bolle di anidride carbonica grazie alle quali si ha la lievitazione.

Il bicarbonato di sodio viene utilizzato in vari paesi del mondo per la produzione di pani tipici, negli Stati Uniti, in Australia, in Polonia, in Serbia, in India. Tempo fa avevo provato a fare i buttermilk biscuits americani, che sono dei piccoli panini preparati proprio con il latticello (buttermilk) e il bicarbonato di sodio.
Ma una pagnotta così grande con questo metodo non l’avevo mai fatta. E sono rimasta davvero a bocca aperta per il risultato. Perché mi sono ritrovata con un pane perfettamente lievitato, leggerissimo, profumatissimo, dal sapore ottimo e molto digeribile.

La caratteristica di questo tipo di lievitazione inoltre è che consente la preparazione del pane in pochissimo tempo, visto che non è necessario né impastare gli ingredienti, né aspettare i tempi consueti per la lievitazione.

La ricetta è quella di Paul Hollywood dal libro Bread, preso in rassegna dalla squadra dello Starbooks lo scorso ottobre e nello specifico testata da Cristina. In fondo le mie note.

SODA BREAD
da Paul Hollywood - Bread

Ingredienti
250 g di farina integrale
250 g di farina 00 più un po' per la spianatoia
1 cucchiaino di bicarbonato di soda
1 cucchiaino di sale
420 ml di latticello


Mettete le farine in una ciotola capiente. Aggiungete il bicarbonato di soda e il sale e mescolate. Aggiungete il latticello e mescolate con una mano oppure con un cucchiaio di legno finché otterrete un impasto appiccicoso.

Infarinate la spianatoia e metteteci sopra l'impasto. Fatelo rotolare e ripiegatelo delicatamente per circa 1 minuto, ma non impastatelo. Mettete le mani a coppa e passandovi l'impasto da una mano all'altra formate una palla, poi appiattitela leggermente.

Trasferite la pagnotta su una teglia foderata di carta forno e infarinatene la superficie. Con un coltello ben affilato incidete una croce grande e profonda sulla pagnotta, poi separate un pochino i tagli per permettere una cottura uniforme anche all'interno. I tagli si ricongiungeranno durante la cottura.


Lasciate riposare la pagnotta per circa 30 minuti, affinché il bicarbonato di soda inizi a "lavorare". Nel frattempo scaldate il forno a 200°C.
Infornate la pagnotta a metà altezza per circa 30 minuti o finché in superficie si forma una bella crosta dorata. Picchiettando il fondo, il pane dovrebbe emettere un suono sordo.
Trasferite la pagnotta su una gratella e lasciate raffreddare completamente.

Il soda bread è migliore se mangiato il giorno stesso, ma si mantiene comunque per un giorno o due chiuso in un sacchetto per il pane.



NOTE
- ormai il latticello è facilmente reperibile, ma nel caso non si dovesse trovare si può sostituire con una pari quantità di latte scremato e yogurt (anche se io ho provato ma il risultato non è ottimale) oppure sostituendolo con il kefir, che è un latte fermentato e si trova più facilmente

- l’impasto è abbastanza appiccicoso ma non ci si deve spaventare, l’importante è utilizzare molta farina nel maneggiarlo e per ricoprirlo

- il taglio a croce è di fondamentale importanza per la lievitazione ed è preferibile farlo con un coltello abbastanza lungo e ben affilato in modo da formare due tagli netti e profondi, arrivando quasi alla base dell’impasto; questo farà in modo che durante la cottura la pagnotta si apra e possa crescere e respirare

- contrariamente ad altre ricette, in questa si dice di fare riposare il pane per mezz'ora prima di infornarlo e credo che la particolare “ariosità” del risultato finale sia dovuta proprio a questo riposo, perché ho mangiato altre volte il soda bread e al contrario di questo l’ho sempre trovato un po’… io direi “gnecco” so che non esiste :) ma è il termine che utilizzo per definire una preparazione poco soffice

- non ci si deve spaventare se il pane all’esterno a un certo punto durante la cottura in forno assume una colorazione piuttosto brunita, credo che sia una sua caratteristica e comunque la crosta, una volta fatta raffreddare la pagnotta, si ammorbidisce assumendo una consistenza un po’ gommosa (ma non troppo) molto piacevole e inoltre conferisce al pane un sapore particolare

- il risultato finale è veramente eccezionale, la ricetta è spiegata perfettamente, in maniera concisa con poche parole essenziali, basta seguirla passo passo per sfornare un pane degno di questo nome e per questo la ricetta per me è assolutamente

P R O M O S S A

Con questa ricetta partecipo allo Starbooks Redone del mese di marzo 2014.