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martedì 21 gennaio 2014

TUNA NOODLE CASSEROLE



Eccomi finalmente di nuovo con una ricetta dedicata allo Starbooks Redone dopo qualche mese di assenza. E non potevo che tornare con Martha’s American Food, il libro che ho scoperto proprio grazie alle mie amiche starbookers e che mi ha fatto conoscere la cucina americana, di cui mi sono incredibilmente innamorata.

Questa volta ho voluto provare una ricetta che, pur avendo come ingrediente principale la pasta, fa parte della storia della cucina americana. Sto parlando della tuna noodle casserole, un piatto che a noi italiani potrebbe sembrare un po’ strano, visto che assomiglia tantissimo a una pasta al forno ma è condita con ingredienti per noi un po’ inusuali. Mentre ormai anche da noi è diventata famosa la pasta al forno americana per eccellenza, i macaroni and cheese, meno conosciuta invece è questa tuna noodle casserole.

Nel libro, che cataloga le ricette a seconda della zona di provenienza, questo piatto è posto nella sezione iniziale dedicata alle ricette americane per eccellenza, comuni un po’ a tutto il territorio statunitense.
Accanto alla ricetta un breve commento di spiegazione. Perché normalmente questa pasta è condita con tonno, funghi, piselli mentre la versione proposta da Martha, insieme al tonno prevede i cuori di carciofo, le acciughe e i capperi.

Il piatto nasce negli anni trenta, con molta probabilità era riportato in un ricettario della Campbell’s Soup Company e prevedeva proprio l’impiego di cibi conservati o in scatola, una scatoletta di tonno, una latta di piselli, una latta di zuppa e un pacco di pasta all’uovo. Si mescolava tutto e si infornava ottenendo in poco tempo e con ingredienti già pronti e poco costosi un facile comfort-food che proprio grazie alla sua economicità ebbe grande consumo e diffusione durante la Grande Depressione.

Ma ecco la ricetta, una versione non classica della Tuna noodle casserole, pensata per adattarsi ai gusti dei nostri giorni (così dice Martha). In rosso le mie osservazioni e alla fine le mie note e conclusioni.

 


Ingredienti per 6 persone

100 ml di olio extravergine d’oliva più 2 cucchiai per la superficie
450 g di maccheroni curvi io ho usato i cellentani che è il formato che più assomiglia a quello richiesto
sale e pepe
½ cipolla tritata grossolanamente
1 scatoletta di acciughe sott’olio (circa 10 filetti) sgocciolate
1 latta e ½ (da 400 g ciascuna) di cuori di carciofo al naturale sgocciolati (circa 11 cuori) 600 g in totale non sgocciolati
2 cucchiai di capperi sciacquati e sgocciolati io ho usato capperi sotto sale
50 g di parmigiano grattugiato
3 scatolette (da 170 g l’una) di tonno al naturale sgocciolato con 160 ml della sua acqua di conservazione
1 cucchiaino e ½ di buccia di limone grattugiata da limone non trattato
4 cucchiai di prezzemolo fresco tritato
5 cucchiai di pangrattato

Preriscaldare il forno a 180° C. Ungere uno stampo da soufflé (io ho dimezzato le dosi e ho usato uno stampo del diametro di 15 cm e dell’altezza di 7,5 cm). Cuocere la pasta in una pentola capiente in acqua bollente salata per circa 5 minuti, lasciandola al dente. Scolarla e sciacquarla con acqua fredda.

Ridurre in purè, con un robot da cucina, fino ad ottenere un composto liscio, la cipolla, le acciughe, i cuori di carciofo e i capperi. Aggiungere il parmigiano e l’acqua di conserva del tonno e amalgamare. Continuando a far andare il robot aggiungere lentamente i 100 ml di olio ed emulsionare. Regolare di pepe. Trasferire il composto in una ciotola capiente e aggiungere il tonno sgocciolato, la scorza di limone, il prezzemolo e la pasta. Regolare di sale e pepe.

Trasferire il tutto nello stampo. Cospargere la superficie con il pangrattato e condire con i due cucchiai di olio restante. Coprire con carta da forno (io ho coperto con della carta d’alluminio) e cuocere per 40/45 minuti. Scoprire e cuocere ancora per 15/20 minuti fino a quando il pangrattato sarà leggermente dorato. Far riposare 15 minuti prima di servire.

NOTE
  • Nel libro, per quanto riguarda il tonno, si parla di chunk light tuna. Ho cercato di capirne di più e mi pare di aver compreso che l’aggettivo light sta a significare una tipologia di tonno dal colore più chiaro e che è caratterizzato dal fatto di essere più magro rispetto al tonno denominato “bianco” e a tal proposito vengono fatti addirittura dei test per classificare il colore. Anche perché sembrerebbe che il tonno light ha meno mercurio del tonno white perché quest’ultimo deriva da animali più anziani che hanno avuto quindi più tempo per accumulare il mercurio. Per quanto riguarda l’aggettivo chunk starebbe ad indicare che il tonno è conservato nella scatoletta in pezzi più piccoli e sminuzzati rispetto al tonno denominato solid che invece viene conservato in pezzi interi.

  • Per quanto riguarda la cottura della pasta ho seguito il procedimento descritto nella ricetta, anche se avrei preferito procedere come faccio solitamente per questo tipo di preparazioni e cioè facendo cuocere la pasta nell’acqua molto brevemente (un paio di minuti) in maniera tale che rimanga molto al dente ed evitare così di doverne arrestare la cottura attraverso il passaggio sotto l’acqua, che a mio avviso toglie sapore alla pasta.

  • Nel leggere le dosi ero convinta che la quantità indicata di carciofi e di tonno fosse eccessiva ma invece il risultato finale mi ha convinto ed era perfetta per la quantità di pasta utilizzata.

  • Per quanto riguarda i miei gusti, la buccia di limone, che in altre preparazioni non mi dispiace, in questo piatto stonava un po’, così come anche il prezzemolo la cui quantità peraltro mi è parsa eccessiva.

  • Ho trovato molto bella l’idea di utilizzare del tonno al naturale da condire poi con del buon olio extravergine d’oliva piuttosto che del tonno sott’olio e la riciclerò senz’altro per altre preparazioni.

  • Mi sembravano inizialmente eccessivi i tempi di cottura in forno ma devo ammettere che alla fine hanno permesso che tutti i sapori si amalgamassero perfettamente e che la pasta finisse di cuocere insieme alla salsa (anche se alla fine, per i miei gusti, la pasta era leggermente scotta).

CONCLUSIONI

Come risultato finale abbiamo un bel timballo di pasta al forno condita in un modo per noi italiani piuttosto inconsueto ma davvero molto buona e particolare. Non so come sia la versione classica ma questa rivisitata è veramente ottima. La ricetta, manco a dirlo, era spiegata benissimo, in maniera semplice e chiara e quindi, anche in questa occasione Martha Stewart e assolutamente :)

PROMOSSA


Con questa ricetta partecipo allo Starbooks Reedone di Gennaio 2014.




 

domenica 13 novembre 2011

PASTA AL FORNO EXPRESS E LIGHT



Non c’è niente di meglio, in una domenica autunnale, con il freddo che prepotente comincia a farsi avanti, di una bella pasta al forno calda calda.
Se poi la si riesce a fare in un battibaleno (provare per credere) ed è addirittura super light…
E allora non mi perdo in chiacchiere, eccovi la ricetta.



Ingredienti per quattro persone

300 g di pasta (io ho usato penne lisce e rigate)
500 g di polpa di pomodoro
2 mozzarelle
2 melanzane
due cucchiai di parmigiano grattugiato
qualche fogliolina di basilico
olio e sale
Tagliate le melanzane per la lunghezza a fette abbastanza spesse, disponetele su un teglia ricoperta di carta da forno, salatele e ungetele leggermente su entrambi i lati (eventualmente per l’olio aiutatevi con un pennellino in maniera da cospargerlo in modo uniforme senza abbondare).



Fatele cuocere in forno a 180° per una mezzoretta.
Nel frattempo ponete la pasta cruda in un recipiente, aggiungetevi la polpa di pomodoro, le foglioline di basilico spezzettate, il parmigiano, un filo d’olio, sale, tre cucchiai d’acqua e mescolare bene il tutto.
In una teglia fate uno strato con le melanzane, quindi uno strato di pasta, uno strato di fettine di mozzarella, un altro strato di melanzane, un altro strato di pasta e finite con le fettine di mozzarella.
Tutto qua. Avete terminato. Il resto lo farà il vostro forno. 200° per 40 minuti circa (di cui la prima mezz'ora a teglia coperta).