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lunedì 16 novembre 2015

PROSCIUTTO GLASSATO AL MIELE


Oggi vi propongo un piatto che ho preparato per lo Starbooks, che questo mese mi vede partecipare in qualità di redoner.
La ricetta è di quel vulcano di Gordon Ramsey ed è tratta dal suo libro Natale con Gordon, che si può acquistare anche nella versione in italiano.
Se volete vedere come l'ho preparata, come l'ho analizzata e come è riuscita, troverete tutto qui.

giovedì 25 dicembre 2014

BUON NATALE!

 

Solo due parole. Che il tempo è come sempre tiranno e la connessione dove mi trovo è praticamente assente e ancora non so se questo post partirà o meno.

Al panettone fatto in casa non ci ho mai creduto. Ho sempre pensato che fosse molto più semplice comprarselo già fatto, che fosse molto più buono quello industriale di quello artigianale, a maggior ragione di quello casalingo. Che fosse tempo sprecato, che non ne valesse la pena, che fosse una cosa da pazzi, da invasati, da fuori di testa... che mai e poi mai mi sarei cimentata in un'impresa del genere in vita mia...

Ecco, non c'è niente di più bello nella vita del cambiare idea. Di fare qualcosa che mai si sarebbe creduto di voler fare, di riuscire a fare. E di provare una soddisfazione enorme nel dirsi "cosa mi sarei persa se non mi fossi buttata in questa esperienza".

L'ho fatto. E siccome mi piacciono le cose difficili l'ho pure fatto con il lievito madre, con il mio lievito madre, quello che ho cominciato un po' di mesi fa e che in questa occasione, la prima in cui l'ho testato veramente, mi ha ripagato di tutto il tempo passato ad accudirlo e rinfrescarlo.

Ci ho messo tre giorni. Vari rinfreschi, due impasti, varie lievitazioni, puntature, pirlature, che fino a qualche giorno fa manco sapevo di cosa si stesse parlando. Ma quando lo guardavo crescere nel forno l'emozione è stata forte. Poi l'ho sistemato a testa in già per una notte e la sua cupola è diventata bella tonda.


La ricetta che ho seguito è quella del maestro Giorilli. Non ve la riporto perchè in rete si trova dappertutto. Il sapore di questo panettone è divino, la sua morbidezza inimmaginabile e la sua riuscita perfetta.


Ma ci tengo soprattutto a dire una cosa.

Se sono riuscita in questa impresa è tutto merito della redazione dell'mtc. E' grazie a tutti loro che mi sono convinta a provare. Poteva anche andare male, non riuscire bene. Non avrebbe avuto importanza. Perchè l'emozione più grande è stata quella di cimentarsi tutti insieme in questa impresa, che ci ha avvicinato al Natale e ci ha fatto sentire vicini pur essendo lontani, cementando ancor di più quella stima e affetto reciproci che spero cresceranno ancora.

A loro e a tutti voi che mi seguite, auguro un felice e sereno Natale!




giovedì 19 dicembre 2013

DOLCETTI ALLE MANDORLE PER UN NUOVO VESTITO



È arrivato il tempo di cambiare. Si smettono gli abiti vecchi per indossarne dei nuovi e cercare una veste che meglio esprima le mie idee e il mio sentire.

È stato per puro caso, ma mi fa molto piacere, che il nuovo aspetto di questo blog, al quale ormai sono molto affezionata, coincida con le feste ormai prossime e con l’anno che sta per finire. Come se avessi voluto fare un regalino a questa mia creatura che è nata piccolina e un po’ per caso e che da piccolo e scarno taccuino di ricette si è trasformato in un tomo via via più pesante.

Non credo molto nel detto “anno nuovo, vita nuova” ma mi piace l’idea di cominciare il prossimo anno con un nuovo vestito.

Grazie a Sara, dolce e paziente ma soprattutto bravissima, che ha progettato questa mia nuova immagine.

E per festeggiare ecco la ricetta dei miei dolcetti preferiti, quelli che a Natale, insieme alle cartellate, non possono mai mancare. Sono dei semplici pasticcini alle mandorle, di quelli che in giro per l’Italia vengono fatti in mille modi diversi. Questa è la mia ricetta, quella della mia famiglia, semplicissima ma buonissima.

PASTICCINI ALLE MANDORLE


Ingredienti
250 g di mandorle sbucciate
2 o 3 mandorle amare (armelline) o mezza fialetta di aroma di mandorla amara
75 g di zucchero semolato
75 g di zucchero a velo
canditi a piacere (facoltativi)
2 abumi

Tritate con il mixer le mandorle e le mandorle amare. Si può già utilizzare la farina di mandorla confezionata ma il risultato non sarà lo stesso.. Aggiungete alle mandorle lo zucchero e gli albumi leggermente sbattuti.
Mettete in una teglia ricoperta di carta da forno l’impasto aiutandovi con un cucchiaino e formando dei mucchietti distanziati tra loro. Decorate la superficie con canditi a piacere o mandorle.
Cuocete in forno preriscaldato per 10/15 minuti fino a che si cominceranno a formare delle piccole crepe sulla superficie dei biscotti.

Detto questo, auguro a tutti voi un felice ma soprattutto sereno Natale, da trascorrere in mezzo al calore delle vostre famiglie e circondati dall’affetto dei vostri cari.

lunedì 16 dicembre 2013

HONIGKUCHEN



Che io non sia tipo da biscottini natalizi riposti in scatole di latta forse lo si era già capito. Per dir la verità ci ho messo io stessa una vita a capirlo. Che sono tipo piuttosto da brasati al barolo, zuppe di cipolle, tortillas di patate, gulasch e spaghetti con le cozze. Anche se apprezzo pure i piatti dai sapori delicati, per esempio mi piace il pesce cucinato senza troppi fronzoli.

Ma biscotti e dolcetti proprio no. Soprattutto quelli natalizi. Non lo so perché, anche perché adoro il Natale, ma ormai me ne sono fatta una ragione :) L’unico dolce che entra a casa mia in questo periodo di solito sono le cartellate, che non possono mai mancare, e qualche dolcetto alle mandorle.

Però quest’anno sono impazzita e ho voluto provare l’ebbrezza, complice una mattinata libera, di ritrovarmi la casa invasa dal profumo di vaniglia e miele. Che poi a volte le cose si fanno non tanto perché fa piacere farle ma spinti dall’ansia che se non le si fanno poi ci si debba trovare con il rammarico di non averle fatte quando potevano essere fatte. Chiarissimo no? :) Temevo che la smania improvvisa di preparare dei dolcetti natalizi facesse parte di questo genere di questioni, ma invece mi sono piacevolmente ricreduta. E’ stato divertentissimo prepararli e mi sono ritrovata come per magia avvolta in una bellissima atmosfera natalizia.

martedì 10 dicembre 2013

BRANZINO AL SALE SU PURÈ NERO CON TARTUFO BIANCO

 



Ultimamente mi capita sempre più spesso di chiedermi quanto sia ancora rilevante la sostanza rispetto alla forma. E quanto incida la velocità dei giorni nostri sull’importanza che si dà alla forma a discapito di quella che si riserva alla sostanza. In tutti i campi. Un discorso, un film, un libro, un oggetto. Ma anche una ricetta. O addirittura una persona.

C’è ancora qualcuno che ha voglia o tempo o capacità per andare al di là di quello che vede? Per andare più a fondo e capire se quello che ha davanti o tra le mani vale di più o di meno di quello che sembra?

Perché è più facile, immensamente più facile, soprattutto al giorno d’oggi, in cui manca sempre il tempo per tutto e si tende a privilegiare la quantità rispetto alla qualità, fermarsi al primo sguardo per giudicare qualcosa o qualcuno. Invece, per capire se al di là della forma c’è anche una sostanza è necessario avere più tempo, fare più fatica, esercitare uno sforzo decisamente maggiore rispetto a quello che richiede un semplice sguardo. E si finisce con il non saper più distinguere il bello dal buono. Ciò che è bello sarà per forza anche buono. E si ritorna a un concetto antico, καλóς και αγαθóς, la fusione dell’etica e dell’estetica per cui ciò che è bello deve necessariamente essere anche buono.

lunedì 24 dicembre 2012

CREMA DI CAVOLO NERO CON POLPETTINE DI MIGLIO CROCCANTI E... AUGURI!



Stamattina, in uno dei più grandi ipermercati di Lecce, ho visto scene che voi umani non potete immaginare, da far quasi rimpiangere il mancato avveramento della profezia dei Maya. Ma alla fine siamo riusciti ad uscire dal girone infernale dell’accaparramento di ogni genere alimentare esistente sulla faccia della terra e soprattutto a portare in salvo il nostro carrello, il cui contenuto più volte ha rischiato di esser preso di mira da chi, arrivato troppo tardi, non riusciva più a trovare quello che cercava.

venerdì 21 dicembre 2012

TIMBALLO DI TORTELLINI



Ci siamo quasi…

Io quest’anno ho deciso di prendermela mooooolto comoda. Niente corse, niente impegni a incastro, pochi regali ma buoni, nel vero senso della parola visto che nella maggior parte dei casi si tratta di regali alimentari ;)

E visto che le mie ultime ricette sono state all’insegna di un Natale light (si può dire?), non poteva mancare una ricetta di quelle belle toste, natalizia che più natalizia di così non si può, che mi piace molto e proprio per questo ho proposto come primo del pranzo di Natale già in un paio di occasioni.

lunedì 17 dicembre 2012

CANNELLONI AL BACCALÀ CON RAGÙ DI VERDURE




Io faccio parte di quella categoria di persone a cui il Natale piace molto. 

Sarà che sono un’inguaribile romantica, ma non c’è niente da fare, non posso che guardare con sospetto chi osserva con occhi disincantati questa festività, chi la snobba, chi ci vede solo l’aspetto legato al consumismo e guarda dall’alto in basso le persone come me, che riescono ancora, nonostante la non più giovanissima età, ad elettrizzarsi non appena si comincia ad entrare nel clou delle feste.

Certamente ci sono aspetti del Natale che non condivido e sono quelli legati all’eccesso, che ormai da qualche anno caratterizzano questa festa. Eccesso nel consumo, nei regali, nel cibo, nello sfarzo, nelle luci, in tutto. E le pubblicità martellanti che ti spingono a comprare anche le cose più inutili. E le corsie dei supermercati stracolme di panettoni farciti con le creme più strane. E le corse affannose per le strade del centro per accaparrarsi l’ultimo regalo che forse verrà accantonato immediatamente da chi lo riceverà.

Però penso anche che ognuno è libero di vedere in qualsiasi cosa quello che vuole. E io di questa festa voglio come al solito coglierne l’aspetto più intimo, quello legato alla storia e alla tradizione. Non ci vuole molto. Basta liberarsi di tutte le cose superflue e rimanere solo con quelle essenziali. Che sono poche. Ma sono le più importanti e vere.

giovedì 13 dicembre 2012

CARTELLATE



Ecco, forse si sarà già capito, io non sono un’amante dei dolci. Però adoro i dolci dolci, sarebbe a dire quelli che sono talmente dolci al punto da risultare quasi stucchevoli. Ed è per questo che mi piacciono da morire quelli della tradizione greca e turca, ricchi di sciroppi zuccherini.

Per lo stesso motivo adoro le cartellate, quelle al miele (perché ci sono anche quelle al vin cotto), per cui potrei fare pazzie. Dolcetti dalle origini antichissime, ancora oggi vengono preparati in Puglia e in Basilicata in occasione delle festività natalizie. L’impasto è senza lievito, né burro, né uova, ma composto da ingredienti antichi e poveri, quelli che da sempre c’erano a disposizione nelle zone dell’Italia meridionale, farina, vino bianco e olio d’oliva, ingrediente quest’ultimo che rende la pasta gustosa e friabile anche dopo giorni.

lunedì 2 gennaio 2012

PANZEROTTI, FRITTELLE, CALZONI FRITTI, CHIAMATELI COME VOLETE

Per noi sono le frittelle.
Per la precisione, le frittelle della vigilia. Quelle che faceva la mia nonna paterna, da pugliese doc, e che abbiamo sempre mangiato la vigilia di Natale.
Niente vestiti eleganti da sfoggiare seduti a tavole imbandite con portate sontuose a base di pesce.
Noi sembriamo dei matti. Tutti sporchi di farina (ed è per questo che il look deve essere rigorosamente casual), che impastiamo, farciamo l’impasto con il ripieno, friggiamo e mangiamo in piedi sul momento. Come una catena di montaggio.
Addetto alla preparazione dell’impasto è mio padre. Che ancora oggi è alla ricerca della frittella perfetta. Ogni anno si appunta le dosi, che dice essere finalmente quelle esatte. Ma l’anno successivo, non si sa perché, prima della preparazione si apre comunque il periodo delle consultazioni.
Il risultato, anche se sempre un po’ diverso dall’anno precedente (e molto probabilmente anche da quello successivo) è sempre eccezionale.
I “nostri” ripieni sono prevalentemente due. Uno con formaggio e mortadella e l’altro con tonno, cipolla e pomodoro.




Ingredienti per quattro persone
per l’impasto
½ chilo di farina tipo O
½ chilo di farina di semola di grano duro
1 cubetto di lievito di birra
1 cucchiaio di sale
abbondante olio extravergine di oliva per friggere
per il primo ripieno
150 g di formaggio poco stagionato dolce (tipo belpaese)
150 g di provolone piccante
150 g di mortadella tagliata in un’unica fetta
per il secondo ripieno
200 g di tonno
200 g di cipolla
250 g di salsa di pomodoro
olio

Innanzitutto preparate i ripieni.
Per il primo tagliate a cubetti i due formaggi e la mortadella.
Per il secondo soffriggete in una padella con un po’ d’olio la cipolla tagliata a rondelle sottili fino a quando non si sarà ammorbidita. Quindi aggiungete il tonno, fatelo insaporire insieme alla cipolla e poi aggiungete la salsa di pomodoro e cuocete fino a che il composto non risulterà sufficientemente asciutto. Fate raffreddare bene il ripieno.
Preparate una pasta tipo quella del pane con le due farine, il lievito di birra sciolto in una tazza di acqua tiepida, il sale e tanta acqua tiepida quanto basta per ottenere, dopo una bella lavorazione, un impasto sodo ed elastico.
Lasciate riposare l’impasto in un luogo caldo fino a quando non è lievitato (un trucco tramandato dalla nonna per sapere quando la pasta è pronta è quello di mettere una pallina di impasto grande come una noce in un bicchiere d’acqua ed aspettare che venga a galla).
Quindi prelevate un po’ di pasta alla volta da cui ricavare un filone che andrà tagliato in tante porzioni della grandezza di un limone. Appiattite con le mani ogni porzione in modo da ricavare dei rettangoli di circa 10 centimetri per 5.

Farcite i rettangoli di impasto con il ripieno, chiudeteli e pressate bene con le dita la giuntura.
Friggete in abbondante olio caldo.

martedì 20 dicembre 2011

MERCATINI DI NATALE


Subito una premessa: non sono una fan dei mercatini di Natale.
Nella stessa misura in cui odio la folla, tanta gente nello stesso luogo, nello stesso momento, a fare la stessa cosa.
Però mi piace l’atmosfera natalizia, quella più raccolta. Ed è per questo che adoro i mercatini di Natale che vengono allestiti nel periodo dell’avvento in ogni  piccolo paese austriaco, perché sono un’occasione di incontro per gli abitanti del posto, per scambiare due chiacchiere mangiando una patata arrostita sul fuoco nella carta stagnola e bevendo un bel boccale di glühwein per scaldarsi, mentre intanto scende qualche fiocco di neve.
L’abbiamo ritrovata anche quest’anno questa bella atmosfera, quando da noi l’inverno sembrava non volere più arrivare.

Questa volta abbiamo anche avuto l’occasione di fare un salto a visitare uno dei mercatini più famosi, il Salzburger Christkindlmarkt, ovvero il mercatino di Natale di Salisburgo, che, devo ammettere, ha un certo fascino.





E cosa succede quando si cammina per ore con la temperatura sotto lo zero?
Una fame treeeemeeendaaaa!
Solo questo può giustificare il consumo di un piatto come il Bauernschmaus ovvero "delizia del contadino" a base di carne di maiale di tutti i tipi e di tutte le forme, accompagnata da patate al forno e da uno mega knödel (gnocco), il tutto adagiato su un letto di crauti.
Piatto che non mi azzarderò mai a riprodurre in vita mia perchè va mangiato sul posto e soprattutto non più di una volta all'anno...