Quando ho letto che l’emmetichallenge
di febbraio era stato vinto da Mai del blog Il colore della curcuma ero
felicissima. Perché oltre a stimarla per la sua bravura e la sua simpatia ed
essere quindi contenta per la sua vittoria, Mai è spagnola. Chi mi conosce sa
della mia passione sconfinata per la Spagna, paese dove ho vissuto per un
periodo e che considero come la mia seconda patria. Ovviamente, amando la
Spagna amo anche tutto ciò che è spagnolo e quindi anche la cucina che
considero una delle più buone e ricche del mondo. Perché la cucina spagnola è
fatta di ingredienti genuini e semplici che la fantasia degli spagnoli riesce a
trasformare fino a creare piatti dai sapori incredibili, contraddistinti da
contrasti e abbinamenti che a volte sembrano azzardati ma che invece risultano sempre
incredibilmente riusciti. Piatti spesso colorati, che sanno di festa, di condivisione,
fatti per essere consumati insieme ai propri cari o ai propri amici in allegria
attorno a un tavolo.
E siccome la vincitrice dell’emmetichallenge
sceglie, come di consueto, la ricetta della sfida del mese successivo, ho
pensato che sicuramente sarebbe stata una ricetta spagnola.
E così infatti è stato. Ma quando
ho visto che Mai aveva scelto la fideuá mi sono scoraggiata. Tra tutte le
ricette che poteva proporre aveva scelto proprio la fideuá ovvero il piatto al
quale è legato uno dei ricordi più brutti di tutto il mio soggiorno spagnolo.