domenica 27 gennaio 2013

LETTERA A CRACCO



Caro Carlo,

partiamo subito da una premessa, a scanso di equivoci: trovo che tu sia molto bravo come chef e ti trovo anche molto simpatico, ironico e pure belloccio e detto dalla sottoscritta, a cui non piace né Brad Pitt né Raoul Bova né George Clooney, significherà pur qualcosa.

Nonostante quanto sopra, ti devo confessare che purtroppo mi hai (quasi) rovinato il sabato pomeriggio.

Nella mia libreria ha trovato posto già da un po’ il tuo libro “Se vuoi fare il figo usa lo scalogno” che, nonostante abbia sfogliato e letto più volte, fino a ieri ancora non avevo testato.

Devo ammettere che nonostante il titolo, che non mi piace affatto, leggendo le tue ricette e i tuoi trucchetti sono rimasta piacevolmente sorpresa. In effetti ci sono alcuni consigli che possono risultare utili.

Finalmente ieri, piena di entusiasmo e complice la temperatura vicina allo zero con la bora a cento all’ora (le tende del soggiorno venivano mosse da spifferi gelidi nonostante le doppie finestre) che mi ha tenuto dentro casa, ho deciso di cimentarmi con una tua ricetta.

Nel libro suddividi le ricette in tre livelli, secondo la difficoltà di esecuzione. Ok, è vero, io sono subito partita dal secondo livello, però a mia discolpa devo dire che sotto al titolo sulla copertina del tuo libro c’è scritto “Dalla pratica alla grammatica: imparare a cucinare in 60 ricette” e posto che ritengo di sapere già cucinare un pochettino, credevo di non trovare grosse difficoltà nell’affrontare una ricetta del secondo livello.

Ma mi sbagliavo.
Ho deciso di preparare la crostata al limone. A una prima lettura mi sembrava una gran figata e la foto che la illustra sul tuo libro è veramente invitante. E così sono partita.
Ma mi sono subito fermata alla lettura del primo ingrediente: 200 g di pasta frolla. Ok, non sono una pasticciera ma di dolci ne ho fatti nella mia vita e normalmente se la base è una pasta frolla nella ricetta viene riportato il peso dei singoli ingredienti per prepararla. E già lì ho cominciato ad innervosirmi. Ma poi mi sono data della scema. Avevi ragione tu, perché girando la pagina c’è il paragrafo che accompagna ogni ricetta dedicato alla scuola di cucina e che in questo capitolo illustra proprio come fare la pasta frolla tradizionale. Comincio, un po’ rinfrancata, a leggere la ricetta per vedere le dosi. Voglio precisare, io la pasta frolla la so fare e mi riesce anche bene, seguo la stessa ricetta da una vita, però volevo preparare la crostata seguendo nei minimi particolari le tue indicazioni e quindi anche quelle per preparare la frolla. E così comincio a leggere Mescolate insieme 500 g di farina 00 con 50 g di farina di mandorle e 175 g di zucchero…Mi fermo subito perplessa e penso: “ma come? 500 g di farina? ma se prima diceva che per la crostata servono 200 g di frolla!” e poi leggendo avanti capisco che la ricetta e la scuola di cucina, nonostante facciano parte dello stesso capitolo intitolato La crostata al limone, sono tra loro scollegate; infatti a un certo punto dici La pasta frolla si usa per le crostate (ma dai? penso io) queste dosi vi permettono di prepararne 4 o 5: usate quella che vi serve e poi congelate il resto in panetti. Allora, posto che non ho nessuna intenzione di congelare una quantità di pasta frolla adatta ad un esercito, perché se a casa mia si mangia un dolce ogni tre mesi è già tanto, questo significa che non posso seguire quelle dosi e allora che faccio? Le dimezzo? O ne faccio un terzo? O un quarto? Quanta farina serve per fare 200 g di frolla? Quei maledetti 200 g che servono per la tua crostata al limone? Vabbè dai, ad occhio se divido per quattro le dosi dovrei starci. E così faccio. E dei 75 g di tuorli indicati mi basta giusto giusto un tuorlo che pesa poco meno di 20 g. Ma alla fine mi ritrovo con quasi 300 g di pasta frolla. Vabbè, penso, vorrà dire che con quella che avanza ci faccio dei biscottini. E voglio sorvolare sul fatto che la frolla non mi è riuscita immediatamente ma solo dopo degli aggiustamenti, perché forse in questo caso ho sbagliato io. Infatti tu dicevi di mescolare le farine con lo zucchero e a parte lavorare il burro con i tuorli e poi amalgamare il tutto. Io invece ho seguito il solito procedimento e cioè quello di fare le briciole con farina, zucchero e burro e poi aggiungere l’uovo. Bene, facendo così la frolla era assolutamente impossibile che stesse insieme e ho dovuto aggiungere quasi un altro tuorlo. Ho ricontrollato nuovamente le dosi, per essere sicura di non aver sbagliato a fare i calcoli, ma no, era tutto giusto. Ma siccome ho seguito un diverso procedimento non posso che fare mea culpa e pensare che se avessi seguito il tuo procedimento con quegli stessi ingredienti la frolla sarebbe riuscita perfettamente. 

Metto la frolla in frigo a riposare e passo a leggere il procedimento per preparare la crema al limone. Leggo gli ingredienti 300 ml di latte, 200 g di zucchero, 200 g di burro, 200 g di tuorli, 150 ml di succo di limone. Rileggo e mi soffermo sui 200 g di burro e sui 200 g di tuorli, che più o meno dovrebbero equivalere a dieci tuorli. E comincio a pensare: ma questa crema ci starà in un guscio di frolla da 200 g? Aspetta che vado a vedere che stampo devo usare e leggo trascorso il tempo di riposo, stendete la pasta e rivestite lo stampo da crostata, bucherellate il fondo con una forchetta… niente, non c’è scritto nulla sulle misure. Apro il frigo, guardo il mio panetto di frolla che sta riposando e noto che, nonostante pesi quasi 300 g invece di 200 g come c’è scritto nella ricetta, è abbastanza piccolo e non credo riesca a rivestire nemmeno lo stampo dal diametro di 24 cm che avevo pensato di utilizzare. Vabbè, farò due crostatine ma mi rendo conto che è necessario dimezzare le dosi della crema e così faccio. Ma sono sempre più inczz…

Preparo la crema procedendo nei minimi dettagli secondo le tue istruzioni e cuocendola esattamente per il tempo da te indicato. Peccato però che tu non parli né di temperature (forse pensavi che per insegnare a cucinare a dei profani non sarebbe stato il caso richiedere l’uso di termometri) ma nemmeno del tipo di fuoco (basso, medio, alto). E così decido di procedere nella cottura con un fuoco medio. La crema alla fine si rapprende, è bella liscia, come dici tu e comincio a vedere un po’ di luce. Ma poi l’assaggio. E non mi piace. Non mi piace per niente, nonostante io adori i limoni e per la preparazione abbia usato dei limoni fantastici. Mi sembra troppo dolce, sa troppo di uovo e il limone invece di aggiungere sapore e aroma insieme all’uovo prende un sapore stranissimo. Ma penso che magari sia una mia impressione e la faccio assaggiare a mio marito. Che dopo l’assaggio mi guarda e mi dice “ma cos’è sta roba?”. Allora penso “magari raffreddandosi il sapore cambierà”. Nel frattempo ho cotto la frolla, ho usato due stampini piccoli e me ne è avanzata un po’ con cui ho fatto qualche biscottino, a forma di cuore per mio marito :) Con la frolla tutto ok (a parte gli aggiustamenti che ho spiegato prima, ma di cui mi assumo la colpa, fino a prova contraria). Riempio i gusci con la crema ancora calda, come suggerisci tu, e faccio raffreddare. Dopo un’oretta la crema si è raffreddata ma contrariamente a come speravo (ma come immaginavo) non si è addensata a sufficienza, per lo meno non quanto la crema della fantastica crostata fotografata nel tuo libro e cioè questa:


La metto in frigo dove rimane ancora un paio d’ore. Ma niente. Al taglio la crema si "spatascia" e all’assaggio noto che quello strano sapore iniziale non è affatto sparito. Risultato: crostata quasi immangiabile.



E io mi sono talmente innervosita che sono addirittura riuscita a bruciare (cosa mai successa) i biscottini a forma di cuore.

 
Adesso facile sarebbe dire che sicuramente ho sbagliato io qualcosa (anche se sono sicura di no) o che non sono abbastanza esperta. Bene, ti voglio dare il beneficio del dubbio (anche se nella tua ricetta ci sono delle imprecisioni e delle omissioni, come quella sullo stampo, che sono un dato di fatto). Mettiamo anche che la mancata riuscita di questa crostata sia dipesa dalla mia scarsa preparazione. Ma allora non è corretto spacciare il tuo libro come una scuola di cucina per persone che devono imparare, perché ti assicuro che nella mia vita mi è capitato di cimentarmi in ricette ben più complicate di questa e non ho trovato la stessa difficoltà che ho incontrato con la tua crostata. Mi chiedo allora cosa farebbe una cuoca inesperta alle prese con il tuo libro, che magari ha comprato proprio spinta da quella frase Imparare a cucinare in 60 ricette. Per non parlare poi dell’altra sezione che si trova nello stesso capitolo dedicato alla crostata “Il tocco dello chef” che ho trovato assolutamente incomprensibile.

Per curiosità sono andata in rete a vedere se qualcun altro l’aveva preparata. Ho letto di una che ha riportato le dosi per fare la crostata indicando per la frolla le quantità standard che tu indichi per preparare 5 crostate (500 g di farina, 175 g di zucchero, 200 g di burro etc.) senza nemmeno accorgersi che per la crostata erano diverse (200 g di frolla). Poi guardo le foto e la crema è compatta. E penso che non è credibile.

Proverò a cimentarmi nuovamente con qualche tua ricetta (ma non subito che ancora mi devo riprendere) e nonostante l’esperienza da dimenticare con la tua crostata al limone continuo ad ammirarti, ma solo come chef.

Riporto qui di seguito dosi e procedimento esattamente come scritto nel libro, così se qualcuno volesse provare a farla e dirmi che ne è venuto fuori mi farebbe proprio piacere.

Ingredienti per 6 persone
200 g di frolla, 300 ml di latte, 200 g di zucchero, 200 g di burro, 200 g di tuorli, 150 ml di succo di limone

Preparazione e cottura: 50 minuti
Preparate la pasta frolla tradizionale (lezione n°30) Mescolate 500 g di farina 00 con 50 g di farina di mandorle e 175 g di zucchero. A parte lavorate 200 g di burro molto morbido con 75 g di tuorli e un pizzico di sale, quindi unite i due composti, amalgamate il tutto e impastate velocemente su un piano di marmo o di legno [...] Una volta pronta, fatene un panetto, avvolgetelo nella pellicola e fatelo riposare in frigorifero per un paio d'ore. [...]
Trascorso il tempo di riposo, stendete la pasta e rivestite lo stampo da crostata, bucherellate il fondo con una forchetta e fate riposare in frigorifero ancora per mezz'ora. Quindi coprite la frolla con la carta da forno e riempite lo stampo di fagioli secchi [...] Cuocete in forno a 180 ° per 10 minuti.
Per la crema al limone, mescolate latte e burro in una casseruola, fate sobbollire per 5 minuti, poi togliete dal fuoco e aggiungete lo zucchero con i tuorli. Rimettete sul fuoco per 2-3 minuti, unite il succo di limone, che scioglierà leggermente la preparazione, e continuate a cuocere per pochissimo tempo, 1-2 minuti circa. [...]
Quando è ancora calda, colate la crema nello stampo di frolla già cotto e lasciate riposare per mezz'ora o un'ora, in modo che la farcitura raffreddi.

*****
AGGIORNAMENTO
Per chi ancora mi scrive, a distanza di mesi, a proposito di questa crostata, vi rimando a questo post, nel quale potrete trovare qualche (incredibile) spiegazione :)

94 commenti:

  1. ciao Mari, io sono assolutamente convinta delle tue capacità in cucina per questo non segno neanche la ricetta perché di sicuro c'è qualcosa che non va!
    non sei la prima che lamenta imprecisioni nei libri dei grandi chef, sembra non vogliano svelare fino in fondo le loro ricette!
    forse ha usato la gelatina e si è dimenticato di scriverlo!
    ti abbraccio e ti augoro di passare un pomeriggio migliore di quello di ieri!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Maria Pia per la fiducia! Anch'io ho avuto la sensazione che mancasse qualcosa in quella ricetta. Comunque mi sono rioresa alla grande ;) e la prossima volta che proverò un'altra sua ricetta (se mai lo farò) saprò cosa aspettarmi!
      Baci!

      Elimina
    2. Non sembra....è esattamente così!
      I libri dei top chef non hanno lo scopo di divulgare il loro sapere, giammai, sono esclusivamente operazioni commerciali, forse a parte la firma nessun altro contributo hanno apportato al testo.
      Peggio, direi che la colpa maggiore è non averlo verificato nemmeno, ma ....chi oserebbe contraddire il "grande chef"!
      In questo caso chiunque abbia tentato l'impresa....e l'impresa conferma(qualora ce ne fosse stato bisogno)la sensazione di partenza:(((

      Elimina
    3. Ciao Fabiana, è proprio la sensazione che ho avuto, che questo libro sia esclusivamente un'operazione commerciale. Però non ce la faccio, non riesco proprio a pensare che le ricette vengano scritte apposta con delle omissioni, sarebbe veramente il colmo e nemmeno che l'unico suo contributo sia la firma! Io penso soltanto che si sia voluto "sfornare" un prodotto che potesse vendere molto, visto il personaggio ormai famoso, senza però curarne troppo i contenuti. A me fa piacere che Cracco parli delle sue ricette preferite, che racconti dei suoi ricordi d'infanzia e che sveli qualche trucchetto su ingredienti e procedimenti. Però mi piacerebbe anche che le ricette riuscissero.
      Ciao e grazie!

      Elimina
    4. purtroppo ho appena eseguito la torta in questione anch'io ho ottenuto una crema terribilmente liquida... sono abbastanza bravina a fare creme e dolci ma qui qualcosa non va...

      Elimina
    5. Bene. Un‘altra che entra a far parte del gruppo tradito dalla crostata di Cracco!
      Grazie per la visita, mi fa molto piacere, sarebbe carino anche se ti firmassi la prossima volta :)

      Elimina
  2. Mi hai fatto sorridere,parecchio anche. Succede spesso anche a me che preparo ricette prese dai libri e seguendole passo passo mi rendo conto che c'è qualcosa che non va. E infatti non viene. Ce l'ho anche io il libro di Cracco..in settimana voglio provare a farla poi semmai ti faccio sapere :-))

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dai Monica, prova anche tu, sono proprio curiosa e poi fammi sapere ;)

      Elimina
  3. Grande Mari mi piaci parecchio incaz...... così..... quando ce va ce vole
    anche io ho il suo libro me l'ha regalato mio marito ma per adesso nn mi sono cimentata e devo dirrti che la crostata di limone ispirava anche me!
    Secondo me mancano degli ingredienti. Ne vogliano fare troppe questi chef......
    Provero' a farla anche io e poi ti dico
    un abbraccio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Ilaria! Eh sì, ero proprio inc... perché di uno così ci si fida e poi non ho tempo da perdere! Se provi anche tu poi fammi sapere! Baci!

      Elimina
  4. Bellissima la tua lettera...io la penso esattamente come mia sorella.
    Un bacione

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Elisabetta anche per il tuo supporto, mi fa piacere :)
      Baci!

      Elimina
  5. interessante la tua lettere..classico esempio di critica costruttiva. mi piacerebbe conoscere la risposta.la torta mi ispira assai ma non ha senso comprare il libro se poi dobiamo correggere la ricetta

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Lucy, grazie! Hai proprio ragione. C'erano altre mille crostate o dolci che avrei potuto fare sabato e che certamente mi sarebbero riusciti perfettamente. Questa mi ispirava ma è stata un flop!

      Elimina
  6. Beh! ovviamente non posso dire nulla sulla tua crostata perchè non riesco ad assaggiarla, ma mi fido se dice che era immangiabile... peccato perchè dalla foto non era male, anche se la crema era morbida secondo me non doveva essere malvagia!!!!
    Come pure mi piacerebbe che Cracco la leggesse!!!!
    Comunque tu riprovaci mettendoci del tuo e sono certa che ti verrà a meraviglia!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non è che fosse proprio immangiabile, a me non è piaciuto il sapore ma quello ci può anche stare, è questione di gusti. Il problema riguarda piuttosto la consistenza perchè se si segue una ricetta di Cracco semplicemente ci si aspetta il risultato che lui ha promesso anche attraverso la foto che illustra la ricetta. E ci si aspetta pure che la ricetta sia spiegata come si deve, in maniera precisa.
      Ciao e grazie :)

      Elimina
  7. io di solito nella crema al limone ci metto anche farina o fecola, sennò come fa a solidificarsi... ???

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Barbara! Io ho pensato che erano i tuorli e lo zucchero a farla rapprendere, ma non sono una grande esperta e ovviamente mi sono fidata di Cracco. Grazie per la tua visita e il tuo parere :)

      Elimina
  8. Spero che Cracco passi di qua e legga.
    Odio i libri di cucina improvvisati e che costringono a buttare un sacco di roba :-(

    Grazie per la tua sperimentazione!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te per il tuo parere! Anch' io li odio i libri improvvisati, soprattutto perché si spacciano per qualcosa che non sono. E oltre alla roba si butta pure via un sacco di tempo!

      Elimina
  9. come sai, perchè ne abbiamo già parlato, per me in un blog di cucina la parte fondamentale è la ricetta. figuriamoci in un blog. a me Cracco piace molto, come personaggio e per quello che dice quando lo sento parlare. me lo sposerei domani. ma è altrettanto vero che se le sue ricette non sono alla sua altezza, allora il libro non è da comprare. non sarebbe la prima volta, d'altronde, che un grande chef scrive un libro che poi non si riesce a mettere in pratica. hai i libri di montersino? no perchè io ne ho uno, ma anche lui dà delle dosi della miseria! in casa siamo in due, e per golosi che siamo, devo sempre fare un sacco di proporzioni per cucinare. e per fortuna che a me la matematica piace pure! un bacino mia cara, e alla prossima! sere

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Sere! Anche a me Cracco piace molto ma qui veramente non mi è piaciuto, non so se ci sono problemi anche con altre ricette del suo libro, per ora io ho provato solo questa e il punto non è tanto la quantità delle dosi, che si possono sempre ridurre in proporzione, ma il fatto che non sono proporzionate quelle della frolla con quelle della crema e che il risultato della crema non è quello che risulta dalla foto e che comunque, più in generale, ci siano delle imprecisioni e delle omissioni importanti nella spiegazione. Rispetto a Montersino credo che quest'ultimo, a parte le dosi, per lo meno sia preciso.
      Con questo libro ho avuto l'impressione che Cracco abbia voluto cavalcare l'onda della notorietà senza però curarne come si deve i contenuti.
      Baci!

      Elimina
  10. io gli scriverei al ristorante, comunque non è il primo spesso non scrivono loro i libri di proprio pugno ma affidano il lavoro a qualcun altro che poi ricontrolla qualcun altro, sai quanti libri di cucina ho buttato via ....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Günther! E' molto probabile che lui si sia affidato a qualcuno per la stesura del libro. Però il nome in copertina è il suo e tante persone sono state spinte a comprarlo per quel motivo, quindi è una sua responsabilità quella di ricontrollare e verificare che sia riportato tutto correttamente.

      Elimina
  11. Ho un dono per te passa domani sul mio blog ma anche se non accetti confermami che questo messaggio ti è giunto ciaooo

    RispondiElimina
  12. PS.
    Ieri nella fretta di lasciarti il messaggio di passare da me domani ovvero oggi, non avevo letto tutta la lettera a Cracco. Anche a me come chef piace ed ho anche letto il suo libro ma non il reparto dolci non potendo godere dello zucchero non va per me questi sono banditi.
    Io posso dirti solo una cosa che mi ha detto un amica che ha un sito molto importante e trattando cucina conosce personalmente quadi tutti questi chef e che le danno l'ok di pubblicare loro ricette ovviamente con tanto di racconto su loro.....mi disse che proprio "lui" nel dare ricette non dice mai la verità è una sua deformazione e quindi non mi meraviglia che le dosi siano errate...voglio pensare che non è fatto apposta ma....anche la ricetta dell'uovo marinato rispetto alle quantità per farlo date sulla LA7, la trovi sul web ed anche su questo sito dell'amico se lo vuoi te lo passo in privato, le dosi sono completamente diverse. Io ne ho provate tre e non vanno bene ce sempre qualcosa di troppo o manca. L'unico uovo OK. anche nel libro è quello del tuorlo fritto che per diventare cosi si lascia coperto di pane gratuggiato sotto e sopra in frigo per ore io consiglio 3.
    So che ha un indirizzo email mi sembra su LeiWeb tu che l'hai provata io riporterei il tuo scritto pari patta li visto che l'hai provato.
    Un abbraccio e ciaoooo buona giornata

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma grazie Edvige per il tuo prezioso contributo! Per dir la verità io non ho pensato che fosse in mala fede (e spero proprio che non sia così). Ho solo pensato che ci sia stata un po' di superficialità nell'illustrare questa ricetta e poi non so se lo stesso problema si riscontra anche in altre. Ma anche se fosse solo superficialità e anche se fosse solo questa ricetta per me è sufficiente per rimanere delusa. Non ho ancora provato a fare il tuorlo marinato, ma se mi dici che le cose stanno così ci rinuncio volentieri mentro prima o poi proverò con quello fritto che ho visto fare da lui e mi ha sempre ispirato.
      Ciao e grazie!

      Elimina
    2. Ripeto, l'uovo fritto l'ho fatto è va bene. D'altra parte qui non esistono pesi e misure.....ho letto il commento di Ale è perfetto sei bravissima un libro lo dovresti scrivere tu. Ciaooo buona fine settimana.

      Elimina
    3. Ma grazie Edvige! Buon fine settimana anche a te :)

      Elimina
  13. Cara Mai, grazie.
    Grazie per questo post, in una giornata di merda veramente sei riuscita a strapparmi un sorriso e a rinfrancarmi un po’.
    Il tuo post è fantastico, questo è cucinare veramente, altro che Cracco. Che io ammiro sì, è sicuramente un grande Chef, ma questo non lo ha evidentemente salvato dal pubblicare un libro di ricette che evidentemente almeno per questa crostata non ha funzionato.
    Fai bene ad incavolarti, lo sarei anch’io. Soprattutto se pensi che è inutile dare delle dosi da laboratorio di pasticceria in un libro destinato ad un pubblico di non professionisti, che si dilettano in cucina, sono bravi, ma non devono sfamare un esercito.
    Ti vedrei benissimo nel gruppo dello Starbooks, sei competente e senza peli sulla lingua. Fantastica.
    Un bacione!!
    Francy

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara Francy, la cosa più bella che hai detto su questo post è che ti ha strappato un sorriso in una giornata no :)))
      I tuoi complimenti mi fanno un enorme piacere e sono contenta che tu abbia colto esattamente il punto. Io faccio parte di quel pubblico di non professionisti a cui dovrebbe essere destinato il libro, non mi trovo in una cucina di un grande ristorante, non devo sfamare un esercito e mi aspetto da un libro nato per insegnare a cucinare (così l'ha definito lui stesso) un minimo di precisione. E ti dirò di più, non richiedo nemmeno che le ricette siano semplici, possono anche essere complicate, però pretendo almeno che riescano!
      Ciao cara, grazie e un bacione!

      Elimina
  14. lo Starbooks è nato giusto in una giornata così. Di fronte all'ennesima prova che non corrispondeva alla foto della ricetta, alle ennesime dosi sbagliate, agli ennesimi punti salienti rimasti nella tastiera del redattore- e al primo moto di orgoglio, che ha spazzato via la frustrazione e la desolazione delle volte precedenti, per farmi smettere di pensare che non ero io quella che non andava.

    Ho smesso di comprar libri italiani contemporanei da qualche anno, proprio per questo motivo. Le rare eccezioni (vedi quello di Moreno Cedroni, chef per altro amatissimo, sotto ogni aspetto) non hanno fatto che confermarmi nel mio proposito: purtroppo, in Italia, il manuale di cucina non è concepito come uno strumento per imparare a cucinare, a dispetto della sua natura e dei suoi autori.

    Eppure, nessuno lo dice: le uniche recensioni negative che leggo sui libri di cucina partono dallo starbooks. altrove, son solo peana.
    fino ad oggi, almeno :-)
    e questo tuo post mi conferma un po' di cose: la prima, è che tu sei davvero brava. Altrimenti, col cavolo che avresti potuto tener testa in modo così puntuale a tutte le omisisoni del libro. La seconda, è che hai il coraggio delle tue opinioni. Altrimenti, non ci sarebbe stato questo post. Due qualità che si tendono a dar per scontate, ma che invece son sempre più rare, prese singolarmente. Insieme, è roba da wwf.
    Chapeau
    ale

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Ale! Non sai quanto piacere mi faccia questo tuo commento :)
      "Gli ennesimi punti salienti rimasti nella tastiera del redattore" è un'immagine che spiega tutto ed è proprio la sensazione che ho avuto io davanti a questo libro. Ma che mi frega che mi si dicano banalità del tipo che la frolla serve per fare le crostate e che se voglio la posso congelare se poi non mi si indicano cose essenziali come le misure dello stampo?
      Hai detto bene, anche per me è stato un moto di orgoglio ciò che mi ha fatto riporre il mestolo e le presine per mettermi davanti alla tastiera nella convinzione di non essere io, come hai detto tu, quella che non andava.
      Mi sa che hai ragione sui libri italiani contemporanei e sui manuali di cucina.
      Ti ringrazio tantissimo per i complimenti, che se anche mi imbarazzano un po' fanno un enorme piacere :))

      Elimina
  15. Guarda Mari, so di essere assentissima sulla blogsfera (lo sono anche sul mio blog!) per via del lavoro che mi lascia davvero poco tempo libero e di una connessione ballerina da casa, che si interrompe ogni due per tre.
    Il tuo blog però è uno dei pochi che leggo, anche se purtroppo saltuariamente per i motivi di cui sopra, molto volentieri perché ritengo che tu abbia bravura, fantasia e creatività da vendere.
    Per questo mi fido ciecamente del tuo giudizio: la ricetta ha sicuramente più di una pecca e tu hai messo puntualmente il dito sulle piaghe.

    Mi auguro di tutto cuore che il Sig. Cracco passi da qui, perché sarà anche un bravo chef, ma si rovina la reputazione a mettere la sua firma su libri del genere.

    Un abbraccio. :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mapi cara, ma quanto contenta mi fanno le tue parole! Perchè ti stimo tantissimo e ti seguo sempre e penso che sei una delle poche che di cucina ne capisce davvero. Quindi non ti preoccupare se sei un po' assente dalla blogsfera perchè sei così brava che ti si segue sempre.
      E grazie per la fiducia :)))

      Elimina
  16. ma quanto mi piacerebbe che il sig.cracco leggesse il tuo illuminante blog! al contrario di te non amo particolarmente questo signore che giudico troppo saccente ed arrogante. indubbiamente è un grande chef e se dovesse saltar fuori che il libro non è proprio tutta farina del suo sacco sarebbe imbarazzante ma se invece dovesse essere proprio lui l'artefice del tutto, bè, farebbe proprio una pessima figura !!!complimentissimi per il tuo blog!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma grazie!
      Hai ragione, in entrambi i casi non ne esce molto bene... sia che l'abbia curato completamente lui questo libro (ma non credo) perchè allora vorrebbe dire che o è in male fede (e sarebbe allucinante) oppure che non è all'altezza. E se non è tutta farina del suo sacco veramente non sarebbe più credibile.
      Grazie mille per la tua opinione!

      Elimina
  17. Cavolacci...! ho comprato il libro di Cracco e ricordo che la crostata al limone mi attirava parecchio.... ma la tua puntualissima cronistoria mi ha fatto cambiare idea e capire che (forse ? ma mica tanto....) anche questo libro è fatto coi piedi e con approssimazione, alla faccia del bel (e bravo) Carlo.
    Con questo inquietante episodio sai con che fiducia che si leggono tutte le altre ricette.... !
    Non capirò mai cosa costa conclamare a chiare lettere il diametro dello stampo, visto che poi tutti sono d'accordo che la pasticceria è una scienza ESATTA !
    Maria Chiara

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Maria Chiara! Io non sono molto esperta di pasticceria però quello che dici, sul fatto che dovrebbe essere una scienza esatta, l'ho sentito dire. Ma di esatto in questa ricetta ti assicuro che c'è ben poco.
      Comunque prova a farla questa crostata. Così poi mi dai anche la tua opinione.
      Grazie mille per il tuo commento :)

      Elimina
  18. WOW! Sarei curiosa di leggere la risposta! Io adoro le crostate al limone e sono alla costante ricerca della ricetta perfetta... Ne ho provate davvero tante e (a occhio) nella crema ci sono troppi tuorli e manca quella quantità minima di maizena che l'avrebbe fatta addensare...
    Buona giornata, Sarah

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Sarah, il tuo commento è prezioso e le tue parole mi rinfrancano, perchè se ne hai provate molte di crostate al limone certamente sarai un'esperta in materia e se mi dici che era difficile che la crema prendesse la consistenza della foto con questi ingredienti e queste dosi...beh...allora vuol dire che non mi sono sbagliata.
      Ciao e grazie!

      Elimina
  19. Ciao Mari!
    Ho anche io il libro di Cracco e...mi trovi pienamente d'accordo!
    Per ora, dopo averlo letto e riletto, ho provato soltanto una ricetta, il vitel tonné, che è venuta bene però..per esempio per la salsa tonnata, dà dosi esagerate...e ad una persona alle prime armi, come giustamente scrivi, magari non salta all'occhio che dovrebbe ridurre un po' le quantità :)
    insomma...'sto libro è fatto un po' a capocchia :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Milena, vabbè dai, allora a parte le dosi un po' esagerate allora almeno il vitello tonnato è riuscito! Mi fa piacere, proverò anch'io allora.
      Comunque hai detto bene, viene voglia di sfogliarlo e risfogliarlo questo libro, però essendo un libro di cucina, con la pretesa pure di voler insegnare a cucinare, dovrebbe far venire voglia soprattutto di provare tutte le ricette. Cosa che con me non è successa perchè mi sono arenata, molto delusa, alla prima.
      Ciao e grazie per il tuo parere!

      Elimina
  20. ciao mari, non conoscevo ancora il tuo blog, ma le mie amiche starbookers mi hanno fortunatamente indirizzata qui :)
    fantastico questo tuo post, bravissima! anch'io spero che mr. cracco passi di qui, ma non ci conterei troppo... l'altro giorno ho sfogliato il libro in libreria, ma poi mi sono detta "naaaaah, lasciamo perdere!"
    un abbraccio e a presto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Cristina! Ho avuto una invasione di starbookers per questo post ;) cosa che ovviamente mi fa un piacere enorme!
      Guarda, mi ha fatto talmente incavolare mr. cracco, che non ne hai un'idea! Comunque mi complimento, sei stata più lungimirante di me con il suo libro, io mi sono fatta fregare dalla faccia in copertina (anche se in quella foto non è venuto nemmeno particolarmente bene) ma soprattutto dal nome.
      Ciao e grazie!

      Elimina
  21. ciao, mi piace la schiettezza e la sincerità con cui hai scritto questo post e ti ringrazio! solitamente non eseguo ricette di grandi chef ma cerco più che posso di inventarmi quasi tutto...da oggi sono una tua nuova lettrice, passa a trovarmi quando vuoi...
    www.dolcementeinventando.com

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Ale, grazie mille a te! Fai bene ad affidarti esclusivamente alla tua fantasia e alle tue capacità per le tue ricette, chi fa da sè fa per tre. Anch'io di solito invento, è quello che mi piace di più fare in cucina, ma in questa occasione ho voluto provare ad eseguire la ricetta di un grande chef e il risultato si è visto!
      Passo subito da te!

      Elimina
  22. Sono finito in questa pagina per vedere se qualcuno era riuscito a fare la benedetta lemon cake di Cracco. Confermo che seguendo alla lettera la ricetta del libro la torta non riesce (ma la cosa non mi ha sorpreso, era evidedente dalle dosi): la pasta frolla non "lega" e non cuoce in soli 10 minuti, la crema non si rassoda.
    Alla fine sono riuscito a renderla commestile correggendo dosi e tempi di cottura.
    Molto meglio seguire il suo caro amico inglese Hetson
    http://www.mycookinghut.com/2012/10/20/heston-blumenthals-lemon-tart-recipe/
    lui si che e' precissimo nelle spiegazioni.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille! mi fa molto piacere il tuo parere! aspettavo proprio l‘opinione di qualcun‘altro che aveva provato a farla e il fatto che anche tu abbia avuto i miei stessi problemi con questa crostata non fa che rafforzare l‘idea che mi ero fatta.

      Elimina
    2. Sono riuscito ad avere una consistenza molto buona della crema piu' o meno con gli stessi ingredienti e quantita', il trucco sta nella preparazione (nella ricetta di Heston Blumenthals e' spiegato bene): crema a 62 gradi a bagno maria e poi in forno con la frolla fino a che non raggiunge i 70.. provare per credere, perfetta.

      Elimina
    3. Bene, abbiamo avuto un'ulteriore conferma che l'amico Cracco con questa ricetta ha "toppato" di brutto...
      Grazie!

      Elimina
  23. Carissima Mari, peccato che non abbia letto questa tua lettera prima.....oggi mi sono messo a fare questa crostata...la pasta frolla è venuta buonissima anche se per stenderla si attaccava troppo al mattarello.. ( ho fatto la dose da 500 g di farina) ma la crema.....uno schifo assoluto, mi ha fatto sprecare 10-11 uova per una crema che sa di morte. Ora provo a buttarci dentro farina fecola e quintali di zucchero perchè è liquida in modo assurdo e ripeto: fa vomitare. Mia sorella tornando dal lavoro, ha voluto affondare il dito nella crema, e all'assaggio è corsa in bagno a sputare tutto. Una tragedia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Roberto! allora è proprio vero che il sapore di questa crema è un po‘ strano e che la consistenza proprio non è come dovrebbe essere, o almeno come ci vogliono far credere che dovrebbe essere. Grazie per aver condiviso la tua esperienza, evidentemente negativa come la mia!

      Elimina
    2. Grazie a te! ahahah credevo di essere l'unico, ma evidentemente c'è uno sbaglio nella ricetta o Cracco mangiando troppo scalogno si è rovinato il palato. Per fortuna sono riuscito a salvarla rimettendola a bollire aggiungendo latte, fecola di patate, vaniglina e zucchero....

      Elimina
    3. Hai ragione! probabilmente è proprio colpa dello scalogno :)

      Elimina
  24. Ciao :) Arrivo dal blog di Luna (Pizza, fichi e zighini) dove ho letto un commento che riportava il tuo link, si parlava di Cracco... incuriosita, eccomi qui. Ho il libro di Cracco e mi sta piacendo molto, lo trovo chiaro e interessante, finora ho però provato a fare solo il tuorlo d'uovo croccante (nessun problema). Avevo notato la crostata e l'ho anche segnata con un "da fare presto"... ma poi non c'è stato tempo. Comunque spesso capita che le ricette, nei libri, siano sballate... e che nervi, ti capisco benissimo... mi è capitato diverse volte in passato.. Grazie per averne parlato, se dovessi farla studierò bene dosi e tempi... Baci e buona serata :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Valentina :) piacere di conoscerti! Anche a me, come dicevo, il libro di Cracco a una prima lettura è piaciuto molto e l'ho trovato ricco di spunti e suggerimenti interessanti. Il punto però è un altro e cioè è capire che cosa si pretende da un libro di quel genere, se una lettura piacevole ricca di argomenti culinari con storie e anedotti sullo chef, peraltro simpatico e avvenente, e allora non si rimane delusi, oppure un manuale di cucina, con le ricette ben spiegate, cosa che sicuramente per me non è. Il libro si propone come una guida per imparare a cucinare e sinceramente non ho riscontrato che fosse quello che prometteva di essere. Quindi concordo con te se lo definisci un libro interessante, sono però in disaccordo se ne parli come di un libro chiaro, perchè per me tutto è tranne che chiaro nella spiegazione delle ricette. Il fatto che poi certe ricette riescano bene, ringraziamo il cielo, ci mancherebbe pure che non ne riesca nemmeno una ;)
      Ciao e a presto!

      Elimina
  25. Ciao, sono arrivato su questo blog proprio cercando una spiegazione alla mia crema super liquida, realizzata seguendo pedissequamente la ricetta di Cracco (naturalmente sul suo libro, che ho comprato). Mi ero molto depresso perché ho pensato :"sarò io che sono incapace", ma mi sembra chiaro che la ricetta è sbagliata. Ho dovuto aggiungere un tuorlo per fare la pasta frolla e la crema è assolutamente liquida, senza nessuna possibilità di rapprendersi. Volevo dirvi che segnalerò quanto prima questa pagina all'account di Twitter di Cracco. Sarebbe serio da parte sua rispondere.
    Finisco dicendo che libri di ricette con ricette sbagliate o non precise mi sembrano proprio una cosa poco seria, al limite della frode, visto che comunque abbiamo pagato per un libro che è inesatto se non sbagliato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quello che hai pensato tu è la stessa cosa che ho pensato io inizialmente “sono io che sono incapace“ . Ma poi un moto di orgoglio mi ha spinto a rendere pubblico questo insuccesso e i tanti pareri come il tuo mi hanno convinto che questa ricetta (non voglio dire il libro) fosse incompleta o mal spiegata. Grazie mille!

      Elimina
  26. Stavo girando un po' sul tuo blog e sono capitata su questo post che ho letto con interesse perché è una critica costruttiva e sarebbe bello che si potesse avere un confronto con il diretto interessato.
    Se posso vorrei dissentire su alcuni punti :)
    Io ho provato questa ricetta (con la mia frolla però) e a me la crema è venuta. Sì il gusto è molto intenso, sa quasi di formaggio ed è particolarmente acida, ma perché è una specie di cagliata, quindi è normale ottenere questo sapore. Ovviamente si tratta di gusti personali ;) Secondo me ci sono da considerare alcuni particolari nella preparazione: prima di tutto nelle cucine professionali usano gli abbattitori di temperatura per raffreddare in fretta, mentre a casa si usa prima la temperatura ambiente dopodiché il frigo. Ecco secondo me avrebbe dovuto specificare come far raffreddare a casa, senza particolari attrezzature: personalmente ho fatto raffreddare a temperatura ambiente e poi ho passato qualche minuto nel freezer, per poi lasciare un po' in frigo.
    Premesso che secondo me l'intento di questo libro da parte dello chef era un altro (e ne ho parlato qualche tempo fa nel mio blog) e la scelta di parlare di scuola di cucina con relativo sottotitolo è una trovata di marketing, pur rendendomi conto che lui ha messo la firma e doveva dissentire in caso di parere contrario, credo che sarebbe servita una persona alle prime armi che lo seguisse nella stesura del libro. Mi spiego meglio. Il fatto che gli chef non vogliano svelare i loro segreti, secondo quanto detto da molti nei commenti, perdonatemi ma è un luogo comune che trovo piuttosto assurdo: facendo questo lavoro per anni, si imparano meccanicamente delle cose, si acquisiscono e diventano parte del proprio bagaglio, tanto da darle per scontate. Uno chef che non dice alcuni particolari ha solo il limite di non rendersene conto, non è che ha paura di svelare trucchetti: una persona alle prime armi gli avrebbe potuto dire "ferma ferma, ma questo passaggio qui secondo me dovresti spiegarlo meglio perché io non lo capisco". Il sottotitolo "imparare a cucinare in 60 ricette" credo sia fuorviante perché non si impara a cucinare replicando delle ricette, ma attraverso l'acquisizione di basi, attraverso l'esperienza, però non entro nel merito delle scelte editoriali perché non ne so nulla. Rimane il fatto che al di là delle ricette, che possono venire o meno, che possono piacere o no, ci sono una serie di suggerimenti utili che possono davvero aiutare in cucina. Forse è un libro incompleto e fuoriviante nel titolo, ma non con ricette sbagliate, questo non credo. Secondo me poi, ma questo è un parere assolutamente personale, la pasticceria è tutt'altro che una scienza esatta, perché a parte che ci sono mille varianti della stessa ricetta, ma poi entrano in gioco tutta una serie di fattori che contribuiscono alla riuscita delle ricette e questo non me lo leverà mai nessuno dalla testa :P
    Scusami ho scritto un papiro, ma è così bello confrontarsi che mi faccio sempre trasportare ;)
    Un abbraccio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E ti pare che non dimenticavo un pezzo :P
      Sul procedimento.
      Credo che tempi e temperature, in certi casi (perché ovviamente quando si tratta di temperaggio del cioccolato la temperatura è quella), possano essere indicate ma poi variano in base alle attrezzature e al luogo dove si esegue la ricetta. Ricordo che quando andavo a scuola c'erano ricette che mi venivano alla perfezione e poi a casa venivano meno bene, perché magari avevo il forno che doveva essere regolato diversamente, c'era un'umidità diversa ecc. Per questa crema (la butto lì eh) secondo me bisogna andare un po' a intuito e a occhio: più che fuochi e temperature avrebbe dovuto indicare concretamente l'aspetto che doveva assumere la crema a un certo punto per decidere di spegnere il fuoco.
      Riscusami :)

      Elimina
    2. Ciao Elisa grazie mille per il tuo contributo, anche a me piace il confronto e questo post alla fine l'ho scritto, oltre che sull'onda dell'arrabbiatura, proprio anche per confrontarmi con qualcun altro.
      Mi fa piacere che anche tu sia giunta alle mie stesse conclusioni. Io non ho mai detto né mai creduto che le ricette fossero riportate sbagliate volutamente (anche se qualcuno lo ha scritto nei commenti). Ho solo pensato che il libro fosse un prodotto diverso da quello che voleva far credere di essere e, come hai detto tu, che il titolo e tutto il resto sia una operazione di marketing.
      Il problema è che il lettore attratto da questo libro è inevitabilmente una persona appassionata di cucina (non per forza un esperto o un professionista del settore) e se certamente si ritrova con una lettura piacevole e, come ho detto in più occasioni, anche con dei trucchi e delle dritte interessanti, alla fine non ha comprato quello che credeva di comprare, ovvero un manuale di cucina.
      La ricetta della crostata non è che sia sbagliata, è semplicemente mal spiegata e questo non è ammissibile, perchè non si ritrova scritta sul calendario Paneangeli ma su un libro che, fino a prova contraria, dovrebbe esser stato scritto da uno dei più grandi chef italiani. Ci arrivo anch'io che se metto la crema nel freezer per abbattere la temperatura la crema si addensa (che poi anche la mia si era addensata, ma non al punto di assomigliare a quella della foto). Ma nel libro non c'è scritto e questo per me è un motivo valido per non farlo. E il fatto che forse lo abbia dato per scontato non è, a parer mio, una giustificazione a sua discolpa (per non parlare di tutte le altre piccole omissioni).
      Per concludere, io non voglio dire che chi compra questo libro sia così ingenuo da credere che imparerà a cucinare però penso che almeno una cosa sia dovuta al lettore e cioè che se gli viene in mente di provare a preparare una ricetta non si ritrovi a dover fare i conti con un completo fallimento (e mi pare di non essere l'unica a cui sia capitato).
      Per quanto riguarda il sapore, anche qui siamo d'accordo, è questione di gusti. A me personalmente non è piaciuta.
      Ciao e grazie, mi ha fatto molto piacere :)

      Elimina
  27. Ciao, mi chiamo Alessandro, intervengo nella discussione in quanto anche io mi diletto in cucina ed ho provato la ricetta di Cracco sulla crostata al limone... Che dire! dopo aver sprecato uova farina e limoni e tempo, la ricetta non è riuscita, come a tutti la crema è risultata liquida e solo dopo ore di frigorifero si teneva appena insieme... è evidente dalla foto che ha pubblicato nel libro, che ha dimenticato di inserire tra gli ingredienti una qualche tipo di gelatina o addensante per la crema. Avevo provato già un'altra ricetta del libro: la crema di castagne affumicate, lenticchie e frutto della passione; sarà stata la mia inesperienza, ma ho seguito passo passo la ricetta e il risultato è stato abbastanza deludente... che dire, la trovo una presa in giro, anche perché si spaccia per libro con "lezioni di cucina" ed ha un tono di guida semplice e per chi vuole fare "il figo" con qualche ricetta semplice, ma dal gusto da grande piatto...
    Ciao a tutte

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Alessandro, grazie per essere intervenuto nella discussione!
      Non fai che confermare la mia opinione. Io non avevo intenzione di criticare Cracco, che tra l'altro mi piace, né il suo libro, che sotto certi aspetti è un buon prodotto; volevo solo evidenziare che il titolo trae in inganno. La maggior parte delle persone che hanno comprato questo libro, pur essendo appassionate di cucina (altrimenti si sarebbero orientate su un altro genere), non sono esperti del settore o professionisti ma semplicemente persone che nella vita fanno altro e che per hobby si mettono ai fornelli. A queste persone non si possono proporre ricette da interpretare, è necessario invece spiegare dettagliatamente tutti i passaggi, altrimenti le ricette non riescono. E se le ricette non riescono che senso ha aver comprato il libro? Certo, ci sono consigli interessanti da parte dello chef, alcuni per dir la verità, per chi ne sa un po' di cucina, anche un po' banali, tipo che le spezie vanno consumate fresche (ma va?) oppure che per la tartare è molto importante la qualità della carne che non deve essere troppo grassa, che quando avanza un po' di risotto si può riutilizzare facendo gli arancini, che la prima regola quando si prepara il pesce crudo è squamarlo, etc. etc.
      Insomma, con i suoi consigli Cracco dà per scontato che chi lo legge sia una persona che non ne capisce niente di cucina ma poi quando spiega una ricetta è come se desse per scontato che siano tutti dei grandi cuochi.
      Forse l'ho già detto, è chiaro che da questo libro non ci si può aspettare di imparare a cucinare, è intuibile che il titolo probabilmente è pretenzioso (nessuno può pensare di imparare a cucinare in sessanta ricette) però è anche vero che per prima cosa si tratta di un libro di ricette e in secondo luogo di un libro di ricette chiaramente indirizzato anche a chi di cucina non ne capisce molto. Quindi le ricette non solo devono riuscire ma devono riuscire anche ai più inesperti e mi sembra di capire che nel caso della crostata al limone la ricetta non sia riuscita nemmeno a persone che di cucina un po' se ne intendono.
      Ciao e grazie!

      Elimina
  28. ciao, ho trovato il tuo post cercando su google 'ricetta crostata limone cracco'
    e ho rivissuto passo a passo la mia odissea: frolla incosistente (che ho dovuto correggere come hai fatto tu), crema che sa di uovo (a dire il vero non sono nemmeno riuscita a fare la crema) e infine pasta frolla avanzata che brucia nel forno mentre io smadonno al pc per cercare le dosi giuste di quella crema!

    ora mi sento un po' meglio...

    RispondiElimina
  29. Ciao!!! Anch'io mi sento un po' meglio :))) Mi sento sempre un po' meglio man mano che arrivano testimonianze come la tua che mi rincuorano dandomi ancora una volta conferma del fatto che non sono io la scema di turno, ma che semplicemente sono una delle innumerevoli vittime di un prodotto commerciale nato solo per far soldi.

    RispondiElimina
  30. Ho rifatto la crema 5 volte stando attento prima alle quantità, dopo ai tempi di cottura, poi alla consistenza del tuorlo e zucchero......ho cambiato anche la casseruola!....................Disperazione! Con questi post sono un pò piu serena.....ma la mia sfida non finisce qua!

    RispondiElimina
  31. ...............non sono solo io lo sconfitto! io non demordo....!

    RispondiElimina
  32. Tranquillo, non solo non sei il solo ma io direi che non sei neppure tu lo sconfitto! Sconfitto è chi ha scritto questo assurdo libro da cui non si riesce a ricavare nemmeno una ricetta decente. Dammi ascolto, non provarci più , è tempo perso :)
    E grazie per il tuo commento.

    RispondiElimina
  33. Their rarity has historically made fancy colored diamonds very highly prized
    weighed against colorless crystals normally connected with these
    gemstones. Earrings might be worn in any respect
    occasions and easily compliment both Indian and western outfits.
    Due towards the fact that people who're in need of those fashion jewelry buy in vast amounts, a great deal of selling conditions has also been come up with to let them have these things in great prices to comprehend their patronage in all fronts.

    My weblog: fisiere.debelea.com

    RispondiElimina
  34. Ciao, proprio oggi anch'io ho provato a cucinare la crostata al limone descritta nel libro di Cracco... e ho sicuramente eseguito il procedimento suggerito dallo chef, dal momento che il risultato è stato identico al tuo, ovvero una crema dal sapore strano (si sente troppo il sapore dell'uovo e troppo quello del limone, inoltre è troppo acida) e dosi bizzarre per la pasta frolla. Secondo me è troppo sbilanciato il rapporto tra quantità di farina e uovo: ci dev'essere meno farina e più uovo, altrimenti diventa troppo friabile e non si riesce a stendere. Forse servirebbe anche un po' di amido o di fecola per farla legare. Inoltre con quelle dosi a malapena si riesce a riempire uno stampo rotondo da 26 cm.
    Anche il procedimento per la crema ha qualcosa che non va; secondo me va cotta di più e anche le dosi sono sbagliate.
    Senza contare i tempi di cottura (ma quelli dipendono tantissimo dal forno): dieci minuti a 180° non cuocerebbero manco mezzo grammo di impasto, ci va quasi mezz'ora...

    Ho provato a eseguire altre ricette con più successo, come per esempio la crema di carote, le verdure all'olio... però le dosi vanno sempre un po' ritoccate ad occhio, altrimenti non vengono...

    Fammi sapere cosa ne pensi.

    Marco

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Marco! Ormai siamo in tanti ad aver avuto una brutta esperienza con questa crostata. Le tue considerazioni sono simili alle mie. Seguendo le dosi e il procedimento riportati nel libro non ne esce niente di buono, anzi...
      Io altre ricette non ne ho provate, ho sentito che qualcuna riesce meglio e qualcun'altra è un insuccesso assicurato, come quella della crostata, però credo che se le dosi debbano essere sempre ritoccate vuol dire che c'è qualcosa che non va, alla fin fine è un libro di ricette no?
      Grazie per la tua opinione!

      Elimina
  35. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  36. Sembra fatto apposta ma... indovinate?

    Anche io sono finito qui dopo una ricerca sulla torta di Cracco... e anche io ho fatto la stessa vostra esperienza!

    Questa torta è immangiabile... passi per la crema poco soda (che cmq dopo un bel po' di frigorifero si tiene un po' su) ma è proprio il gusto che non va... Troppe uova e troppo burro, è nauseante...

    Quello che non capisco è che, anche si dovesse cambiare procedimento, il sapore non può essere tanto diverso da come è venuto... per l'appunto pessimo!

    E' una presa in giro...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche a me il sapore della crema non è piaciuto, ma quello può essere un discorso di gusti (anche se tanti concordano con me e con te).
      Quello che non va bene assolutamente sono le dosi approssimative, la superficialità nella spiegazione e il risultato finale che è troppo diverso per aspetto e consistenza da quello che dovrebbe essere a giudicare dall'illustrazione.
      Sì, anch'io mi sono sentita presa in giro.
      Grazie per la visita!

      Elimina
  37. Buongiorno. mi chiamo Mario e sono di Pescara. ho fatto anche io la crostata al limone seguendo la ricetta di "se vuoi fare il figo..." e ovviamente è venuta come avete raccontato finora, sapore discutibile a parte, crema completamente liquida e torta da buttare (o da bere :D). allora ho scritto una mail a Carlo Cracco (indirizzata al suo ristorante) e mi è stato risposto in questo modo: "Buongiorno Mario. Purtroppo c’è stato un refuso nell’edizione che evidentemente ha lei dove non è stata inserito il passaggio della colla di pesce: Aggiungere 10 gr di colla di pesce reidratata alla fine della preparazione della crema una volta calda (altrimenti non si scioglie). Grazie ancora per la sua mail, ci faccia sapere come andrà!"
    direi che il mistero è stato svelato, ma sarei curioso di vedere se effettivamente ci sono edizioni del libro in cui è presente la colla di pesce nella ricetta. cmq apprezzo che mi abbia risposto, non ci speravo granchè. saluti a tutti.

    RispondiElimina
  38. Ma questa informazione che mi dai è davvero interessante. Se è così tutta la storia è ancora più assurda di quanto avessi immaginato. Saresti così gentile da rigirarmi la mail che ti hanno inviato al mio indirizzo lasagnapazza@gmail.com?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Inviata...lieto di esserti stato utile a svelare il giallo della crostata al limone! ;)

      Elimina
  39. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  40. Mi viene da piangere... ho fatto anche io la vostra fine oggi, peccato non essere capitata in questo blog prima... ma non è possibile dai! Stessi identici problemi... e adesso come si fa? Si butta tutto? Aggiustando di qui e di là sembra quasi una torta umana all'aspetto, però non posso né tagliarla né assaggiarla perché devo portarla da amici... Chissà se vale l'antico adagio per cui mal comune è mezzo gaudio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Federica! Purtroppo il detto mal comune mezzo gaudio non è molto consolatorio in questo caso... però sapere che siamo in tanti ci fa capire che l‘insuccesso non è dipeso da noi ma dal libro :) ciao e grazie!

      Elimina
  41. Anch'io sono capitato qui dopo aver fatto la crostata al limone di Cracco e anche a me la crema è venuta liquida che faceva piangere. Mio padre ha detto che sembrava merda di gallina, mia madre che ci voleva la colla di pesce.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahah...benvenuto tra noi Andrea :) I tuoi hanno entrambi ragione!

      Elimina
  42. Per una crostata per la frolla bisogna dimezzare le dosi e poi aggiustare di burro.

    A me la crema con l'aiuto di mio fratello che fa il cuoco è venuta senza farina. Il limone è troppo, innanzi tutto sempre dimezzate le dosi, poi messi 30ml scarsi al posto dei 75 che sarebbero venuti dimezzando anche il limone.

    Dopo i 5 min a sobbollire bisogna, e dopo aver unito i tuorli e lo zucchero(che vanno mischiati assieme molto bene prima), bisogna bollire, far attaccare un po' a riprendere dai lati, poi finire col limone(abbiamo fatto 1 minuto a fiamma spenta).

    Mettendola poi in freezer è venuta.

    RispondiElimina
  43. https://lh3.googleusercontent.com/-cwDh8N_xqzA/UtBiPBCn2SI/AAAAAAAAAqw/WFqBwslBMwo/w811-h608-no/IMG_20140110_215440.jpg

    la crema in questo modo non viene liquida anche senza farina.

    poi sempre chiedendo a mio fratello ha detto che comunque nella foro originale sopra c'è aggiunto qualcosa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
  44. inoltre questo era il secondo tentativo, con la dose suggerita di limone, la crema è pessima.
    mentre devo dire che con queste dosi se si riesce a farla senza farina risulta leggerissima e molto buona.

    RispondiElimina
  45. https://lh4.googleusercontent.com/-GEIYakiiSu8/UtBiQgcpZ3I/AAAAAAAAArI/sZheUAXvZuc/w456-h608-no/IMG_20140110_220539.jpg

    qui il taglio.

    insomma la crema comunque è fattibile anche senza farina

    RispondiElimina
  46. Grazie Nello per il tuo parere! Quindi anche tu confermi che bisogna apportare delle modifiche alla ricetta originale per far venire una crema che assomigli un po' a quella illustrata dalla foto. E comunque Cracco non parla di passaggi in freezer e concordo con te che la quantità di limone era eccessiva. Insomma, per avere un buon risultato bisogna ingegnarsi un po' mentre un buon libro di ricette dovrebbe farti arrivare a un risultato perfetto seguendo passo passo la spiegazione. Comunque se clicchi sul link che ho messo alla fine della ricetta c'è un aggiornamento in cui spiego che loro stessi hanno ammesso l'errore.
    Grazie mille ancora, sei stato molto gentile :)

    RispondiElimina
  47. Ciao sono Sara ed è la prima volta che entro nel blog e Mari ti ho conosciuto tramite "motore di ricerca" proprio per vedere se oltre me ci fosse qualcuno che avesse provato questa ricetta.....perchè il mio risultato è stato pessimo. Ho eseguito tutti i passaggi descritti dal libro e nonostante tutto la frolla non si poteva lavorare e la crema liquida ed acidula..risultato? tempo perso, soldi sprecati e tanta delusione. Ho spulciato anche io un pò su internet ed i commenti sono stati molto simili ai nostri, con l'unica differenza che qualcuno a lavorato a crema il burro con le uova e poi aggiunto le farine e lo zucchero, io non essendo abituata a questa procedura ho usato il metodo classico ma mi si sbriciolava in mano, per la frolla quindi riproverò in questo modo, per la crema lascio stare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cia Sara! Purtroppo non c'è nessuno fin'ora che io sappia che sia riuscito ad ottenere un buon risultato da questa crostata seguendo passo passo le indicazioni riportate sul libro. Alcuni sono riusciti ad ottenere qualcosa ma solo dopo vari aggiustamenti e ciò secondo me, come ho avuto più volte occasione di dire, non è accettabile da un libro che si spaccia per una scuola di cucina. Grazie mille per il tuo contributo :)

      Elimina
  48. Scuste, ma avete letto la ricetta degli arancini siciliani?

    RispondiElimina
  49. Fatta oggi. Avevo il libro e mi incuriosiva. Poi ho letto il tuo post e mi sono convinta. Dovevo provare! La crema si è rassodata con la gelatina, ma il sapore proprio non è buono. Da non ripetere. Montersino tutta la vita per i dolci. A cracco lascio il salato... Grazie e ciaooooo!

    RispondiElimina