mercoledì 3 luglio 2013

ORZOTTO AL POMODORO CON FETA MARINATA E UNA NOVITÀ SULLA CROSTATA AL LIMONE DI CRACCO

 

Non più tardi di qualche giorno scrissi che inizialmente non ero assolutamente consapevole delle bellissime esperienze che questo strano mezzo di comunicazione e di condivisione che è il blog mi avrebbe portato a vivere. Mi riferivo alle tante nuove persone incontrate sul web che coltivano la mia stessa passione, alcune delle quali recentemente ho avuto l’occasione di conoscere di persona. Certo, devo ancora un po’ capire tante cose, non è come incontrarsi nella vita reale e pian piano scoprire di avere quel qualcosa in comune che ti porta ad approfondire la conoscenza. Qui si parte già da quel qualcosa in comune ancora prima di conoscersi e poi si fa fatica a capire se l’entusiasmo che senti di provare sia realmente ricambiato.
Comunque, ieri ho avuto modo di provare una nuova e grandissima soddisfazione sempre grazie a questo blog, che ormai sembra quasi vivere di vita propria. Avevo già avuto piacevolissime sorprese da parte di persone che in passato hanno lasciato commenti ad alcune mie ricette, segnalandomi le loro esperienze oppure ringraziandomi e comunicandomi di aver provato a fare qualche mio piatto.

Ogni volta che ciò succede mi fa sempre un enorme piacere, non tanto perché mi dà la sensazione di essere seguita, quanto perché il bello di aprire la propria cucina al mondo (e questa è un po’la sensazione che si prova portando avanti un foodblog) è quello di ritrovarsi a discutere della propria passione con chi in quella cucina ci è voluto entrare.

Mario mi ha scritto ieri a proposito della ormai famosa crostata al limone dello chef Cracco. Ha voluto condividere con me la sua esperienza, fallimentare come quella di tanti altri che mi hanno scritto dopo aver provato a farla. Ma lui è andato oltre. Non si è semplicemente limitato a raccontarmi che anche a lui, come a me, quella benedetta crostata non era riuscita, ma mi ha finalmente svelato il mistero che stava dietro a quell’insuccesso. Perché lui ha fatto una cosa che avevo inizialmente pensato di fare anch’io e cioè di scrivere allo chef chiedendo spiegazioni cosa che all’epoca non feci per due motivi: il primo è che ero talmente arrabbiata per quanto mi sentivo presa in giro che sarei partita con gli insulti e non mi sembrava carino e il secondo è che dubitavo fortemente che avrei avuto un riscontro. Mario invece ha scritto allo chef e ha avuto anche una risposta, che gentilmente mi ha rigirato.
È stato inoltre talmente disponibile da autorizzarmi a parlarne, cosa che ho deciso di fare per chiudere il capitolo iniziato qualche mese fa in quel freddo sabato pomeriggio invernale davanti a una crostata troppo liquida.

Ma quelle che seguono sono mie personalissime riflessioni. Mario non c’entra nulla, lui mi ha solo riportato la risposta che ha avuto, tra l’altro non dallo chef in persona ma da un suo collaboratore, e che vi riporto integralmente:

Buongiorno Mario
Purtroppo c’è stato un refuso nell’edizione che evidentemente ha lei dove non è stata inserito il passaggio della colla di pesce:
Aggiungere 10 gr di colla di pesce reidratata alla fine della preparazione della crema una volta calda (altrimenti non si scioglie).
Grazie ancora per la sua mail, ci faccia sapere come andrà!
Buona serata
Alessandro
Ristorante Cracco 

Bene, non so a voi, ma a me questa risposta mi ha fatto inczz… ancora di più. Perché ammettendo che ci voleva la colla di pesce hanno indirettamente anche ammesso che la crostata così come era spiegata non poteva riuscire. Ma va? Manco non ce ne fossimo accorti noi scemi che il libro non solo l’abbiamo comprato ma che anche abbiamo provato a metterlo in pratica. E poi mi ha disturbato la nonchalance con cui hanno ammesso l’errore. Come se si trattasse di una banalità, di uno “sbagliuccio” che può capitare. Ma stiamo scherzando? Un refuso del genere, tale da mandare all’aria la riuscita di una ricetta, in un libro che dovrebbe essere scritto da uno degli chef più bravi e famosi che abbiamo in Italia? Ma ci sarebbero quasi gli estremi per chiedere un risarcimento danni! E poi sarei proprio curiosa di vedere se è vero che nelle nuove edizioni sto benedetto passaggio dell colla di pesce l’hanno veramente aggiunto.
Per non parlare del fatto che poi io alla questione del refuso non ci credo, la ricetta, come tantissime altre dello stesso libro, secondo me è stata semplicemente scritta con molta superficialità. Ma fino a prova contraria su questo non posso dire niente.

Non è un caso che abbia deciso di raccontare questo episodio oggi con questo post dedicato allo Starbooks Redone, nato sulla scia dello Starbooks, bellissima rubrica ideata dalle amiche di MenuTuristico e che oggi vede schierata una squadra di ben dieci bravissime blogger, che quasi al completo una decina di giorni fa a Genova ho avuto anche il piacere di conoscere di persona in occasione della loro presentazione alla fiera di Genova ospitata da Città dell’Olio alla manifestazione Sapori da Sfogliare. Perché il bello di una rubrica come lo Starbooks è quello di potersi confrontare sulle ricette tratte dai libri di cucina provandole sul campo, seguendo alla lettera tutto il procedimento e gli ingredienti per poi tirare le somme. E per poi scoprire che non tutti i libri di cucina sono scritti con passione e con l’intento da parte dell’autore di far arrivare veramente nelle cucine dei propri lettori le proprie ricette.


Ma non voglio dilungarmi oltre. La ricetta che voglio proporre oggi è tratta da Jerusalem di Ottolenghi e Tamini, bellissimo libro di cui avevo già avuto modo di parlare brevemente qualche tempo fa quando provai a fare i falafel, che riuscirono talmente bene da lasciarmi entusiasta.

La ricetta di oggi è già stata testata da Cristina (conosciuta anche lei con mio grande piacere a Genova) del blog Vissi d’arte e di cucina e che di seguito riporto così come presa dal suo blog e con in rosso le mie variazioni e alla fine le mie considerazioni.



RISOTTO D’ORZO (ORZOTTO) CON FETA MARINATA
da Yotam Ottolenghi e Sami Tamimi - JERUSALEM


 ingredienti per 4 persone
200 g di orzo perlato
30 g di burro
90 ml di olio d'oliva
2 piccoli gambi di sedano, tagliati a dadini di 5 mm
2 piccoli scalogni, tagliati a dadini di 5 mm
                                  4 spicchi d'aglio 2 spicchi d’aglio tagliati a dadini di 2 mm
4 rametti di timo
mezzo cucchiaino di paprica affumicata
1 foglia d'alloro
4 strisce di scorza di limone
un quarto di cucchiaino di peperoncino tritato
400 g di pelati a pezzettoni
700 ml di brodo vegetale
300 ml di passata
1 cucchiaio ½ cucchiaio di semi di cumino
300 g 200 g di feta, spezzettata in pezzi da 2 cm circa
1 cucchiaio di origano fresco
sale

Sciacquate bene l'orzo con acqua fredda e lasciate sgocciolare.

Fate sciogliere il burro e due cucchiai di olio d'oliva in una padella capiente e soffriggete a fuoco basso i dadini di sedano, scalogno e aglio per circa 5 minuti o finché sono morbidi. Aggiungete l'orzo, il timo, la paprica, l'alloro, la scorza di limone, il peperoncino, i pelati, il brodo, la passata e mezzo cucchiaio di sale. Mescolate bene. Portate a bollore, poi riducete a fiamma bassissima e cuocete per 45 minuti, mescolando spesso per evitare che l'orzo si attacchi al fondo della padella. Trascorso questo tempo, l'orzo dovrebbe essere tenero e quasi tutto il liquido assorbito.

Nel frattempo tostate i semi di cumino in una padella antiaderente per un paio di minuti. Poi pestateli leggermente, lasciandone qualcuno intero. Aggiungete la feta insieme all'olio d'oliva restante e mescolate delicatamente.




Quando l'orzotto è pronto regolate di sale, suddividetelo in 4 ciotole e aggiungete la feta marinata con il suo olio, poi decorate con foglioline di origano fresco.


NOTE

  •  ho ridotto la quantità dell’aglio. Cristina ne ha usati due spicchi in camicia che poi ha tolto, a noi piace abbastanza quindi, come scritto nella ricetta, li ho aggiunti tritati agli altri ingredienti, però 4 spicchi mi sembravano eccessivi e così ne ho utilizzati solo due, ma questa è una questione di gusti
  • come suggerito da Cristina ho ridotto la quantità di feta e devo dire che 200 g erano più che sufficienti
  • ho ridotto la quantità di cumino, il sapore era molto intenso; l’idea di pestare i semi dopo averli tostati la riciclerò per tutte le preparazioni che prevedono l’utilizzo del cumino in polvere perché in questo modo è molto più profumato e saporito rispetto al cumino confezionato già in polvere
  •  del timo ho aggiunto solo le foglioline che non ho levato, alla fine ho tolto solo la foglia di alloro e la scorza di limone
  •  il brodo vegetale che ho usato era già stato salato quindi non ho aggiunto il mezzo cucchiaio di sale previsto
Ho trovato il risultato finale molto piacevole e ho scelto di riproporre questa ricetta proprio perché trovavo il piatto adatto per essere consumato anche d’estate e a temperatura ambiente, come se fosse una sorta di orzotto freddo.

Nel complesso il piatto è perfettamente riuscito, anche se per i miei gusti la quantità di alcuni ingredienti andrebbe rivista. Pur avendo ridotto la quantità di aglio, di cumino e di feta, assaggiando il risultato finale ho pensato che forse anche la quantità di pomodoro fosse eccessiva rispetto a quella dell’orzo. Se dovessi rifare la ricetta proverei a utilizzare solo i 400 g di pelati senza aggiungere anche i 300 ml di salsa di pomodoro ma aumentando leggermente la quantità di brodo, magari portandola a 800/900 ml, per mantenere la proporzione tra orzo e liquidi.
Come giustamente ha osservato Cristina, la scorza di limone in questo piatto è fondamentale, però, anche in questo caso, per i miei gusti la quantità indicata era eccessiva, io ne avrei messo due strisce anziché quattro.
Comunque nel complesso la ricetta è riuscita e il risultato è un orzotto molto profumato, speziato e particolare.

32 commenti:

  1. Guarda secondo me anche quella della colla di pesce è stata una cavolata inventata all'ultimo per evitare di ammettere che doveva entrare più nello specifico nella spiegazione, anche perché quella crema cagliata non prevede colla di pesce (che io sappia) e a me la ricetta è venuta, come ti avevo detto, prestando attenzione ad alcuni particolari. Boh mistero... Magari lui ci mette la colla di pesce ed è stato davvero un refuso editoriale ;)
    Un abbraccio
    p.s. ottimo l'orzotto!

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    1. Errata corrige (a proposito di refusi :P): "Guarda anche secondo me" :)

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    2. Qualunque sia la verità una cosa è certa: abbiamo avuto una conferma in più del fatto che il libro non è stato curato come avrebbe dovuto essere.
      Grazie Elisa e un bacione!

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  2. Ma allora pure la telepatia .........lo stesso piatto abbiamo cucinato Mari?
    Un bacione

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    1. Hai visto Ilaria? Veramente telepatiche :)
      Un bacione!

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  3. Ha un aspetto proprio appetitoso!!!

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  4. E' vero, quando le ricette non riescono è un a vera delusione, specialmente se si hanno aspettative , visto l'autore.
    Non conosco la ricetta in questione, ma adesso me la vado a leggere.
    Nessuna critica a questa ricetta, invece, che immagino perfettamente amalgamata negli aromi e nei sapori e poi la feta è un classico nella cucina estiva.
    Mi mancano ancora tante ricette dello Starbooks da provare!

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    1. E' proprio questo il punto Loredana! Basta soffermarsi sulla differenza tra "quella" ricetta e questa per capire che "quello" era un libro qualunque mascherato da manuale di cucina probabilmente per attirare più lettori mentre questo è realmente un libro di ricette.
      Sapessi quante ricette dello Stabooks vorrei provare io!
      Grazie!

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  5. Non ho parole per la risposta...mi viene voglia di scrivere per chiedere molte altre cose :-)

    Invece il tuo orzotto è perfetto!

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    1. Hai visto Stefania che razza di risposta?
      Sarebbe bello sommergerli di mail chiedendo spiegazioni :)
      Un bacione!

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  6. mmm non sono amante delle ricette fatte da grandi cuochi o pasticceri, solo perché mi piace utilizzare la creatività e la fantasia, ma questo è un altro discorso.
    Per quanto riguarda il refuso, lo trovo imperdonabile perché bisognerebbe riporre più attenzione prima di pubblicare un libro di questo tipo!
    Quanto al tuo orzotto, mi fa un a gola che non ti dico...
    Complimenti Mary, ti mando un abbraccio!

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    1. E' proprio questo il punto Ale...refuso o non refuso la questione è che chi ha comprato il libro e ha provato a fare la ricetta ha speso tempo e soldi inutilmente e questo solo perchè chi quel libro lo ha scritto lo ha fatto passare per un manuale di cucina invogliando un sacco di gente a comprarlo senza però curarne i contenuti affinchè fosse veramente un libro di ricette.
      Grazie e un bacione!

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  7. Ciao per Cracco se ricordo bene ti dissi che speravo tanto che qualcuno leggesse la tua giusta protesta io invece avevo scritto all'editore chiedendogli come mai stampasse ricettario il cui risultato era come un terno a lotto solo che quest'ultimo qualche volte esce solo perchè l'autore (?) è noto. Ovviamente nessuna risposta mi è pervenuta ma questo l'avevo già messo in conto. ^__^
    Per la ricetta, io adoro l'orzotto questa versione con la feta ecc deve essere molto buona ma farla solo perme :(( a maritozzo non piace l'orzotto, non la feta e men che meno il sapore del cumino ma ti dirò che forse quest'inverno per me sola la faccio ora la voglia di cucinare è poca e per se stessi ancora meno.
    Io mi sono fatta da sola il masala il cui ingrediente principale è il cumino e mi piace un sacco l'aggiungo nel mio piatto....
    Ciao cara un abbraccio e brava come sempre.

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    1. Ciao cara! In effetti nemmeno a me piace cucinare solo per me e quindi se capita semplicemente non cucino. Per fortuna mio marito mangia di tutto quindi il problema nemmeno si pone :)
      Addirittura il masala home made? Ma bravissima!
      Un bacione :)

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  8. ciao Mari
    bello questo post di 'sfogo' sulla torta e sui refusi (che a leggere lo Starbooks quel libro è tutto un refuso) però leggo che la tua ricetta è di un libro di Ottolenghi di cui mi sono innamorata semplicemente leggendo le ricette delle amiche Starbookers.
    La proverò anche io!
    Volevo inoltre darti la bella notizia: il contest per SIENA&STARS è stato riattivato!!! Quindi aspettiamo qualche tua meravigliosa proposta.
    Un abbraccio e speriamo di rivederci presto.

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    1. Sì Roberta, sembrerebbe proprio qa questo punto che il libro sia tutto un refuso :)
      Per quanto riguarda invece Ottolenghi credo proprio di essermene innamorata anch'io, le ricette sono una più bella dell'altra e riescono perfettamente.
      Allora che notizia mi dai sul contest! Faccio ripartire le rotelle :)
      Un abbraccione!

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  9. fantastica la tua crostata-di-cracco-il-ritorno!! la mia edizione e' la 14ma (feb 2013) e la colla di pesce la ghe' minga, come se dis a Milan... no comment, va', che e' meglio...
    grazie mille per aver riproposto l'orzotto di yotam, lui si' che e' una garanzia!
    il piacere di averti conosciuta e' tutto mio :)))
    un bacione e a presto!

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    1. Ahahah Cristina, grazie per aver controllato, se la colla di pesce la ghe' minga pure nella 14ma...hai ragione...no comment :)
      Ero rimasta incantata dal tuo orzotto e dovevo assolutamente provare a farlo e quale migliore occasione? Ottolenghi superstar :)
      Un bacione!

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  10. arrivo ora in questo blog da quello di Flavia

    mi iscrivo subito così seguo i tuoi esperimenti in cucina...quest'orzotto al pomodoro con la feta marinata mi ispira proprio!!!!

    ciao
    Silvia

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  11. Questa è l'ulteriore conferma della considerazione (negativa) che ho di Cracco, lui che spara giudizi negativissimi su tanti concorrenti (ma forse lo fa per esigenze di copione), e poi dà alle stampe un libro di ricette scritte chissà da chi e che lui si è ben guardato di leggere! Sarà belloccio, avrà begli occhi che a me sembrano più furbetti che belli, ma mi sembra poco serio e ancor meno credibile.
    Ma possiamo benissimo rifarci con un bel piatto di orzotto con feta marinata: questo sì che è buono! Buona estate

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    1. Guarda Andrea, sull'argomento ormai abbiamo detto in tanti molte cose e siamo più o meno tutti d'accordo e vedo che anche tu la pensi come tutti quanti noi. Il libro è un po' una presa in giro per chi, appassionato veramente di cucina, si ritrova a dover fare i conti con ricette buttate lì senza nessuna cura.
      L'orzotto è buonissimo :)
      Buona estate anche a te!

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    2. (io però il libro non l'ho comprato, ah ah ah!)

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    3. E hai fatto bene, sei stato più furbo di me ;)

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  12. Bella Mari. Ti ringrazio, post magnifico ed assolutamente sottoscrivibile. Il gentile collaboratore di Cracco definisce refuso la mancanza di un passaggio fondamentale per la riuscita della ricetta (ed è indubbio che sia fondamentale). Lui lo chiama refuso, io lo chiamo superficialità. Ma sul libro in questione sono già state spese molte parole e rischiamo di annoiarci a vicenda.
    Trovo invece questa ricetta della Cri, assolutamente affascinante e invogliante. Le tue foto poi, aiutano la voglia e l'appetito.
    Bravissima. Un forte abbraccio, Pat

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    1. Ahahah carissima Patty, eccome se rischiamo di annoiarci :) Ho voluto chiudere il capitolo riportando questa "simpatica" risposta perchè c'è ancora gente che mi scrive a distanza di mesi che ha provato a fare la crostata e non gli è riuscita. Così forse almeno si mettono il cuore in pace tutti quanti, che se qualcuno ancora non l'avesse capito la ricetta della crostata al limone NON RIESCE :)
      Per quanto riguarda l'orzotto è veramente eccezionale, sia bello caldo in inverno che a temperatura ambiente d'estate.
      Un bacione!

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  13. complimenti per orzotto e quello idea di feta marinata che dà un gusto in più. purtroppo i libri sono pieni di questi refusi dicamo cosi in quanto nessuno fa un controllo dopo la scrittura un conto stare davanti ai fornelli un conto è scrivere, spesso per loro lo fa qualcun altro che non sempre si intende di cucina

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    1. Grazie Günther :)
      Per quanto riguarda i refusi è talmente tutto così evidente che ormai è inutile quasi parlarne...

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  14. Arrivo un pelino tardi, ma confermo che nemmeno nella mia edizione del libro di Cracco il "refuso" è stato corretto. Non so se lo correggeranno mai, tanto ne hanno vendute una quantità di copie impressionante, che cosa gliene importa a loro?

    Ma passiamo alle cose belle: la tua ricetta per esempio!!! Jerusalem è uno dei pochissimi libri di cucina che mi fanno venir voglia di provare tutte le ricette che contengono... e tu me lo hai solo confermato!

    Un abbraccione!

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    1. Ciao Mapi :) Ecco, vedi? Mi piacerebbe proprio sapere da quale edizione in poi il refuso non c'è più ;) e comunque è vero, che gliene importa a loro? Se gliene fosse importato qualcosa fin dall'inizio avrebbero fatto un libro diverso...
      Un bacione!

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  15. ciao
    ti ho conosciuta per caso e il tuo blog mi ha fatto sentire a casa :-) perché sento il profumino di tutte le tue prelibatezze e le sento un pochino mie, proverò sicuramente questa ricetta... ti sei conquistata una fans se ti va vienimi a trovare e a scoprire il mio mondo impasticciato di ingredienti e colori ciao rosa di kreattiva

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