mercoledì 6 marzo 2013

UNA CREMA DI CAVOLETTI PER LO STARBOOKS REDONE



Da qualche mese seguo con passione quella che secondo me è la più simpatica e originale rubrica creata nel mondo della cucina virtuale, ovvero lo Starbooks, ideata dalle solite (in quanto avvezze a questo tipo di mitiche imprese) amiche Ale e Dani di MenùTuristico, le quali, nel corso del tempo hanno creato e ampliato una squadra composta da donne competenti e appassionate di cucina e di web (le chiamavano “le Starbookers”) che armate di libri, traduttori, convertitori di misure e soprattutto occhio clinico, preciso e inflessibile, fanno tremare gli autori di libri di ricette di tutto il globo.
La loro missione infatti è quella di recensire ogni mese un libro di cucina diverso. E qual è il modo migliore per recensire un libro di cucina se non quello di testarlo sul campo? Armate quindi di sconfinata passione e competenza, oltre che di coraggio e consapevolezza delle proprie capacità, per tre mercoledì di seguito ogni mese sviscerano fino in fondo le ricette testate con spirito critico e imparziale, e senza farsi ingannare da copertine e illustrazioni che ritraggono piatti dall’aspetto formidabile - o senza farsi scoraggiare da libri assolutamente privi di illustrazioni - descrivono con precisione dettagliata le difficoltà eventualmente riscontrate nella preparazione, gli accorgimenti necessari per raddrizzare una ricetta magari non spiegata dall’autore adeguatamente e soprattutto ci svelano quello che a noi tutti appassionati di cucina interessa più di tutto e cioè se il piatto riesce o non riesce.

Perché alla fine si dà sempre troppo per scontato che se ci si affida ad un libro di cucina, soprattutto quando la firma è quella di un personaggio eccellente, la ricetta debba per forza avere un esito positivo.
Dovrebbe essere così, ma purtroppo non lo è, anzi… Io stessa mi sono ritrovata a fare i conti con una crostata che, vista la paternità, sarebbe dovuta risultare paradisiaca e che invece si è rivelata una emerita schifezza, dando vita ad una delle esperienze in cucina più sconfortanti di tutta la mia vita (vabbè, ormai si sarà capito, a volte mi piace un po’ esagerare).

Ma per quale strana e inspiegabile ragione una ricetta tratta da un libro di cucina non dovrebbe riuscire? Sarebbe come se nei cruciverba della Settimana Enigmistica mancassero delle definizioni.

Eppure è così e di motivi purtroppo ce ne sono tanti. Uno fra tutti il fatto che il mondo cibo ormai da un po’ di tempo è diventato un businness per tanti che vi si buttano a capofitto spesso senza passione, altre volte senza capacità e altre volte ancora mossi semplicemente e solo dall’interesse per il profitto. Questi non hanno però fatto i conti con il fatto che i loro potenziali lettori non sono solo persone a cui piace esclusivamente sfogliare dei libri di ricette per guardare le “figure” ma sono anche e soprattutto persone esperte di cucina, con un bagaglio nel campo non indifferente e una cultura in materia che farebbe impallidire tanti esperti del mestiere.

Uno dei motivi per cui è nato lo Starbooks è proprio questo, smascherare i libri di cucina che in realtà veri e propri libri di cucina non sono.

Ma alle Starbookers non bastava lo Starbooks e così hanno inventato lo Starbooks Redone e non appena l’ho saputo mi sono entusiasmata perché questa nuova rubrica prevede l’ampliamento del confronto con l’entrata in gioco di chi ha voglia di riproporre ricette già pubblicate e recensite, o semplicemente tratte da uno dei libri passati in rassegna.


E se uno dei libri analizzati nei mesi scorsi fa già bella mostra nella mia libreria dedicata alla cucina (Martha’s American Food) e ce ne sono già un altro paio nella lista delle cose da comprare al più presto, questo significa che questo “gioco” ha appassionato anche me e così eccomi qui.

Le avrei provate tutte le ricette proposte e valutate positivamente negli ultimi mesi dalle Starbookers, perché tutte degne di nota, alcune davvero eccezionali, però alla fine ho deciso di prepararne una in particolare per questo primo appuntamento, una ricetta forse tra le meno scenografiche di cui però mi sono innamorata immediatamente perché sin dal primo momento in cui ho letto gli ingredienti da cui era composta sono stata investita da una pressante curiosità di scoprirne il sapore, difficile da immaginare da una semplice lettura e poi anche perché già testata dalla cara Mapi, cui sono particolarmente affezionata.

Devo confessare che la mia irresistibile tendenza a personalizzare qualsiasi ricetta si è fatta sentire anche stavolta (Ale, mi spiace, ho letto solo dopo che ad un commento hai risposto che sarebbe stato meglio proporre le ricette senza variazioni, ma pensavo che essendo una ricetta già testata si potesse provare ad apportare alcune modifiche; se non fosse già stata preparata da alcuna di voi l'avrei seguita fedelmente per verificarne il risultato finale) per la mancanza di alcuni ingredienti a portata di mano da una parte (cavoletti freschi e sherry) e per la perenne lotta contro i grassi, il colesterolo e gli inestetismi della cellulite dall'altra. Personalizzazione che mi sono concessa esclusivamente per la sconfinata fiducia che nutro nelle capacità e nella competenza di Mapi che per prima l’ha testata, seguendo passo passo la ricetta originale e ottenendo un ottimo risultato.
Il fatto che la ricetta sia riuscita perfettamente nonostante le variazioni e abbia portato sulla mia tavola una tra le più buone creme che abbia mai assaggiato in vita mia, non fa che confermare le conclusioni a cui era giunta Mapi e cioè che la ricetta di partenza fosse assolutamente eccezionale. Giudizio che non posso quindi che confermare.

La ricetta che riporto è quella originale scritta da Mapi e presa dal libro mentre le mie variazioni sono riportate in rosso.
Il libro da cui è tratta è The Unofficial Downton Abbey Cookbook di Emily Ansara Baines, che si ispira alla serie televisiva Dowton Abbey e che nasce come una raccolta delle ricette che presumibilmente dovevano essere servite nell’Inghilterra edoardiana.
Non avendo il libro a disposizione (per lo meno non ancora ;)), vi riporto l’introduzione che Mapi ha preso immagino dal libro.

L’amato consorte della Regina Vittoria, il Principe Alberto di Sassonia-Coburgo, amava i cavoletti di Bruxelles. Secondo alcuni questa crema fu elaborata in suo onore, altri affermano che fu inventata in onore del primo figlio della Regina Vittoria. In ogni caso, gli abitanti di Downton Abbey potevano onorare la Famiglia Reale – e stupire i loro stimati ospiti – offrendo questa crema tra le portate.

SAXE-COBURG SOUP

 da Emily Ansara Baines – The Unofficial Downton Abbey Cookbook – Adams Media



Ingredienti per 4 persone

600 g cavoletti di Bruxelles surgelati
6 cucchiai (90 g) di burro 60 g di burro
1 grossa cipolla dorata
2 patate medie
4 cucchiai di farina 00
1 cucchiaio di zucchero semolato
1 ½ tazze (375 ml) di doppia panna 125 ml di panna
1 ½ tazze (375 ml) di latte intero 625 ml di latte parzialmente scremato
4 tazze (950 ml) di brodo vegetale
½ tazza (125 ml) di sherry secco brandy

Mondare i cavoletti di Bruxelles privandoli delle foglie esterne rovinate e tagliando il peduncolo, e sbianchirli tuffandoli per 2 minuti in acqua bollente salata. Scolarli e tagliarli in quarti, poi metterli da parte.

Tritare la cipolla, sbucciare le patate e tagliarle a dadini.

Far fondere il burro in una casseruola capace e unirvi i cavoletti sbianchiti, la cipolla e le patate. Coprire e far sudare per 15 minuti: le verdure non devono colorirsi, ma solo ammorbidirsi.
Io ho usato i cavoletti surgelati e li ho messi direttamente a cuocere insieme alla cipolla e alle patate.

Mescolare insieme zucchero e farina e unirlo alle verdure mescolando, affinché non si formino grumi.

Nel frattempo miscelare latte e panna in un pentolino e portare a bollore; far raffreddare leggermente, poi unire alle verdure.
Versare anche il brodo vegetale e lo sherry, mescolare bene e far sobbollire, a pentola parzialmente coperta, per 25-30 minuti o finché le verdure non siano estremamente morbide.
Io ho unito direttamente il latte e la panna alle verdure, ho portato a bollore, quindi ho unito il brodo e il brandy.

Frullare la zuppa poca per volta in modo da ottenere una crema omogenea servendosi di un frullatore a immersione o di un mixer.
Servire nelle classiche coppe a forma di testa di leone.


Nota (di Mapi): l'autrice nella ricetta si è dimenticata di scrivere che fare dello sherry; io l'ho versato insieme a latte, panna e brodo in modo che l'alcool avesse il tempo di evaporare lasciando intatto il delizioso aroma.
Ne è risultata una crema deliziosa che personalmente consiglio a tutti voi.

Nota (mia): ho seguito l’indicazione di Mapi e ho versato il brandy insieme agli altri liquidi per fare evaporare l’alcool. L’utilizzo del brandy al posto dello sherry (che non avevo a disposizione) poteva essere molto rischioso. Invece la crema è venuta davvero ottima, non so se meglio o peggio della versione con lo sherry, però buonissima, quindi posso almeno attestare che la sostituzione (sempre se non si ha a disposizione lo sherry) è fattibile. Così come la riduzione dei grassi e l’utilizzo dei cavoletti surgelati al posto di quelli freschi, che non sempre si trovano.

Confermo assolutamente le conclusioni di Mapi: ne è risultata una crema deliziosa che personalmente consiglio a tutti voi.


30 commenti:

  1. Ma sei troppo una grande, Mari!!!!!
    Innanzi tutto GRAZIE per le cose carine che hai detto su di me. :-)
    Lo Starbooks è nato con l'idea di seguire le ricette pedissequamente per vedere se riescono, e le variazioni andrebbero fatte solo se ci si rende conto che si ha un potenziale disastro tra le mani.
    Ciò non toglie che con le tue variazioni (che, detto tra noi, approvo) la ricetta sia venuta meravigliosa.
    Sempre detto tra noi, lo Starbooks è nemico della dieta: se avessi potuto farlo, anche io avrei ridotto drasticamente panna e burro, usato latte scremato e magari un po' di ricotta al posto della panna.

    Un ulteriore suggerimento per la sostituzione dello sherry secco è quello di usare il Marsala secco: l'aroma non è molto dissimile.

    Detto tutto questo sono contenta che la crema ti sia piaciuta, secondo me è fantastica.

    Un bacione e grazie ancora!!!!

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    1. Ma figurati Mapi, il piacere è stato mio e grazie a te per avermi fatto scoprire questa crema che è entrata ufficialmente nella mia raccolta di ricette da fare e rifare :)
      In effetti ho un po' approfittato del fatto che l'avevi già preparata tu e non avevi riscontrato nessun problema (se non quello della mancata indicazione del momento in cui utilizzare lo sherry) e così l'ho alleggerita un po'. Ottima considerazione sul Marsala, a casa però avevo solo quello dolce e la cosa che più pensavo si potesse avvicinare allo sherry che avevo a portata era il Brandy.
      Ciao cara e grazie a te!

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  2. Delicioso!! y estoy de acuerdo, es digno de la realeza, por eso es para nosotras!! Un beso.

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    1. Gracias Carmina! De verdad esta crema esta muy rica y apetece tambien a los que no les gustan los coles de Bruselas.
      Besos!

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  3. Mari, è esattamente così che immaginavano i post per lo Starbooks Redone: critici, con le modifiche eventuali messein rilievo e spiegate e con il piglio proprio di chi, quando cucina, usa tutti isensi e magari anche il neurone :-)
    Grazie quindi per aver contribuito - e per averlo fatto proprio in questo modo!
    un bacione

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    1. Perfetto! Sono proprio contenta che vada bene, ci tenevo. Mi piace un sacco questa vostra nuova idea. Mi pare che si sia capito no? :)))
      Ciao Ale e grazie a voi!

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  4. L'idea delle rifatte ci e' piaciuta ad entrambe vedo ;-)
    Questa crema di cavoletti appare molto interessante e saporita grazie a piccoli accorgimenti che fanno la differenza!
    SuperBrava Mari

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    1. Ciao Ila, eh sì , sembrerebbe proprio che sia piaciuta ad entrambe questa nuova rubrica ;) E SuperBrava Ilaria, il tuo dolce mi ispira tantissimo.
      Baci!

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  5. Ma che bello! Imparo adesso dello Starbooks Redone, che bella idea! La zuppa che hai proposto mi ispira un sacco, ci saranno un po’ di grassi ma è un ottimo modo per cucinare i cavoletti di bruxelles, che io adoro!
    Direi che con dei contributi come il tuo lo starbooks redone diventa prezioso come quello classico!
    Brava Mari, a presto!
    Bacioni!!

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    1. Grazie Francy! sei sempre molto cara :)
      la crema è veramente fantastica e ti assicuro che i cavolini di Bruxelles cucinati così diventano delicatissimi, il gusto nell' insieme è molto delicato, ottimo modo per farli mangiare anche a chi non piacciono molto ;)
      Baci!

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  6. Non l'avevo notato chiedo scusa ma anche tu fai parte delle Starbooks.....ne ho parlato tanto con Arabafelice e vi sto seguendo questa crema deve essere deliziosa e per non perdere il vostro link l'ho messo nei preferiti. Ora controllo anche te smack
    Ciaooo

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    1. PS. Ho anche la stessa tazza della tua foto solo che sono colore ocra-giallo scuro quasi il colore della crema... ciaoo

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    2. Ciao Edvige, no io non faccio parte dello Starbooks. Questa è una nuova rubrica cui tutti possono pattecipare, anche tu se ne hai voglia. Si tratta di proporre o riproporre ricette tratte dai libri precedentemente analizzati dallo Starbooks.
      Queste zuppierine sono tra le mie preferite ;) non sapevo che ci fossero anche colorate.
      Grazie e baci!

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    3. Grazie e scusa mi era sfuggito il Redone...:((( Si queste zuppierine non vorrei esagerare ma le ho da oltre 20 anni e c'è anche la zuppiera grande e vanno pure in forno. Rimane comunque una bella ricetta bravissima.

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  7. Adoro le Starbookers Redone: siete mitiche. Ci sono arrivati post bellissimi e non potete sapere quanto ci entusiasmi l'idea che queste riprove vi piacciano e vi diano voglia di scoprire nuove pubblicazioni.
    Ti ringrazio Mary, sinceramente. Tu hai sempre sostenuto l'idea e non sai come questi ci dia la voglia di continuare.
    Un forte abbraccio, Pat

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    1. E io adoro le Starbookers ;)
      L‘entusiasmo è mio nel seguirvi e ora pure nell‘apportare il mio contributo.
      Un abbraccione a te Patty!

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  8. Mari ricordo benissimo la lucidità e la fermezza con le quali hai puntualizzato tutte le mancanze della crostata al limone pubblicata da Cracco. Se non erro ho fatto la tua conoscenza proprio grazie a quel post pieno di passione, dignità e coraggio.
    Il tuo entusiasmo per lo Starbooks e adesso per lo Starbooks-Redone è a dir poco coinvolgente.
    Grazie per le tue parole semplici che arrivano dritte al cuore delle cose e delle persone, e grazie anche per la tua gustosissima rivisitazione della ricetta della mitica Mapi: la ricetta l'avevo adocchiata anch'io, ma qui a Napoli i cavolini di Bruxelles sono pressappoco introvabili! :°)
    Un abbraccio cara e bravissima, davvero!

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    1. Ma grazie Raffaella! Sei molto carina :) grazie per le tue belle parole.
      Ho visto la tua ricetta e anche tu dimostri grande entusiasmo per lo redone!
      I cavoletti di Bruxelles non è facile trovarli nemmeno qui a Trieste, per questo ho usato quelli surgelati anche se preferisco sempre utilizzare prodotti freschi.
      Ciao cara, baci!

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  9. Un'autopsia perfetta ;-)
    Brava, Mari!!!!

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  10. non posso che sottoscrivere quello che hanno scritto le mie coleghe starbookers, siamo veramente felici di una partecipazione di cotanto livello.
    grazie davvero!

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    1. Ciao Gaia! Sono io che sono felice di partecipare! Mi sembra di far quasi parte del gruppo e questo mi piace molto, mi piace e mi diverte :)
      Grazie a te e a voi tutte!

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  11. eccolo qui il contributo perfetto dello Starbooks Redone! veramente bravissima!
    come tufferei volentieri il cucchiaio in quella bella crema...
    un bacione

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    1. Sapessi quanto è buona Cristina! Sono proprio contenta e aspetto il prossimo primo mercoledì del mese ;)
      Grazie!

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  12. Quindi assolutamente da provare...
    ...e se hai tempo, voglia e piacere se passi da me c'è un pensierino per te.
    Buona giornata

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    1. Assolutamente da provare!
      Ma grazie!!! Appena riesco passo!

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  13. Ciao Mari la tua crema mi piace molto....copio!!!

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    1. Mariabianca grazie!!! Copia copia e poi mi saprai dire ;)

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  14. Un ottima ispirazione soprattto un ottimo modo per fare mangiare i cavaletti ai ragazzi un po refrattari

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    1. Infatti, i cavoletti perdono completamente quel loro tipico sapore un po' "invadente" che non a tutti piace. Ciao e grazie!

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